Lo studio riguarda il hepatocellular carcinoma non resecabile, cioè un tumore del fegato che non può essere rimosso con la chirurgia. I partecipanti devono aver ricevuto in precedenza i farmaci atezolizumab e bevacizumab. Nel nuovo protocollo verranno somministrati o lenvatinib o sorafenib, sia da soli sia in combinazione con atezolizumab, per valutare se la combinazione possa migliorare i risultati rispetto al singolo farmaco.
Lo scopo dello studio è valutare l’efficacia di queste terapie nel prolungare la vita dei pazienti. Si tratta di uno studio di fase III, aperto e randomizzato: i partecipanti vengono assegnati casualmente a uno dei gruppi di trattamento, senza sapere quale gruppo stanno seguendo, ma i medici conoscono la terapia assegnata.
I soggetti ricevono un’infusione endovenosa di atezolizumab in ospedale e assumono per via orale le compresse di lenvatinib o sorafenib a casa secondo le indicazioni. Durante il periodo di trattamento vengono effettuati controlli regolari per monitorare la salute, gli effetti collaterali e la durata della vita, indicata come “survival complessivo”, cioè il tempo trascorso dal primo giorno di studio fino al decesso per qualsiasi causa.



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