Questo studio esamina pazienti affetti da malattie terminali che necessitano di cure palliative, ovvero cure specializzate volte ad alleviare i sintomi e migliorare la qualità della vita quando la guarigione non è più possibile. I pazienti coinvolti presentano sintomi come ansia, agitazione, irrequietezza o difficoltà respiratorie che richiedono il trattamento con midazolam, un farmaco della famiglia delle benzodiazepine utilizzato per calmare e ridurre l’ansia. Lo scopo dello studio è valutare quanto efficacemente il corpo assorbe il midazolam quando viene somministrato per via sottocutanea, ovvero attraverso un’iniezione sotto la pelle, rispetto alla somministrazione per via endovenosa, cioè direttamente in vena.
Durante lo studio, i partecipanti riceveranno una dose di 1 mg di midazolam somministrata in uno dei due modi: tramite iniezione sottocutanea o iniezione endovenosa. Dopo la somministrazione del farmaco, verranno prelevati campioni di sangue a intervalli regolari per un periodo di 90 minuti per misurare la quantità di midazolam presente nel sangue nel tempo. Questo permette ai ricercatori di comprendere come il corpo elabora il farmaco quando viene somministrato attraverso queste due diverse vie di somministrazione.
I ricercatori monitoreranno anche altri aspetti importanti durante il periodo di osservazione, inclusi eventuali effetti collaterali nel punto di iniezione come dolore, arrossamento o gonfiore, e osserveranno i cambiamenti nella frequenza respiratoria e nei livelli di ossigeno nel sangue. Verrà inoltre valutato il livello di sedazione del paziente utilizzando una scala specifica. Lo studio aiuterà a determinare se l’iniezione sottocutanea di midazolam rappresenta un’alternativa efficace all’iniezione endovenosa per il trattamento dei sintomi nei pazienti in cure palliative.

Norvegia