Levodopa

I trial clinici su Levodopa studiano diversi modi di usarla in persone con Parkinson e, in un piccolo studio, in pazienti con un raro disturbo dello sviluppo neurologico. Gli studi valutano soprattutto efficacia, sicurezza, tollerabilità e misure di movimento o sintomi giornalieri. Alcuni includono anche volontari sani per confrontare la biodisponibilità, cioè quanta sostanza arriva nel corpo.

Indice

Panoramica degli studi

I trial raccolti qui studiano Levodopa in contesti diversi, soprattutto nella malattia di Parkinson, ma anche in un piccolo studio su un disturbo raro dello sviluppo neurologico e in uno studio su adulti sani per il confronto della biodisponibilità.[1][2][3] Le ricerche non sono tutte uguali: alcune valutano una nuova formulazione o un nuovo modo di somministrazione, altre confrontano trattamenti diversi per vedere quale controlla meglio i sintomi.[4][5]

Trial nel Parkinson

La maggior parte degli studi riguarda persone con malattia di Parkinson, comprese quelle con sintomi motori variabili durante la giornata o con malattia avanzata.[1][2][3][5] In questi trial si cerca di capire se il trattamento migliora il controllo motorio, aumenta il tempo “ON” e riduce i problemi legati alle fluttuazioni dei sintomi.[1][2][5]

Nel trial MONTPARK, in fase 2 e con 98 partecipanti, l’obiettivo principale è valutare l’effetto di Montelukast sulla progressione della malattia in persone con Parkinson lieve o moderato.[1] Il risultato principale è il cambiamento dei sintomi motori misurato con la MDS-UPDRS Parte 3, una scala clinica che valuta il movimento, nel tempo tra l’inizio dello studio e il mese 18.[1]

Lo studio BouNDless, in fase 3 e con 381 partecipanti, confronta ND0612 con il trattamento orale in soggetti con Parkinson e fluttuazioni motorie.[2] L’esito principale è il cambiamento del tempo “ON” senza discinesia fastidiosa, cioè il tempo in cui la persona sta meglio dal punto di vista motorio senza movimenti involontari disturbanti.[2]

Lo studio NCT02726386, in fase 2 e con 214 partecipanti, valuta soprattutto la sicurezza a lungo termine e la tollerabilità di una infusione sottocutanea continua di ND0612 per 12 mesi in persone con Parkinson avanzato.[6] Qui il punto centrale non è solo l’efficacia, ma anche se il trattamento può essere mantenuto nel tempo in modo sicuro.[6]

Nel trial ADIP, in fase 3b e con 91 partecipanti, si studia IPX203 rispetto a un regime orale con Levodopa a rilascio immediato e inibitore della decarbossilasi degli amminoacidi aromatici, abbreviato AAADI.[7] L’obiettivo principale è vedere se cambia il buon tempo “ON” alla settimana 12 rispetto al valore iniziale.[7]

Nel trial INITIATE-LECIG, in fase 3 e con 150 partecipanti, si confronta LECIG therapy con il miglior trattamento medico disponibile per i sintomi cosiddetti “iperdopaminergici”, cioè comportamenti o sintomi legati a un eccesso di stimolazione dopaminergica secondo la scala di Ardouin.[5] Il risultato principale è il cambiamento tra il basale e il follow-up a 6 mesi.[5]

Nel trial 2025-524296-23-01, in fase 3 e con 58 partecipanti, l’attenzione è sulla valutazione da parte del paziente di un nuovo dispositivo di distribuzione e di una app per Flexilev minitablets.[8] Questo studio è utile per capire se un sistema pratico di somministrazione può essere accettato e usato bene dai pazienti.[8]

Altre popolazioni studiate

Uno studio pilota di fase 2, con soli 7 partecipanti, valuta L-dopa in pazienti con un disturbo dello sviluppo neurologico legato a una variante patogenetica del gene CTNNB1.[4] Il risultato principale è il punteggio motorio GMFM-88 prima del trattamento e dopo 6 mesi, per vedere se le capacità motorie migliorano.[4]

Lo studio di fase 1 su Levodopa Cyclops™ coinvolgeva 26 adulti sani e non aveva un’indicazione terapeutica nel trial attuale.[9] L’obiettivo era confrontare la biodisponibilità comparativa di Levodopa Cyclops™ rispetto a Inbrija®, usando parametri come Cmax, Tmax e AUC, cioè misure che descrivono quanto e quanto velocemente la sostanza entra nel corpo.[9]

