Lo studio si concentra sullanemia da carenza di ferro che può verificarsi dopo un intervento chirurgico al cuore, specialmente nei pazienti più anziani. L’obiettivo è capire come il trattamento con ferro somministrato per via endovenosa possa influenzare la disabilità a 90 giorni dall’intervento. Il ferro utilizzato nello studio è chiamato ferric derisomaltose e viene somministrato come soluzione per iniezione o infusione. Un altro trattamento utilizzato nello studio è una soluzione di cloruro di sodio allo 0,9%, che viene somministrata per via endovenosa.
Lo studio è progettato per confrontare l’efficacia del ferro endovenoso rispetto a un placebo nel migliorare la condizione dei pazienti dopo l’intervento chirurgico. I partecipanti riceveranno uno dei due trattamenti e saranno monitorati per valutare eventuali miglioramenti nella loro salute e capacità di svolgere attività quotidiane. Lanemia è una condizione in cui il corpo non ha abbastanza globuli rossi sani per trasportare ossigeno ai tessuti, e il ferro è un componente essenziale per la produzione di questi globuli rossi.
Il ferro endovenoso viene somministrato per aiutare a correggere la carenza di ferro e migliorare i livelli di emoglobina, una proteina nei globuli rossi che trasporta l’ossigeno. Lo studio mira a determinare se questo trattamento può ridurre la necessità di trasfusioni di sangue e migliorare il recupero complessivo dei pazienti dopo l’intervento chirurgico. I risultati saranno valutati a 90 giorni dall’intervento per vedere se ci sono stati miglioramenti significativi nella disabilità e nella qualità della vita dei partecipanti.

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