Studio sull’uso di cellule staminali mesenchimali che esprimono CXCR4 e IL-10 per il trattamento della malattia del trapianto contro l’ospite in pazienti che non rispondono ai corticosteroidi o al ruxolitinib.

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Di cosa tratta questo studio?

Questa ricerca si concentra sul trattamento della malattia del trapianto contro l’ospite acuta, una condizione in cui le cellule trapiantate attaccano i tessuti del corpo ricevente. Lo studio è rivolto a persone che non hanno risposto ai corticosteroidi, farmaci antinfiammatori comuni, o al ruxolitinib, oppure che non possono assumere quest’ultimo. Lo scopo della ricerca è valutare la sicurezza e la tollerabilità di un nuovo tipo di terapia cellulare.

Il trattamento utilizzato consiste in cellule staminali mesenchimali derivate dal tessuto adiposo, ovvero dal grasso corporeo. Queste cellule sono state modificate in laboratorio per produrre due sostanze specifiche, CXCR4 e IL-10, che aiutano a regolare la risposta del sistema immunitario. La somministrazione di queste cellule avviene tramite infusione endovenosa, ovvero attraverso una soluzione inserita direttamente in una vena.

Durante lo studio, i partecipanti riceveranno queste cellule sotto forma di una sospensione per iniezione. Il percorso prevede monitoraggi periodici per osservare come il corpo reagisce alla somministrazione del nuovo prodotto e per verificare l’eventuale miglioramento dei sintomi della malattia nel tempo.

Chi può partecipare allo studio?

  • Il paziente deve aver effettuato un trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche, ovvero una procedura in cui vengono trasferite cellule staminali da un donatore (che può essere un fratello, un donatore non imparentato o un donatore semicompatibile) per ricostruire il sistema del sangue; il trapianto può essere avvenuto tramite midollo osseo, sangue periferico o sangue del cordone ombelicale.
  • Il paziente può aver ricevuto diversi tipi di condizionamento, che è il trattamento preparatorio (spesso con chemioterapia) eseguito prima del trapianto per preparare il corpo a ricevere le nuove cellule.
  • Il paziente deve avere un’età compresa tra i 18 e i 75 anni.
  • Deve essere stata diagnosticata la GVHD acuta (malattia del trapianto contro l’ospite) di grado da II a IV, una condizione in cui le cellule del donatore attaccano gli organi del paziente, e questa deve essere avvenuta dopo il trapianto.
  • La malattia deve essere refrattaria o resistente ai trattamenti con corticosteroidi (farmaci antinfiammatori come il cortisone) e al ruxolitinib (un farmaco specifico per regolare il sistema immunitario), oppure il paziente non deve poter assumere il ruxolitinib.
  • Si considera refrattaria la malattia che peggiora dopo il trattamento o che non mostra alcun miglioramento dopo un certo periodo di tempo con i farmaci sopra citati.
  • Il paziente può essere considerato non idoneo al ruxolitinib se presenta una grave trombocitopenia (un numero molto basso di piastrine nel sangue, inferiori a 20.000/mm3) o una grave neutropenia (un numero molto basso di globuli bianchi, inferiori a 500/mm3), oppure per altre condizioni cliniche decise dal medico.
  • Le pazienti di sesso femminile devono essere in menopausa da almeno un anno, oppure aver subito un intervento chirurgico di sterilizzazione, oppure, se non rientrano in queste categorie, devono utilizzare un metodo contraccettivo molto efficace o impegnarsi in un’astinenza sessuale durante lo studio.

Chi non può partecipare allo studio?

  • Presenza di una malattia del sangue che non è sotto controllo dopo il trapianto o che sta peggiorando al momento dell’ingresso nello studio.
  • Risultato positivo al test PCR (un test che rileva la presenza del virus) per il SARS COV2 (il virus che causa il COVID-19) nei 10 giorni precedenti l’infusione delle cellule.
  • Per le donne, essere in stato di gravidanza, in fase di allattamento o avere l’intenzione di rimanere incinta prima, durante o fino a 18 settimane dopo la partecipazione allo studio, oppure avere l’intenzione di donare ovociti.
  • Presenza di qualsiasi altra condizione di salute non controllata o instabile che riguardi il cuore, i polmoni, il fegato, i reni, l’apparato digerente, l’apparato urinario, la coagulazione del sangue, il sistema immunitario, il sistema endocrino o il sistema nervoso, che secondo il medico potrebbe influenzare i risultati o mettere a rischio la sicurezza.
  • Presenza di un’infezione sistemica, ovvero un’infezione che colpisce l’intero organismo, attualmente attiva al momento della valutazione iniziale.
  • Partecipazione in corso o conclusione di un altro studio clinico da meno di 3 mesi.
  • Aver partecipato in passato a studi clinici che utilizzano terapie avanzate, come la terapia cellulare (uso di cellule vive), la terapia genica (modifica del materiale genetico) o l’ingegneria dei tessuti (creazione di tessuti biologici artificiali).
  • Infezione da Epatite B cronica (presenza dell’antigene di superficie dell’epatite B) o infezione da Epatite C (con presenza del virus confermata tramite il test PCR).
  • Avere una storia clinica di test positivo al virus dell’HIV (il virus che colpisce il sistema immunitario).

Dove puoi partecipare a questa sperimentazione?

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Nome del sito Città Paese Stato
Hospital Universitario Fundacion Jimenez Diaz Madrid Spagna
University Clinical Hospital Virgen De La Arrixaca Murcia Spagna

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Stato della sperimentazione

Paese Stato dell’arruolamento Inizio dell’arruolamento
Spagna Spagna
Non ancora reclutando
05.01.2026

Sedi della sperimentazione

Questa terapia utilizza cellule staminali mesenchimali derivate dal tessuto adiposo, che sono cellule speciali prelevate da un donatore. Queste cellule sono state modificate in laboratorio per produrre due proteine specifiche (CXCR4 e IL-10) che aiutano a combattere l’infiammazione e a dirigere le cellule stesse nei punti in cui c’è bisogno di aiuto. Il trattamento viene somministrato attraverso un’infusione nella vena per aiutare a curare la malattia del trapianto contro l’ospite.

Acute Graft-versus-host disease – Questa condizione si verifica quando le cellule immunitarie di un donatore attaccano i tessuti del ricevente dopo un trapianto. Il sistema immunitario del donatore riconosce erroneamente le cellule del paziente come estranee e inizia a colpirle. La malattia può colpire diversi organi, come la pelle, il fegato e l’apparato digerente. La progressione avviene attraverso una risposta infiammatoria che danneggia le cellule sane del corpo. In alcuni casi, la condizione non risponde ai farmaci standard utilizzati per calmare il sistema immunitario.

ID della sperimentazione:
2025-523139-21-00
Codice del protocollo:
2G-MSC-GVHD
Fase della sperimentazione:
Farmacologia umana (Fase I) – Altro

Altre sperimentazioni da considerare

  • Sicurezza ed efficacia di MaaT013 e vancomicina in bambini e adolescenti con GvHD acuta gastrointestinale resistente a ruxolitinib

    Arruolamento non iniziato

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    Farmaci in studio:
    Francia Italia Paesi Bassi Spagna
  • Studio sull’uso prolungato di Ibrutinib per pazienti con Linfoma Follicolare, Leucemia Linfatica Cronica, Macroglobulinemia di Waldenstrom e altre condizioni

    Arruolamento concluso

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    Farmaci in studio:
    Repubblica Ceca Francia Ungheria Italia Polonia Spagna +1