Studio sul trattamento prenatale dell’infezione congenita da citomegalovirus con letermovir e valaciclovir per donne in gravidanza

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Di cosa tratta questo studio?

Lo studio clinico si concentra sul trattamento prenatale dell’infezione congenita da citomegalovirus (CMV), un’infezione virale che può colpire i neonati. L’obiettivo principale è valutare l’efficacia di due farmaci, letermovir e valaciclovir, nel ridurre la presenza del virus nei neonati. Il letermovir è un farmaco somministrato in compresse rivestite da 240 mg, mentre il valaciclovir è disponibile in compresse rivestite da 500 mg. Entrambi i farmaci saranno confrontati con i rispettivi placebo, chiamati PREVYMIS PLACEBO e VALACICLOVIR PLACEBO.

Lo studio si svolge in due fasi. Nella prima fase, si misura il trasferimento del letermovir attraverso la placenta durante il secondo trimestre di gravidanza e la sua presenza nel liquido amniotico e nella placenta. Nella seconda fase, si verifica se il letermovir somministrato a donne in gravidanza con un feto infetto da CMV nel primo trimestre aumenta la percentuale di neonati con un test negativo per il CMV nel sangue neonatale o nel sangue del cordone ombelicale, rispetto al valaciclovir.

Lo studio mira a determinare quale dei due farmaci sia più efficace nel ridurre la presenza del virus nei neonati. I partecipanti riceveranno uno dei due farmaci o un placebo e saranno monitorati per valutare la tolleranza al trattamento e l’aderenza. Inoltre, verranno esaminati i cambiamenti nelle caratteristiche cerebrali e placentari attraverso esami come la risonanza magnetica (MRI) durante il periodo di trattamento. Lo studio si concluderà nel 2026.

1 inizio del trattamento

Il trattamento inizia con la somministrazione di letermovir o valaciclovir a donne in gravidanza con infezione da citomegalovirus (CMV) nel primo trimestre.

Il letermovir viene somministrato sotto forma di compresse rivestite da 240 mg per uso orale.

Il valaciclovir viene somministrato sotto forma di compresse rivestite da 500 mg per uso orale.

2 monitoraggio e valutazione

Durante il secondo trimestre, viene monitorato il trasferimento transplacentare del letermovir e la sua accumulazione nel liquido amniotico e nella placenta.

Viene misurata la concentrazione del farmaco nel sangue fetale per valutare l’efficacia del trattamento.

3 valutazione dei neonati

Alla nascita, viene eseguito un test PCR per il CMV nel sangue neonatale o nel sangue del cordone ombelicale per determinare la presenza del virus.

L’obiettivo principale è ottenere un risultato negativo al test PCR per il CMV.

4 valutazione a lungo termine

Viene monitorata la crescita complessiva e la presenza di eventuali sintomi nei neonati.

Viene valutata la tolleranza al trattamento da parte delle madri, dei feti e dei neonati.

Viene esaminata l’evoluzione delle caratteristiche ecografiche e delle immagini di risonanza magnetica (MRI) nel tempo.

Chi può partecipare allo studio?

  • Donna incinta di almeno 18 anni.
  • Essere nel secondo trimestre di gravidanza.
  • Essere sottoposta a interruzione di gravidanza per qualsiasi anomalia fetale.
  • Non avere segni di disfunzione placentare, cioè problemi con la placenta.
  • Essere affiliata a un regime di sicurezza sociale o avere un’assicurazione sanitaria.
  • Aver dato il consenso per partecipare allo studio.
  • Essere in grado e disposta a partecipare alle visite e alle procedure dello studio.
  • Avere un’infezione da CMV (citomegalovirus) nel primo trimestre.
  • Avere un feto infetto tra le 15 e le 28 settimane di gravidanza, confermato da un test PCR positivo nel liquido amniotico.
  • Il feto non deve presentare gravi anomalie cerebrali all’ecografia, come ventricolomegalia (dilatazione dei ventricoli cerebrali) di almeno 15 mm, idrocefalo, iperecogenicità periventricolare (aree luminose nel cervello), microcefalia (testa più piccola del normale) inferiore a 3 deviazioni standard, ipoplasia vermiana (sviluppo incompleto del verme cerebellare), porencefalia (cavità nel cervello), lisencefalia (superficie cerebrale liscia), disgenesia del corpo calloso (sviluppo anomalo del corpo calloso), leucomalacia cistica (danno alla sostanza bianca del cervello), o mega cisterna magna (spazio fluido nel cervello) maggiore di 10 mm.

Chi non può partecipare allo studio?

  • Non possono partecipare uomini, poiché lo studio è riservato solo alle donne.
  • Non possono partecipare persone che non rientrano nella fascia di età specificata dallo studio.
  • Non possono partecipare persone che non hanno le condizioni mediche richieste per lo studio.
  • Non possono partecipare persone che fanno parte di popolazioni vulnerabili, cioè gruppi di persone che potrebbero avere bisogno di protezione speciale.

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Stato della sperimentazione

Paese Stato dell’arruolamento Inizio dell’arruolamento
Francia Francia
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Farmaci in studio:

Letermovir: Questo farmaco è utilizzato nel trattamento prenatale dell’infezione congenita da citomegalovirus (CMV). L’obiettivo principale è misurare il trasferimento transplacentare di Letermovir nel secondo trimestre e la sua accumulazione nel liquido amniotico e nella placenta. Si cerca di dimostrare che Letermovir, somministrato a donne con un feto infetto da CMV dopo un’infezione materna nel primo trimestre, aumenta la proporzione di neonati con un test CMV negativo nel sangue neonatale raccolto il primo giorno di vita o nel sangue del cordone ombelicale in caso di interruzione della gravidanza.

Valaciclovir: Questo farmaco è utilizzato come confronto nel trattamento dell’infezione congenita da CMV. Viene somministrato per valutare se Letermovir è più efficace nel ridurre la presenza del virus nei neonati rispetto a Valaciclovir.

Malattie in studio:

Citomegalovirus (CMV) – Il citomegalovirus è un virus comune che può infettare persone di tutte le età. La maggior parte delle persone infette non presenta sintomi evidenti, ma in alcuni casi può causare febbre, malessere e ingrossamento dei linfonodi. Il virus può rimanere latente nel corpo e riattivarsi in momenti di debolezza del sistema immunitario. Durante la gravidanza, un’infezione primaria può essere trasmessa al feto, portando a complicazioni come sordità o problemi di sviluppo. Nei neonati, l’infezione congenita può manifestarsi con sintomi come basso peso alla nascita, ittero e ingrossamento del fegato e della milza. La progressione della malattia varia a seconda della risposta immunitaria dell’individuo e della presenza di eventuali condizioni di salute preesistenti.

Ultimo aggiornamento: 12.12.2025 09:47

ID della sperimentazione:
2024-512869-14-00
Codice del protocollo:
APHP180592
NCT ID:
NCT04732260
Fase della sperimentazione:
Conferma terapeutica (Fase III)

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