Cosa misurano i trial

Gli endpoint sono i risultati che i ricercatori scelgono per capire se lo studio ha funzionato.[1][2][4][6] Nei trial su Levodopa e sui trattamenti collegati, gli endpoint principali includono il tempo “ON” senza discinesia, i punteggi motori, la sicurezza a lungo termine, la tollerabilità e la risposta clinica al trattamento.[1][2][6][7]

Alcuni studi usano diari compilati dai partecipanti, come il diario “ON/OFF”, per registrare come cambiano i sintomi nella vita quotidiana.[2] Altri usano scale cliniche, come la MDS-UPDRS Parte 3 o la GMFM-88, per misurare il movimento in modo più strutturato.[1][4]

Nel trial su adulti sani, gli endpoint farmacocinetici comprendono Cmax, Tmax, AUC(0-4h), AUC(0-t), AUC(0-∞) e t½ di Levodopa.[9] Questi nomi tecnici descrivono rispettivamente il picco massimo nel sangue, il tempo per raggiungerlo, l’esposizione totale e il tempo di eliminazione.[9]

Fasi degli studi e dimensioni

I trial presenti coprono più livelli di sviluppo clinico: fase 1, fase 2, fase 2/3, fase 3 e fase 3b.[1][2][4][6][7][5][8][9] In generale, le fasi iniziali servono a capire meglio come funziona il trattamento nel corpo, mentre le fasi più avanzate cercano conferme più solide su efficacia e sicurezza.[9][6]

Le dimensioni degli studi sono molto diverse, da 7 partecipanti nello studio pilota su CTNNB1 a 381 partecipanti nel trial BouNDless.[4][2] Questo significa che alcuni studi sono esplorativi, mentre altri hanno un peso maggiore per confrontare i trattamenti in modo più ampio.[4][2]

Confronti tra trattamenti e dispositivi

Molti trial non studiano solo Levodopa da sola, ma confrontano diverse strategie di somministrazione o trattamenti collegati.[2][7][8] Per esempio, BouNDless confronta ND0612 con trattamento orale e placebo, mentre ADIP confronta IPX203 con un regime orale standard a base di Levodopa.[2][7]

Nel trial 2024-510629-24-00, i ricercatori vogliono capire se i sintomi di persone con Parkinson e con attività aumentata di enzimi che metabolizzano Levodopa, oppure con maggiore presenza di batteri che producono questi enzimi, possono migliorare con apomorfina, rifaximina o entrambi.[3] L’esito principale confronta la risposta clinica tra apomorfina e Levodopa, e tra rifaximina e placebo.[3]

Il trial MONTPARK e lo studio INITIATE-LECIG mostrano anche un altro aspetto importante: non si cerca solo di controllare i sintomi motori, ma anche di valutare possibili effetti sulla progressione della malattia o sui sintomi comportamentali associati al trattamento.[1][5]

Come leggere questi risultati

Questi trial mostrano che Levodopa è al centro di ricerche molto diverse tra loro, ma quasi tutte legate al Parkinson o a problemi motori simili.[1][2][7] Alcuni studi cercano una migliore qualità del tempo “ON”, altri vogliono ridurre le fluttuazioni motorie o verificare la sicurezza nel lungo periodo.[2][6]

Nel complesso, i dati descrivono un programma di ricerca che include pazienti con Parkinson lieve, moderato o avanzato, una piccola popolazione pediatrica o rara con CTNNB1, e volontari sani per il confronto tecnico della biodisponibilità.[1][4][9] Questo aiuta i ricercatori a capire non solo se un trattamento funziona, ma anche per chi può essere più utile e con quali obiettivi clinici.[2][7]

ID trial Fase Condizione studiata Stato Partecipanti
2023-504278-39-00 Phase 2 Parkinson’s disease Authorised 98
NCT04006210 Phase 3 Parkinson’s disease Authorised 381
2024-510629-24-00 Phase 2 Parkinson’s disease Authorised 81
2024-514852-34-01 Phase 2 Neurodevelopmental disorders, rare disease, CTNNB1 Authorised 7
NCT02726386 Phase 2 Parkinson’s disease Authorised 214
2025-521048-39-00 Phase 3 Parkinson Disease Authorised 150
2025-521772-57-00 Phase 3 Motor fluctuations in advanced Parkinson’s disease Authorised 91
2025-524296-23-01 Phase 3 Parkinsons Disease Authorised 58
2023-504687-42-00 Phase 1 Healthy adult subjects Completed 26

