Pazienti adulti con adenocarcinoma gastroesofageo HER2‑negativo e PD‑L1‑positivo: paclitaxel, ramucirumab e tislelizumab in mantenimento vs continuazione chemioterapia

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Di cosa tratta questo studio?

Lo studio riguarda il gastroesophageal adenocarcinoma avanzato che non esprime il recettore HER2-negative ma presenta la proteina PD-L1 positive, una forma di cancro che colpisce lo stomaco e l’esofago. Il trattamento in esame prevede una combinazione di tre farmaci: paclitaxel, ramucirumab e tislelizumab, confrontata con la continuazione della chemioterapia abituale più tislelizumab. Lo scopo è verificare se la strategia di “switch maintenance” possa ritardare la crescita del tumore rispetto al proseguimento della terapia standard.

I partecipanti ricevono una prima fase di chemioterapia di circa 12 settimane, dopodiché vengono assegnati casualmente a uno dei due gruppi di trattamento. Chi è nel gruppo di switch maintenance continua con le infusioni di paclitaxel, ramucirumab e tislelizumab, mentre l’altro gruppo prosegue con la chemioterapia precedente più tislelizumab. Durante lo studio vengono effettuati controlli clinici e radiologici (esami di imaging) ogni otto settimane per valutare la PFS, cioè il periodo in cui il tumore non peggiora, e la OS, il tempo di sopravvivenza complessiva. Vengono inoltre registrati gli eventuali effetti collaterali e la qualità della vita dei pazienti mediante questionari specifici.

1 inizio della fase di induzione

dopo l’iscrizione, inizia la fase di induzione della terapia combinata, della durata di 12 settimane (circa 4 cicli da 3 settimane ciascuno).

in ogni ciclo ricevi i seguenti farmaci:

oxaliplatin: 85 mg/m², somministrato per infusione endovenosa (iv) in una singola somministrazione.

capecitabine: 2000 mg/m², assunto per via orale (per bocca) in due dosi giornaliere per 14 giorni, seguiti da 7 giorni di pausa.

fluorouracil: 800 mg/m², somministrato per infusione endovenosa (iv) in una singola somministrazione.

paclitaxel: 80 mg/m², somministrato per infusione endovenosa (iv) in una singola somministrazione.

cisplatin: 80 mg/m², somministrato per infusione endovenosa (iv) in una singola somministrazione.

calcium folinate: 200 mg/m², somministrato per infusione endovenosa (iv) in una singola somministrazione.

ogni ciclo è preceduto da esami di laboratorio e da una visita medica per valutare la tua idoneità a ricevere la prossima dose.

2 valutazione tumorale post‑induzione

al termine delle 12 settimane di induzione, viene effettuata una valutazione tumorale mediante imaging (tomografia computerizzata o risonanza magnetica) per verificare la risposta del tumore.

i risultati di questa valutazione costituiscono il punto di partenza per la successiva randomizzazione.

3 randomizzazione

sulla base dei risultati della valutazione post‑induzione, vieni assegnato in modo casuale a uno dei due gruppi di trattamento:

strategia di switch maintenance oppure continuazione della chemioterapia.

4 strategia di switch maintenance

se sei assegnato alla strategia di switch maintenance, la terapia cambia e comprende:

paclitaxel: 80 mg/m², infusione endovenosa (iv) una volta alla settimana.

ramucirumab: 8 mg/kg, infusione endovenosa (iv) ogni 2 settimane.

tislelizumab: 200 mg, infusione endovenosa (iv) ogni 3 settimane.

questa combinazione viene somministrata finché non si verifica una progressione della malattia, un effetto collaterale inaccettabile o la decisione di interrompere il trattamento.

5 continuazione della chemioterapia

se sei assegnato al gruppo di continuazione della chemioterapia, continui a ricevere la stessa combinazione di farmaci usata nella fase di induzione (oxaliplatin, capecitabine, fluorouracil, paclitaxel, cisplatin, calcium folinate) più tislelizumab 200 mg per infusione endovenosa (iv) ogni 3 settimane.

la terapia continua finché non si verifica una progressione della malattia, un effetto collaterale inaccettabile o la decisione di interrompere il trattamento.

6 valutazioni tumorali periodiche

indipendentemente dal gruppo, ogni 8 settimane viene eseguita una valutazione tumorale con imaging per verificare la presenza di una possibile progressione della malattia.

