La ricerca si concentra sulla Malattia di Alzheimer, una condizione che colpisce la memoria e altre funzioni mentali. Lo studio esamina l’efficacia e la sicurezza di un farmaco chiamato Bepranemab (conosciuto anche come UCB0107) in persone con stadi iniziali della malattia. Bepranemab è somministrato come soluzione per infusione. Durante lo studio, alcuni partecipanti riceveranno un placebo, che è una sostanza senza principio attivo, per confrontare i risultati.
Lo scopo principale dello studio è valutare l’effetto di Bepranemab rispetto al placebo sulla scala di valutazione della demenza clinica, un metodo per misurare i cambiamenti nelle capacità cognitive e funzionali. I partecipanti saranno seguiti per un periodo di 80 settimane. Oltre a Bepranemab, lo studio utilizza anche un tracciante chiamato (18F) GTP1 per esaminare il cervello tramite una tecnica di imaging chiamata PET (tomografia a emissione di positroni), e un altro tracciante chiamato Florbetaben (18F) per ulteriori valutazioni.
Lo studio è progettato per essere “cieco”, il che significa che né i partecipanti né i ricercatori sapranno chi riceve Bepranemab e chi riceve il placebo, per garantire risultati imparziali. Dopo la fase iniziale, ci sarà un periodo in cui tutti i partecipanti potranno ricevere Bepranemab. L’obiettivo è capire se Bepranemab può rallentare la progressione della Malattia di Alzheimer e migliorare la qualità della vita delle persone colpite.

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