Sperimentazioni cliniche in corso su Levodopa

  • Studio sull’efficacia di IPX203 rispetto a levodopa/carbidopa a rilascio immediato in pazienti con malattia di Parkinson avanzata e fluttuazioni motorie

    In arruolamento

    1 1 1 1
    Malattie in studio:
    Italia Polonia Spagna
  • Studio dell’effetto della levodopa e carbidopa in pazienti con disturbo dello sviluppo neurologico associato a variante patogena del gene CTNNB1

    In arruolamento

    1 1
    Farmaci in studio:
    Francia
  • Studio sulla terapia intestinale con levodopa, entacapone e carbidopa in gel per il trattamento dei sintomi iperdopaminergici in pazienti con malattia di Parkinson

    In arruolamento

    1 1 1 1
    Malattie in studio:
    Farmaci in studio:
    Germania
  • Studio sull’uso di apomorfina e rifaximina in pazienti con malattia di Parkinson resistenti alla levodopa

    In arruolamento

    1 1
    Malattie in studio:
    Paesi Bassi
  • Studio sull’effetto del Montelukast nella progressione del Parkinson lieve-moderato

    In arruolamento

    1 1
    Malattie in studio:
    Svezia
  • Studio sull’uso di carbidopa e levodopa con un nuovo dispositivo di dosaggio e un’applicazione digitale in pazienti con malattia di Parkinson

    Arruolamento non iniziato

    1 1 1 1
    Farmaci in studio:
    Svezia
  • Studio sull’efficacia e sicurezza dell’infusione sottocutanea di ND0612 rispetto al trattamento orale in pazienti con malattia di Parkinson con fluttuazioni motorie

    Arruolamento concluso

    1 1
    Malattie in studio:
    Farmaci in studio:
    Austria Belgio Cechia Francia Italia Polonia +3
  • Studio sulla Sicurezza a Lungo Termine di ND0612 in Infusione Continua per il Morbo di Parkinson Avanzato

    Arruolamento concluso

    1 1
    Malattie in studio:
    Farmaci in studio:
    Austria Francia Italia Polonia

Glossario

  • Malattia di Parkinson: Malattia neurologica che può causare lentezza dei movimenti, rigidità, tremore e difficoltà nel controllo motorio.
  • Fluttuazioni motorie: Cambiamenti nel controllo dei sintomi durante la giornata, con periodi in cui il movimento è migliore o peggiore.
  • Stato OFF: Momento in cui i sintomi del Parkinson sono più presenti e il movimento è peggiore.
  • Tempo ON: Periodo in cui i sintomi motori sono meglio controllati e la persona riesce a muoversi più facilmente.
  • Discinesia: Movimenti involontari, spesso irregolari, che possono comparire in alcune persone con Parkinson.
  • Tollerabilità: Quanto bene un trattamento viene sopportato dai pazienti durante lo studio.
  • Sicurezza: Valutazione di possibili problemi o eventi indesiderati durante il trattamento.
  • Fase 1: Prima fase di studio nell’uomo, spesso usata per valutare come il trattamento viene assorbito o confrontato in modo iniziale.
  • Fase 2: Fase in cui si iniziano a valutare efficacia e sicurezza in un gruppo più piccolo di pazienti.
  • Fase 3: Fase più avanzata, con più partecipanti, per confrontare trattamenti e confermare i risultati.
  • Biodisponibilità: Misura di quanta sostanza raggiunge il corpo e in che modo viene assorbita.
  • Farmacocinetica: Studio di come una sostanza entra nel corpo, si distribuisce e viene eliminata.

Riferimenti

  1. https://clinicaltrials.gov/study/2023-504278-39-00
  2. https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-e-sicurezza-dellinfusione-sottocutanea-di-nd0612-rispetto-al-trattamento-orale-in-pazienti-con-malattia-di-parkinson-con-fluttuazioni-motorie/
  3. https://clinicaltrials.gov/study/2024-510629-24-00
  4. https://clinicaltrials.gov/study/2024-514852-34-01
  5. https://clinicaltrials.gov/study/2025-521048-39-00
  6. https://studi-clinici.it/studio/studio-sulla-sicurezza-a-lungo-termine-di-nd0612-in-infusione-continua-per-il-morbo-di-parkinson-avanzato/
  7. https://clinicaltrials.gov/study/2025-521772-57-00
  8. https://clinicaltrials.gov/study/2025-524296-23-01
  9. https://clinicaltrials.gov/study/2023-504687-42-00