Questo studio clinico riguarda persone anziane che hanno avuto una sindrome coronarica acuta, cioè un problema grave al cuore che si verifica quando il flusso di sangue verso il muscolo cardiaco si riduce improvvisamente. Molte persone anziane che hanno questo tipo di problema cardiaco presentano anche una carenza di ferro nel sangue. Lo studio vuole verificare se la somministrazione di ferro per via endovenosa, cioè attraverso una vena, possa migliorare la qualità di vita di questi pazienti. Il medicinale che verrà utilizzato si chiama Ferinject e contiene ferriccarbossimaltosio, una forma di ferro che può essere somministrata direttamente nel sangue.
Lo scopo dello studio è capire se i pazienti con più di sessantacinque anni che hanno avuto una sindrome coronarica acuta e che presentano carenza di ferro possono avere una migliore qualità di vita dopo sei mesi e dopo dodici mesi se ricevono il trattamento con ferro per via endovenosa rispetto a chi non lo riceve. Durante lo studio i pazienti verranno divisi in modo casuale in due gruppi: un gruppo riceverà il ferro endovenoso mentre l’altro gruppo non riceverà questo trattamento. I partecipanti verranno seguiti per un anno durante il quale verranno valutati vari aspetti della loro salute.
Nel corso dello studio verranno raccolte informazioni sulla qualità di vita dei pazienti, sulla loro fragilità fisica, su alcuni valori del sangue legati al ferro e all’infiammazione, e su eventuali problemi di salute che potrebbero presentarsi come il ricovero per scompenso cardiaco, un nuovo infarto o un ictus. In un sottogruppo di pazienti verranno inoltre studiati altri elementi del sangue che possono dare informazioni sull’invecchiamento e sullo stato di salute generale. Lo studio permetterà di raccogliere dati per capire meglio se correggere la carenza di ferro può portare benefici concreti alle persone anziane dopo un evento cardiaco acuto.

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