7 monitoraggio degli effetti avversi

prima di ogni infusione, vengono effettuati esami del sangue e una visita medica per controllare la tua salute e identificare eventuali effetti avversi.

gli effetti avversi vengono registrati secondo la classificazione NCI‑CTCAE v5.0, che classifica la gravità degli eventi indesiderati.

8 criteri di interruzione del trattamento

il trattamento viene interrotto se si verifica una delle seguenti situazioni:

– progressione della malattia secondo i criteri di valutazione radiologica,

– comparsa di effetti collaterali gravi che non possono essere gestiti,

– tua decisione di ritirarti dallo studio.

9 follow‑up dopo la sospensione del trattamento

dopo l’interruzione del trattamento, continui a essere seguito con visite cliniche e valutazioni tumorali ogni 8 settimane fino a quando non si verifica la morte o la conclusione dello studio.

durante il follow‑up vengono raccolti anche i dati sulla qualità della vita mediante questionari specifici (EORTC QLQ‑C30, EORTC QLQ‑OG25, EQ‑5D).

Chi può partecipare allo studio?

  • Fornire un consenso scritto firmato, dimostrando di aver compreso le richieste dello studio e gli appuntamenti previsti.
  • Avere proteina nelle urine ≤ 1+ su striscia reattiva; se è ≥ 2+, è necessario un campione di urine di 24 ore con meno di 1000 mg di proteina.
  • Le donne in età fertile devono avere un test di gravidanza negativo al momento della visita iniziale.
  • Uomini con partner femminili fertili e donne in età fertile devono usare un metodo contraccettivo adeguato (es. preservativo o pillola) a partire dallo screening e continuare per il periodo indicato dopo l’ultimo trattamento.
  • Le donne non devono essere in periodo di allattamento al seno.
  • È necessario fornire un campione di tessuto tumorale (primario o metastatico) e un campione di sangue per la ricerca.
  • Avere almeno 18 anni al giorno della firma del consenso.
  • Avere una diagnosi confermata di adenocarcinoma gastroesofageo avanzato, non operabile o metastatico.
  • Il tumore deve risultare HER2‑negative (assenza della proteina HER2) e avere un punteggio PD‑L1 TAP ≥5 % (indicatore di una proteina che può influenzare la risposta immunitaria).
  • Non aver ricevuto trattamenti per la malattia metastatica; è consentito aver avuto terapia neoadiuvante, adiuvante o perioperatoria se la recidiva è avvenuta più di 6 mesi dopo l’ultima dose.
  • Avere lesioni misurabili o non misurabili secondo i criteri RECIST v1.1 (standard per valutare la dimensione del tumore).
  • Presentare uno stato di performance ECOG ≤ 1 (capacità di svolgere attività leggere senza difficoltà).
  • Avere una speranza di vita di almeno 12 settimane secondo il giudizio del medico.
  • Dimostrare una funzione adeguata degli organi con i seguenti valori di laboratorio:
    • Conta neutrofila assoluta ≥ 1,5 × 10⁹/L.
    • Piastrine ≥ 100 × 10⁹/L.
    • Emoglobina ≥ 90 g/L.
    • Creatinina sierica ≤ 1,5 volte il limite superiore normale o filtrazione glomerulare stimata ≥ 60 mL/min/1,73 m² (funzione renale).
    • Bilirubina totale ≤ 1,5 volte il limite superiore normale (o < 3 volte se si ha la sindrome di Gilbert).
    • AST e ALT ≤ 2,5 volte il limite superiore normale (o ≤ 5 volte se ci sono metastasi epatiche).
    • INR ≤ 1,5 e tempo di tromboplastina parziale (PTT) non più di 5 secondi sopra il limite superiore normale (coagulazione).

Chi non può partecipare allo studio?

