Lo studio riguarda bambini che hanno una forma di cancro del sangue chiamata acute myeloid leukemia che è tornata dopo un trattamento precedente (relapsed). Il protocollo prevede l’uso di una combinazione di farmaci: fludarabine, un medicinale somministrato sotto la pelle; cytarabine, dato direttamente in vena (intravenoso); gemtuzumab ozogamicin, anch’esso somministrato per via endovenosa; e, in un gruppo, l’aggiunta di venetoclax, una compressa che si prende per bocca.
L’obiettivo è verificare se l’inclusione di venetoclax possa migliorare la overall survival, cioè il tempo di vita dei bambini a partire dall’inizio del trattamento. I partecipanti vengono assegnati in modo casuale a ricevere la combinazione standard di fludarabine, cytarabine e gemtuzumab ozogamicin o la stessa combinazione più venetoclax, con trattamenti somministrati in cicli settimanali e controlli regolari per monitorare la salute e gli effetti del trattamento.



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