Questo studio riguarda il dolore acuto durante il prelievo degli ovociti, una procedura necessaria per le donne che si sottopongono a un trattamento di fertilità. Il prelievo degli ovociti avviene attraverso la vagina sotto guida ecografica e può causare disagio. Lo studio confronta due modi diversi di gestire il dolore durante questa procedura. Il primo approccio utilizza sufentanil in compresse che si sciolgono sotto la lingua, mentre il secondo approccio segue il metodo abituale che si basa su midazolam, un farmaco che aiuta a rilassarsi. Durante lo studio possono essere utilizzati anche altri farmaci per il dolore e il disagio, come paracetamolo per il dolore generale, alprazolam per l’ansia, lidocaina come anestetico locale e diclofenac per ridurre l’infiammazione e il dolore.
Lo scopo dello studio è verificare se una singola dose di sufentanil assunta prima della procedura riduce il dolore durante il prelievo degli ovociti rispetto al metodo abituale con midazolam. Durante la procedura, alle partecipanti viene chiesto di valutare il proprio dolore ogni due minuti utilizzando una scala visiva che va da zero a cento, dove zero significa nessun dolore e cento indica il dolore più forte immaginabile. Questa valutazione continua dall’inizio del prelievo fino alla fine della procedura.
Lo studio raccoglie anche informazioni su altri aspetti importanti come la soddisfazione delle pazienti riguardo alla gestione del dolore circa ventiquattro ore dopo la procedura, il dolore avvertito nel periodo di recupero subito dopo il prelievo e nelle ore successive, l’eventuale necessità di assumere altri farmaci per il dolore a casa, la presenza di nausea o vomito, eventuali problemi respiratori o altri effetti indesiderati, il sanguinamento vaginale, il tempo necessario per tornare a casa dopo la procedura, la durata della procedura stessa, il numero di ovociti prelevati e alcuni esami ormonali legati alla fertilità. Le informazioni vengono raccolte prima della procedura, durante la procedura, subito dopo, a intervalli regolari nelle ore successive e fino a ventiquattro ore dopo il prelievo degli ovociti.

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