Lo studio coinvolge pazienti con cancro alle ova che hanno risposto poco bene alla prima chemioterapia e hanno avuto un intervento chirurgico incompleto. Il trattamento sperimentale combina Ubamatamab, un nuovo anticorpo monoclonale, con CARBOPLATIN, PACLITAXEL e BEVACIZUMAB, tutti somministrati per via endovenosa, e con FILGRASTIM per supportare la produzione di globuli bianchi. Questa combinazione è valutata come terapia di “salvage”, cioè un’opzione terapeutica usata quando le cure precedenti non hanno funzionato sufficientemente.
Lo scopo principale è verificare la sicurezza e l’efficacia della combinazione di farmaci. Inizialmente, un piccolo gruppo di pazienti riceve il trattamento per valutare gli effetti collaterali più gravi; se la dose è ritenuta sicura, si passa a un gruppo più ampio per osservare quanto il tumore possa ridursi. Le infusioni vengono somministrate ogni tre settimane e i pazienti vengono monitorati con esami del sangue e con scansioni radiologiche per controllare la dimensione del tumore. Il trattamento continua finché il tumore non progredisce o si verificano effetti indesiderati non tollerabili.



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