Lo studio riguarda pazienti che hanno sviluppato polmonite acquisita in comunità seguita da sepsi e che presentano un quadro di immunoparalisi indotta dalla sepsi, una condizione in cui il sistema immunitario è temporaneamente indebolito. La clarithromycin è un antibiotico che può essere somministrato per via endovenosa (iniezione diretta in vena) o per via orale (in forma di compressa). Un gruppo di partecipanti riceverà il farmaco vero, mentre un altro gruppo riceverà un placebo, cioè una sostanza senza principio attivo.
Lo scopo dello studio è valutare se l’aggiunta di clarithromycin al trattamento abituale può ridurre il numero di nuove infezioni o episodi di sepsi nei 28 giorni successivi all’inizio del trattamento.
I partecipanti saranno randomizzati, cioè assegnati in modo casuale, a uno dei due gruppi di trattamento per una breve durata, dopodiché saranno seguiti per quasi un mese. Durante questo periodo verranno monitorati segni di nuove infezioni, eventuali peggioramenti della condizione iniziale e la necessità di ulteriori cure ospedaliere, senza richiedere interventi complessi o visite speciali al di fuori del normale percorso di cura.



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