Lo studio riguarda l’Acute ischemic stroke, una condizione in cui un vaso sanguigno del cervello si blocca improvvisamente, riducendo l’apporto di ossigeno a una parte del cervello. Il farmaco in prova è il tenecteplase, somministrato per via endovenosa (iniezione nella vena) con l’obiettivo di sciogliere il coagulo e ripristinare il flusso sanguigno. Il trattamento è valutato in pazienti che presentano sintomi da 4,5 a 24 ore dall’ultimo momento in cui sono stati visti in buona salute e che mostrano, tramite imaging cerebrale come CT o MRI, tessuto cerebrale ancora potenzialmente recuperabile.
Lo scopo dello studio è valutare se la somministrazione di tenecteplase migliora la capacità di recupero funzionale a 90 giorni. I partecipanti vengono randomizzati, cioè assegnati casualmente, a ricevere il farmaco o il trattamento standard, e poi trasferiti tra ospedali (inter-hospital transfer) per un possibile intervento endovascolare, cioè una procedura che rimuove il coagulo direttamente dal vaso. Dopo il trattamento, i pazienti vengono seguiti per tre mesi, con valutazioni della capacità di svolgere le normali attività quotidiane mediante la modified Rankin Scale, una scala che misura il livello di disabilità, ottenuta tramite telefonata a loro o ai loro familiari.



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