Indice
- Panoramica degli studi clinici
- Studi sulle crisi prolungate
- Studio sul dolore durante il prelievo ovocitario
- Popolazioni incluse e criteri generali
- Endpoint principali misurati
- Riepilogo degli studi
Panoramica degli studi clinici
Nel materiale fornito, Alprazolam viene studiato in tre studi clinici interventistici, tutti autorizzati.[1][2][3] Due studi sono di fase 3 e riguardano le crisi prolungate in bambini di 12 anni o più e adulti.[1][2] Il terzo studio valuta il controllo del dolore durante il prelievo ovocitario in donne sottoposte a IVF/ART.[3]
Gli studi non descrivono Alprazolam come un farmaco in generale, ma come trattamento da testare in situazioni cliniche precise.[1][2][3] Per questo articolo, l’attenzione è sui obiettivi della ricerca, sulle persone coinvolte e sui risultati misurati.[1][2][3]
Studi sulle crisi prolungate
Il primo studio, NCT05076617, è uno studio di estensione che vuole capire se Staccato Alprazolam è sicuro nel trattamento delle crisi prolungate stereotipiche in bambini di almeno 12 anni e adulti.[1] Lo studio è autorizzato, di fase 3, e prevede 292 partecipanti.[1] Il sommario breve indica che l’obiettivo è valutare la sicurezza e la tollerabilità a lungo termine di Staccato alprazolam.[1]
Il secondo studio, NCT05077904, è uno studio ambulatoriale che valuta se Staccato Alprazolam è sicuro ed efficace nel trattamento delle crisi prolungate stereotipiche in bambini di almeno 12 anni e adulti.[2] Anche questo studio è autorizzato, di fase 3, con 350 partecipanti previsti.[2] Il riassunto dello studio spiega che confronta una singola somministrazione di Staccato alprazolam con placebo per vedere se la crisi si interrompe rapidamente entro 90 secondi e se non si ripresenta fino a 2 ore dopo la somministrazione del prodotto sperimentale.[2]
In questi due studi, il confronto con placebo serve a capire se il beneficio osservato è legato al trattamento studiato e non ad altri fattori.[1][2] Il placebo è un trattamento simile nell’aspetto, ma senza sostanza attiva.[1][2]
Studio sul dolore durante il prelievo ovocitario
Il terzo studio, 2025-523018-10-00, valuta un nuovo regime per il controllo del dolore durante il prelievo ovocitario nelle donne che fanno IVF/ART.[3] Questo studio è autorizzato, è classificato come low intervention e prevede 318 partecipanti.[3] Nella lista degli interventi compare XANAX 0,5 mg compresse, insieme ad altri medicinali usati nel confronto terapeutico.[3]
Il riassunto dello studio dice che l’obiettivo è dimostrare che una singola dose pre-procedura di sufentanil sublinguale 30 µg riduce il dolore durante il prelievo ovocitario rispetto al regime standard basato su midazolam.[3] Il dolore viene misurato con punteggi VAS ripetuti ogni 2 minuti durante tutta la procedura.[3] In questo contesto, VAS significa una scala del dolore da 0 a 100 mm, dove valori più alti indicano più dolore.[3]
Popolazioni incluse e criteri generali
Le popolazioni studiate sono diverse a seconda del problema clinico.[1][2][3] Nei due studi sulle crisi, i partecipanti sono bambini di almeno 12 anni e adulti con crisi prolungate stereotipiche.[1][2] Nello studio ginecologico, partecipano donne sottoposte a IVF/ART con dolore acuto procedurale associato al prelievo ovocitario.[3]
Il materiale fornito non riporta criteri di esclusione dettagliati o altri requisiti clinici specifici.[1][2][3] Riporta però chiaramente i gruppi target, che sono il punto centrale per capire a chi sono rivolti questi studi.[1][2][3]
Endpoint principali misurati
Negli studi clinici, un endpoint è il risultato principale che i ricercatori vogliono misurare.[1][2][3] Nel primo studio sulle crisi, gli endpoint principali sono la frequenza degli eventi avversi emersi durante il trattamento, la frequenza degli eventi avversi che portano all’uscita dallo studio e la frequenza degli eventi avversi gravi.[1]
Nel secondo studio sulle crisi, l’endpoint principale è il successo del trattamento della crisi trattata, con assenza di ricomparsa entro 2 ore.[2] Questo aiuta a capire se il trattamento interrompe la crisi e se l’effetto dura abbastanza a lungo nel periodo osservato.[2]
Nello studio sul dolore durante il prelievo ovocitario, l’endpoint principale è l’intensità complessiva del dolore intra-procedurale misurata con VAS da 0 a 100 mm ogni 2 minuti, dalla prima puntura fino alla fine della procedura.[3] Il protocollo indica anche una misura derivata principale, come media, mediana o area sotto la curva VAS nel tempo, secondo il piano statistico.[3]
Riepilogo degli studi
Il quadro complessivo mostra che Alprazolam viene valutato in studi autorizzati e mirati, con obiettivi diversi ma chiari.[1][2][3] Nei trial sulle crisi, l’attenzione è su sicurezza, tollerabilità ed efficacia rapida nel fermare l’episodio e prevenire la ricomparsa.[1][2] Nel trial sul dolore procedurale, l’attenzione è sulla riduzione del dolore durante una procedura specifica di fertilità.[3]
Le dimensioni degli studi sono diverse: 292 partecipanti nel primo, 350 nel secondo e 318 nel terzo.[1][2][3] Questo suggerisce che i ricercatori stanno raccogliendo dati in contesti clinici distinti, con misure di risultato adatte a ciascun problema studiato.[1][2][3]
| Trial ID | Fase | Condizione studiata | Stato | Partecipanti |
|---|---|---|---|---|
| NCT05076617 | Phase 3 | Treatment of stereotypical prolonged seizure | Authorised | 292 |
| NCT05077904 | Phase 3 | Stereotypical prolonged seizure | Authorised | 350 |
| 2025-523018-10-00 | Low Intervention | Acute procedural pain associated with oocyte pick-up in women undergoing IVF/ART. | Authorised | 318 |



