Questo studio riguarda la cardiomiopatia non ischemica, una malattia del muscolo cardiaco che non è causata da problemi delle arterie del cuore. I pazienti che partecipano a questo studio hanno ricevuto un dispositivo speciale chiamato dispositivo di resincronizzazione cardiaca, che aiuta il cuore a battere in modo più coordinato ed efficace. Inoltre, questi pazienti hanno avuto una risposta molto positiva a questo dispositivo e attualmente stanno assumendo farmaci che aiutano il cuore a funzionare meglio. I farmaci utilizzati in questo studio includono diversi tipi di medicinali per il trattamento della pressione alta e dello scompenso cardiaco cronico, tra cui altizide, spironolattone micronizzato, captopril, idroclorotiazide, candesartan, cinnarizina, perindopril, carvedilolo, valsartan, irbesartan, sacubitril, dapagliflozin, losartan, bisoprololo, propranololo, metoprololo, atenololo, enalapril, empagliflozin, telmisartan, ramipril e nebivololo.
Lo scopo di questo studio è verificare se è sicuro sospendere gradualmente i farmaci per il cuore in pazienti che hanno avuto un miglioramento molto significativo della funzione cardiaca grazie al dispositivo di resincronizzazione. I ricercatori vogliono confrontare cosa succede ai pazienti che smettono di prendere questi farmaci con quelli che continuano a prenderli, per vedere se la funzione del cuore rimane stabile o se si verificano nuovamente problemi. Lo studio valuterà se il cuore continua a funzionare bene senza farmaci, controllando parametri come la capacità di pompaggio del cuore e i sintomi di scompenso cardiaco.
Durante lo studio, i pazienti saranno seguiti per un periodo di dodici mesi. Verranno effettuati controlli regolari che includono esami del sangue per misurare sostanze che indicano come sta lavorando il cuore, ecocardiogrammi che sono ecografie del cuore per vedere come pompa il sangue, e valutazioni dei sintomi e della qualità di vita. I medici monitoreranno attentamente se compaiono segni di peggioramento della funzione cardiaca o sintomi di scompenso cardiaco, e controlleranno anche eventuali problemi del ritmo cardiaco. I pazienti che partecipano devono aver avuto una risposta eccellente al dispositivo di resincronizzazione, non devono aver avuto ricoveri per problemi cardiaci dopo l’impianto del dispositivo, e devono aver effettuato una risonanza magnetica cardiaca che non ha mostrato cicatrici nel muscolo del cuore.

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