  • Malattia HER2‑positiva: la presenza della proteina HER2 sulla cellula tumorale, che esclude la partecipazione.
  • Infezione attiva da HIV (virus dell’immunodeficienza umana) o, se presente, deve avere carica virale non rilevabile, conta di CD4+ (un tipo di globuli bianchi) ≥ 350 cellule/mm³ e nessuna infezione opportunistica recente.
  • Epatite B attiva: risultato positivo per l’antigene di superficie (HBsAg) o alto livello di DNA del virus (HBV‑DNA) a meno che non sia un portatore inattivo con DNA < 500 IU/mL.
  • Epatite C attiva: test positivo per anticorpi HCV richiede assenza di RNA del virus (HCV‑RNA) o terapia curativa completata da almeno 12 settimane.
  • Intervento chirurgico importante con anestesia generale entro 28 giorni prima dell’inizio del trattamento.
  • Precedente trapianto di midollo osseo allogenico o trapianto di organi.
  • Disturbi della coagulazione o tendenza a sanguinare, inclusi problemi di coagulazione del sangue.
  • Gravi sanguinamenti gastrointestinali, perforazione intestinale o fistola (apertura anomala) entro 3 mesi prima del trattamento.
  • Ferite non guarite, ulcera peptica o fratture ossee entro 3 mesi prima del trattamento.
  • Uso continuo di farmaci antinfiammatori non steroidei (NSAID, come ibuprofene, naprossene) o di altri anti‑piastrinici, ad eccezione dell’aspirina ≤ 325 mg al giorno.
  • Problemi cardiaci o vascolari recenti, tra cui dolore al petto limitante attività, trombosi venosa grave, aneurisma aortico, infarto miocardico, insufficienza cardiaca avanzata (NYHA III‑IV), aritmia ventricolare di grado ≥ 2, intervallo QTc > 470 ms, ictus, o ipertensione non controllata (pressione ≥ 160/100 mmHg) entro i periodi indicati.
  • Malattia leptomeningeale attiva o metastasi cerebrali non controllate; sono ammesse solo se asintomatiche, stabili e senza necessità di steroidi.
  • Reazioni allergiche note a anticorpi chimerici o umanizzati o a componenti di ramucirumab o tislelizumab.
  • Deficit completo dell’enzima DPYD (incapacità di metabolizzare alcuni farmaci chemioterapici).
  • Allergia o ipersensibilità a componenti di ramucirumab o tislelizumab, o controindicazioni all’uso di fluoropirimidine, cisplatino, oxaliplatino o paclitaxel.
  • Uso di chemioterapia, immunoterapia (come interleuchina, interferone, timosina) o farmaci sperimentali entro 14 giorni o 5 emivite (tempo necessario perché il farmaco si dimezzi).
  • Radioterapia estesa entro 4 settimane o radioterapia limitata entro 2 settimane prima dell’inizio dello studio.
  • Uso di medicine erboristiche per il cancro entro 14 giorni prima del trattamento.
  • Somministrazione di vaccino vivente (ad esempio vaccino antinfluenzale nasale) entro 4 settimane prima della prima dose.
  • Condizioni mediche, alterazioni di laboratorio, abuso di alcol o droghe che possano interferire con il farmaco o con la valutazione degli effetti collaterali.
  • Partecipazione contemporanea a un altro studio clinico terapeutico.
  • Malattie autoimmuni attive o con rischio di ricaduta (ad esempio artrite reumatoide, lupus), salvo alcune condizioni ben controllate come diabete di tipo I, ipotiroidismo, celiachia o malattie cutanee non sistemiche.
  • Altri tumori attivi entro 3 anni, eccetto il cancro oggetto dello studio e alcuni tumori cutanei o della vescica trattati con cura.
  • Necessità di corticosteroidi sistemici > 10 mg al giorno di prednisolone (o equivalenti) o altri farmaci immunosoppressori entro 14 giorni prima del trattamento.
  • Disturbi non controllati di potassio, sodio o calcio nel sangue, albumina bassa (≥ 3 g/dL), o diabete non adeguatamente gestito.
  • Cirrosi epatica di grado Child‑Pugh B o più avanzata, o presenza di ascite significativa (accumulo di liquido nell’addome) o encefalopatia epatica.
  • Storia di malattia polmonare interstiziale, pneumonite non infettiva, fibrosi polmonare, difficoltà respiratoria grave a riposo o necessità di ossigeno supplementare.
  • Infezioni gravi o croniche che richiedono terapia sistemica (ad esempio tubercolosi) o uso di antibiotici entro 2 settimane (o ricovero per infezione) prima del trattamento.

Dove puoi partecipare a questa sperimentazione?

