Indice
- Panoramica degli studi
- Tumori e popolazioni studiate
- Fasi degli studi ed endpoint principali
- Come sono disegnati i trial
- Trial principali inclusi nei dati
- Chi può partecipare
- Come leggere i risultati degli studi
Panoramica degli studi
I dati disponibili mostrano che Zolbetuximab è studiato in più trial clinici per tumori avanzati dell’apparato digerente.[1] Gli studi sono stati autorizzati e includono sia fase 2 sia fase 3.[1] Le popolazioni principali sono pazienti con tumore gastrico, tumore della giunzione gastroesofagea e adenocarcinoma pancreatico metastatico.[1]
Tumori e popolazioni studiate
Molti trial riguardano l’adenocarcinoma gastrico e l’adenocarcinoma della giunzione gastroesofagea, cioè tumori che nascono dallo stomaco o dalla zona di passaggio tra esofago e stomaco.[1] In diversi studi è richiesto che il tumore sia CLDN18.2 positivo, cioè che presenti questo marcatore biologico.[1] In uno studio è richiesto anche che il tumore sia HER2 negativo.[1]
Un trial valuta Zolbetuximab anche nell’adenocarcinoma pancreatico metastatico.[1] Un altro studio riguarda pazienti con cancro gastrico e metastasi peritoneali, cioè diffusione della malattia nel peritoneo, la membrana che riveste la cavità addominale.[1]
Fasi degli studi ed endpoint principali
Nei dati forniti, Zolbetuximab è studiato in fase 2 e fase 3.[1] La fase 2 serve spesso a capire meglio se il trattamento mostra attività clinica e se può essere tollerato.[1] La fase 3 confronta in genere il trattamento in modo più ampio con altre strategie, come placebo o terapia standard.[1]
Gli endpoint principali cambiano da studio a studio, ma i più importanti sono sopravvivenza globale (OS), sopravvivenza libera da progressione (PFS) e risposta obiettiva (ORR).[1] In uno studio sul pancreas vengono valutati anche sicurezza, tollerabilità, eventi avversi, esami di laboratorio, segni vitali, ECG e performance status ECOG.[1] In quello studio si cerca anche di confermare la dose raccomandata di fase 2 (RP2D) dopo la valutazione delle tossicità limitanti la dose (DLT).[1]
Come sono disegnati i trial
Alcuni studi valutano Zolbetuximab da solo, mentre altri lo studiano in combinazione con chemioterapia o immunoterapia.[1] Per esempio, un trial di fase 2 valuta Zolbetuximab come monoterapia e anche in combinazione con chemioterapia e/o immunoterapia nei tumori gastrici o della giunzione gastroesofagea CLDN18.2 positivi.[1]
Altri studi sono randomizzati, cioè assegnano i partecipanti a gruppi diversi in modo casuale.[1] In alcuni casi il confronto è con placebo più chemioterapia, mentre in altri è con la sola terapia standard o con altre combinazioni di trattamento.[1] Uno studio di fase 3 è descritto come double-blind, cioè in cieco per partecipanti e ricercatori, così da ridurre i bias nella valutazione dei risultati.[1]
Trial principali inclusi nei dati
Il trial NCT03504397 è uno studio globale di fase 3 su Zolbetuximab più mFOLFOX6 rispetto a placebo più mFOLFOX6 come trattamento di prima linea nei pazienti con tumore gastrico o della giunzione gastroesofagea CLDN18.2 positivo e HER2 negativo.[1] L’endpoint principale è la PFS, cioè il tempo fino alla progressione radiologica o al decesso.[1]
Il trial NCT03653507 valuta Zolbetuximab più CAPOX rispetto a placebo più CAPOX come trattamento di prima linea negli stessi tipi di tumore e con criteri biologici simili.[1] Anche qui l’endpoint principale è la PFS.[1]
Il trial NCT06901531 studia Zolbetuximab insieme a pembrolizumab e chemioterapia, confrontato con placebo più pembrolizumab e chemioterapia, sempre come trattamento di prima linea.[1] L’endpoint principale è la sopravvivenza globale.[1]
Il trial NCT03816163 riguarda adulti con adenocarcinoma pancreatico metastatico CLDN18.2 positivo e valuta Zolbetuximab con nab-paclitaxel e gemcitabina.[1] Lo studio include una fase iniziale di sicurezza per confermare la RP2D e una fase di randomizzazione per valutare la sopravvivenza globale e la tollerabilità.[1]
Il trial NCT03505320 è uno studio di fase 2 su Zolbetuximab come monoterapia e in combinazione con chemioterapia e/o immunoterapia in pazienti con tumore gastrico o della giunzione gastroesofagea localmente avanzato non operabile o metastatico, CLDN18.2 positivo.[1] L’endpoint principale è il tasso di risposta obiettiva valutato da un lettore centrale indipendente.[1]
Il trial NCT06962137 è uno studio multicentrico open label di fase 2 che valuta Zolbetuximab, paclitaxel e ramucirumab in seconda linea per adenocarcinoma gastroesofageo CLDN18.2 positivo.[1] L’endpoint principale è la sopravvivenza globale.[1]
Il trial 2024-514879-17-00 confronta paclitaxel intraperitoneale e terapia sistemica con sola terapia sistemica in pazienti con cancro gastrico e metastasi peritoneali.[1] Zolbetuximab è elencato tra le terapie usate nel contesto dello studio, e l’endpoint principale è la sopravvivenza globale.[1]
Chi può partecipare
La partecipazione dipende dal tipo di tumore, dallo stadio della malattia e dai marcatori biologici del tumore.[1] In molti studi servono tumori CLDN18.2 positivi, mentre in uno studio è richiesto anche che il tumore sia HER2 negativo.[1] Alcuni trial includono pazienti alla prima linea di trattamento, mentre altri sono per la seconda linea o per malattia già trattata.[1]
Nei dati forniti sono coinvolti soprattutto adulti con malattia avanzata, localmente avanzata non operabile o metastatica.[1] Questo significa che, in molti casi, la malattia si è diffusa oltre il punto di origine oppure non può essere rimossa con chirurgia.[1]
Come leggere i risultati degli studi
Quando un trial misura la sopravvivenza globale, guarda quanto tempo vivono i pazienti dopo l’inizio del trattamento.[1] Quando misura la sopravvivenza libera da progressione, osserva per quanto tempo la malattia resta stabile senza peggiorare.[1] Quando misura la risposta obiettiva, controlla se il tumore si riduce in modo visibile agli esami.[1]
Questi risultati aiutano i ricercatori a capire se Zolbetuximab può essere utile in combinazione con altri trattamenti o, in alcuni studi, da solo.[1] Nei trial di fase 3 il confronto con placebo o con terapia standard serve a valutare in modo più rigoroso se il nuovo approccio offre un vantaggio reale.[1]





