Samodzielny Publiczny Szpital Kliniczny Nr 4 W Lublinie
Lublino, Polonia
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Lublino, Polonia
Obiettivi, svolgimento e che cosa fanno i partecipanti, spiegati in parole semplici
Lo studio clinico si concentra sulla malattia renale cronica (CKD) e lipertensione (alta pressione sanguigna). Viene esaminato l'effetto di due farmaci: dapagliflozin, noto anche come Forxiga, e baxdrostat. Dapagliflozin è un farmaco già utilizzato per trattare alcune condizioni renali e cardiache, mentre baxdrostat è un nuovo farmaco in fase di studio. Lo scopo principale dello studio è capire se la combinazione di baxdrostat e dapagliflozin è più efficace nel rallentare la progressione della malattia renale cronica rispetto all'uso del solo dapagliflozin.
Durante lo studio, i partecipanti riceveranno baxdrostat in combinazione con dapagliflozin o solo dapagliflozin. Alcuni partecipanti potrebbero ricevere un placebo al posto di baxdrostat. I farmaci saranno somministrati sotto forma di compresse da assumere per via orale. Lo studio durerà circa 24-26 settimane, durante le quali verranno monitorati i cambiamenti nella funzione renale, misurati attraverso un parametro chiamato eGFR (tasso di filtrazione glomerulare stimato), e altri indicatori di salute renale e pressione sanguigna.
Lo studio si svolge in 5 passaggi – dalla visita di selezione ai controlli successivi. Per ogni passaggio trovi che cosa succede e che cosa controlla l'équipe.
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è un farmaco sperimentale studiato per il suo potenziale nel rallentare la progressione della malattia renale cronica (CKD) nei pazienti con pressione alta. Viene somministrato in combinazione con un altro farmaco per valutare se questa combinazione possa essere più efficace rispetto all'uso del secondo farmaco da solo.
è un farmaco già utilizzato per trattare la malattia renale cronica e il diabete di tipo 2. Funziona aiutando i reni a eliminare il glucosio in eccesso dal sangue attraverso l'urina. In questo studio, viene utilizzato sia da solo che in combinazione con baxdrostat per confrontare l'efficacia delle due terapie nel rallentare la progressione della CKD.
Baxdrostat è un farmaco somministrato per via orale, attualmente in fase di studio clinico di fase III. È studiato per il trattamento della malattia renale cronica (CKD) e dell'ipertensione. Il suo meccanismo d'azione coinvolge l'inibizione di un enzima specifico che contribuisce alla regolazione della pressione sanguigna e della funzione renale. Baxdrostat è classificato come un inibitore dell'aldosterone sintetasi, e si sta valutando la sua efficacia in combinazione con dapagliflozin per rallentare la progressione della CKD.
Dapagliflozin è un farmaco somministrato per via orale, già approvato e utilizzato nel trattamento del diabete di tipo 2 e della malattia renale cronica. Agisce inibendo il cotrasportatore sodio-glucosio di tipo 2 (SGLT2) nei reni, riducendo il riassorbimento del glucosio e abbassando i livelli di zucchero nel sangue. È classificato come un inibitore SGLT2 e viene studiato in combinazione con baxdrostat per valutare se questa combinazione possa essere più efficace nel rallentare la progressione della CKD rispetto al solo dapagliflozin.
È una condizione in cui i reni perdono gradualmente la loro capacità di filtrare i rifiuti e i liquidi in eccesso dal sangue. Questo processo di deterioramento può avvenire nel corso di mesi o anni. I sintomi possono non essere evidenti nelle fasi iniziali, ma con il progredire della malattia, possono manifestarsi gonfiore, affaticamento e cambiamenti nella minzione. La progressione della CKD può portare a complicazioni come l'ipertensione e l'anemia. La funzione renale è spesso monitorata attraverso il tasso di filtrazione glomerulare stimato (eGFR).
È una condizione in cui la pressione del sangue nelle arterie è costantemente elevata. Questo aumento della pressione può danneggiare i vasi sanguigni e gli organi nel tempo. Spesso non presenta sintomi evidenti, motivo per cui è conosciuta come "killer silenzioso". Se non controllata, l'ipertensione può portare a gravi problemi di salute come malattie cardiache, ictus e insufficienza renale. La pressione sanguigna è misurata in millimetri di mercurio (mmHg) e viene espressa con due numeri: la pressione sistolica e diastolica.
fonte: registro UE degli studi clinici (EU Clinical Trials Register) e verifica dei centri
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