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Nome del sito Città Paese Stato
Krankenhaus Nordwest GmbH Francoforte Germania
Istituto Oncologico Veneto Padova Italia
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Pia Fondazione Di Culto E Religione Card G Panico Tricase Italia
ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda Milano Italia
Azienda Ospedaliero-Universitaria San Luigi Gonzaga Orbassano Italia
Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo Pavia Italia
IRCCS Ospedale Policlinico San Martino Genova Italia
Azienda USL Toscana Centro Prato Italia
Azienda Ospedaliero-Universitaria Maggiore Della Carita Novara Italia
Azienda Unita Sanitaria Locale Della Romagna Faenza Italia
Centro Di Riferimento Oncologico Di Aviano Aviano Italia
Klinikum der Technischen Universitaet Muenchen (TUM Klinikum) Monaco di Baviera Germania
Azienda Socio Sanitaria Territoriale Di Cremona Cremona Italia
IRCCS Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale Napoli Italia
Casa Sollievo Della Sofferenza San Giovanni Rotondo Italia
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Stato della sperimentazione

Paese Stato dell’arruolamento Inizio dell’arruolamento
Germania Germania
Non ancora reclutando
30.04.2026
Italia Italia
Non ancora reclutando
30.04.2026
Spagna Spagna
Non ancora reclutando
30.04.2026

Sedi della sperimentazione

Paclitaxel è un farmaco chemioterapico somministrato per via endovenosa. Agisce impedendo alle cellule cancerose di dividersi, rallentando così la crescita del tumore. Nel trial è usato nella strategia di “switch maintenance” insieme a ramucirumab e tislelizumab.

Ramucirumab è un anticorpo monoclonale che blocca la formazione di nuovi vasi sanguigni necessari al tumore per crescere. Viene somministrato per infusione endovenosa e fa parte del regime di mantenimento sperimentale.

Tislelizumab è un immunoterapia che stimola il sistema immunitario a riconoscere e attaccare le cellule tumorali. È un inibitore del recettore PD‑1, somministrato per via endovenosa. Viene usato sia nel gruppo di mantenimento che in quello di continuazione della chemioterapia.

Oxaliplatin è un farmaco chemioterapico somministrato per via endovenosa. Interferisce con il DNA delle cellule tumorali, impedendone la replicazione. È incluso nei regimi di trattamento di confronto (comparator) e di base (background).

Capecitabine è una chemioterapia orale che, una volta assorbita, si trasforma nel farmaco attivo fluorouracile nel corpo. Viene usata nei regimi di confronto e di base per trattare il tumore gastroesofageo.

Fluorouracile è un agente chemioterapico somministrato per infusione endovenosa. Inibisce la sintesi del DNA nelle cellule tumorali, rallentandone la crescita. È presente sia nei trattamenti di base che di confronto.

Cisplatin è un farmaco chemioterapico ad azione sistemica somministrato per via endovenosa. Danneggia il DNA delle cellule cancerose, contribuendo a fermarne la proliferazione. Viene impiegato nei regimi di confronto e di base.

Calcium folinate (leucovorin) è un composto somministrato per via endovenosa che potenzia l’effetto del fluorouracile. Viene usato insieme a fluorouracile nei trattamenti di base e di confronto per aumentare l’efficacia della chemioterapia.

Malattie in studio:

Advanced HER2-negative and PD-L1 positive gastroesophageal adenocarcinoma – È un tumore che origina nella mucosa dello stomaco o dell’esofago e presenta cellule ghiandolari. Non esprime la proteina HER2 ma mostra la presenza di PD‑L1 sulla superficie delle cellule tumorali. Il tumore cresce infiltrando i tessuti circostanti e può coinvolgere i linfonodi regionali. Con il tempo può diffondersi ad altri organi del corpo.

ID della sperimentazione:
2025-524048-36-00
Codice del protocollo:
ARMANI-2/ENGIC08
Fase della sperimentazione:
Conferma terapeutica (Fase III)

Altre sperimentazioni da considerare

  • Studio sulla sicurezza e l’efficacia di ONA-255 in pazienti con tumore avanzato, tumore al seno o tumore gastrico metastatico

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  • Studio su zanidatamab per pazienti con tumori solidi che esprimono HER2 precedentemente trattati

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    Farmaci in studio:
    Spagna