Studio con 18F-DPA-714 PET per valutare la neuroinfiammazione in pazienti con encefalite autoimmune

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Di cosa tratta questo studio?

Questo studio riguarda l’encefalite autoimmune, una malattia in cui il sistema immunitario attacca per errore il cervello causando infiammazione. Questa condizione può provocare vari sintomi come confusione, problemi di memoria, cambiamenti del comportamento e crisi epilettiche. Durante lo studio verrà utilizzato un tracciante radioattivo chiamato 18F-DPA-714, che viene iniettato in vena e permette di vedere l’infiammazione nel cervello attraverso una scansione speciale chiamata PET. Lo scopo dello studio è verificare se questa sostanza radioattiva possa essere un buon indicatore per misurare l’infiammazione del cervello nelle persone con encefalite autoimmune, confrontando i risultati ottenuti dai pazienti con quelli di persone sane.

Durante lo studio i partecipanti riceveranno un’iniezione della sostanza 18F-DPA-714 e successivamente verrà eseguita una scansione PET del cervello per osservare come questa sostanza si lega alle aree infiammate. I ricercatori misureranno quello che viene chiamato potenziale di legame, che indica quanto la sostanza si attacca ai tessuti cerebrali infiammati. Questi valori verranno poi confrontati tra i pazienti con encefalite autoimmune e le persone sane per capire se ci sono differenze significative. Lo studio includerà persone di età compresa tra i 18 e gli 80 anni che hanno ricevuto una diagnosi recente di encefalite autoimmune con sintomi presenti da meno di sei mesi.

I ricercatori esamineranno diverse regioni del cervello per vedere dove l’infiammazione è più evidente e confronteranno i risultati di questa nuova tecnica di imaging con altri esami tradizionalmente usati per diagnosticare l’encefalite autoimmune. Verrà anche valutato se esiste una relazione tra l’intensità dell’infiammazione misurata con la scansione e la gravità dei sintomi clinici che i pazienti presentano. L’obiettivo finale è determinare se questa tecnica di imaging può diventare uno strumento utile per identificare e monitorare l’infiammazione cerebrale in questa malattia.

1 Valutazione del fenotipo di legame

All’inizio dello studio, verrà determinato il tuo fenotipo di affinità di legame TSPO. Questo esame serve a verificare come il tuo organismo si lega al tracciante radioattivo che verrà utilizzato.

Potrai partecipare allo studio solo se il risultato indica un’affinità di legame alta o mista.

2 Preparazione alla scansione PET

Ti verrà programmata una scansione PET (tomografia a emissione di positroni), un esame di imaging che permette di visualizzare l’attività cerebrale.

La scansione utilizzerà un tracciante radioattivo chiamato 18F-DPA-714, che aiuta a identificare la presenza di neuroinfiammazione nel cervello.

3 Somministrazione del tracciante radioattivo

Ti verrà somministrato il tracciante 18F-DPA-714 attraverso iniezione endovenosa (in vena).

Il prodotto è una soluzione per iniezione contenente il principio attivo n,n-dietil-(2-(4-(2-(18f)fluoroetossi)fenil)-5,7-dimetilpirazolo(1,5-a)pirimidina-3-il)acetammide.

La sostanza è radioattiva e permette di visualizzare le aree di infiammazione cerebrale durante la scansione.

4 Esecuzione della scansione PET cerebrale

Dopo la somministrazione del tracciante, verrà eseguita la scansione PET dell’intero cervello.

Durante l’esame dovrai rimanere immobile mentre lo strumento acquisisce le immagini del tuo cervello.

La scansione permetterà di misurare il potenziale di legame del tracciante nelle diverse regioni cerebrali, indicando la presenza e l’intensità dell’infiammazione.

5 Valutazioni cliniche

Verranno eseguiti altri esami diagnostici convenzionali utilizzati abitualmente per la diagnosi di encefalite autoimmune.

Verrà valutata la gravità clinica dei tuoi sintomi attraverso scale di valutazione specifiche.

Questi dati verranno confrontati con i risultati della scansione PET per verificare la corrispondenza tra l’infiammazione cerebrale e i sintomi presenti.

6 Analisi dei risultati

I risultati della tua scansione PET verranno analizzati per calcolare il potenziale di legame del tracciante nell’intero cervello e nelle singole regioni cerebrali.

Il risultato verrà classificato come positivo o negativo in base al livello di legame del tracciante rispetto ai valori di riferimento.

Verrà valutata la possibile corrispondenza tra le aree cerebrali con maggiore infiammazione e i sintomi specifici che presenti.

Chi può partecipare allo studio?

  • Età compresa tra 18 e 80 anni
  • Soddisfare i criteri clinici per encefalite autoimmune (una condizione in cui il sistema immunitario attacca per errore il cervello) “possibile” con anticorpi (proteine prodotte dal sistema immunitario) identificati
  • Diagnosi recente con sintomi presenti da meno di 6 mesi
  • Non aver ricevuto trattamenti immunosoppressivi (farmaci che riducono l’attività del sistema immunitario) di seconda linea
  • Avere un fenotipo (caratteristica genetica) di alta o mista affinità di legame per TSPO (una proteina presente nelle cellule del cervello)

Chi non può partecipare allo studio?

  • Non sono stati forniti criteri di esclusione specifici per questo studio clinico nei dati disponibili.

Dove puoi partecipare a questa sperimentazione?

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Nome del sito Città Paese Stato
Centre Hospitalier Universitaire De Toulouse Tolosa Francia

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Stato della sperimentazione

Paese Stato dell’arruolamento Inizio dell’arruolamento
Francia Francia
Non ancora reclutando

Sedi della sperimentazione

Farmaci in studio:

  • N,N-DIETHYL-(2-(4-(2-(18F)FLUOROETHOXY)PHENYL)-5,7-DIMETHYLPYRAZOLO(1,5-A)PYRIMIDINE-3-YL)ACETAMIDE

[18F]-DPA-714 è un tracciante radioattivo utilizzato durante una scansione PET (tomografia ad emissione di positroni). Questo tracciante aiuta i medici a vedere e misurare l’infiammazione nel cervello. Viene iniettato nel corpo prima della scansione per creare immagini dettagliate che mostrano le aree dove c’è infiammazione cerebrale nei pazienti con encefalite autoimmune.

Autoimmune Encephalitis – L’encefalite autoimmune è una malattia in cui il sistema immunitario attacca erroneamente il cervello, causando un’infiammazione del tessuto cerebrale. Questa condizione si verifica quando il corpo produce anticorpi che si dirigono contro proteine presenti sulla superficie delle cellule nervose. I sintomi possono svilupparsi rapidamente nel corso di giorni o settimane e includono confusione, perdita di memoria, cambiamenti comportamentali e convulsioni. I pazienti possono anche manifestare disturbi del movimento, problemi del sonno e alterazioni dello stato di coscienza. La malattia può colpire persone di tutte le età, ma è più comune nei giovani adulti. L’infiammazione cerebrale può interessare diverse aree del cervello, determinando una varietà di sintomi neurologici e psichiatrici.

ID della sperimentazione:
2025-522768-33-00
Codice del protocollo:
RC31/24-0569
Fase della sperimentazione:
Esplorazione terapeutica (Fase II)

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