Il tumore miofibroblastico infiammatorio è una neoplasia rara che può colpire diverse parti del corpo. Attualmente sono disponibili 2 studi clinici che valutano nuove opzioni terapeutiche per questa patologia, concentrandosi su farmaci mirati che agiscono su alterazioni genetiche specifiche come ALK, ROS1 e MET.
Studi clinici in corso sul tumore miofibroblastico infiammatorio
Il tumore miofibroblastico infiammatorio (IMT) è una neoplasia rara caratterizzata dalla proliferazione di cellule miofibroblastiche fusiformi e cellule infiammatorie. Questi tumori possono svilupparsi in varie parti del corpo, inclusi polmoni, addome e pelvi. I sintomi dipendono dalla localizzazione del tumore e possono includere dolore o gonfiore nella zona interessata. Sebbene generalmente considerati benigni, in alcuni casi questi tumori possono comportarsi in modo aggressivo.
La ricerca scientifica ha identificato alterazioni genetiche specifiche, in particolare nei geni ALK, ROS1 e MET, che svolgono un ruolo importante nello sviluppo di questi tumori. Questa scoperta ha aperto nuove possibilità terapeutiche attraverso l’uso di farmaci mirati, chiamati inibitori delle tirosin-chinasi, che bloccano specificamente queste proteine alterate nelle cellule tumorali.
Studi clinici disponibili
Attualmente sono in corso 2 studi clinici dedicati al tumore miofibroblastico infiammatorio, entrambi focalizzati sull’utilizzo di terapie mirate contro le alterazioni genetiche che caratterizzano questa patologia. Questi studi rappresentano un’importante opportunità per i pazienti che non possono beneficiare delle opzioni terapeutiche standard.
Studio sul Crizotinib e Temsirolimus per bambini con tumori positivi per ALK, ROS1 o MET, inclusi neuroblastoma e rabdomiosarcoma
Localizzazione: Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna
Questo studio clinico si concentra sul trattamento di specifici tipi di tumore nei bambini, in particolare quelli che presentano alterazioni nei geni ALK, ROS1 o MET. Il tumore miofibroblastico infiammatorio è una delle patologie incluse in questo trial. Il farmaco sperimentale principale è il Crizotinib, che può essere utilizzato da solo o in combinazione con un altro medicinale chiamato Temsirolimus.
Il Crizotinib è un inibitore delle tirosin-chinasi che agisce bloccando proteine specifiche nelle cellule tumorali, contribuendo a fermare la crescita e la diffusione del cancro. Il Temsirolimus funziona attraverso un meccanismo diverso, bloccando una proteina che aiuta le cellule tumorali a crescere, e può quindi rallentare o arrestare la progressione della malattia.
Criteri di inclusione principali: I pazienti devono avere un’età compresa tra 1 e 21 anni e una diagnosi confermata di tumore miofibroblastico infiammatorio che sia recidivato o non abbia risposto ai trattamenti standard. È necessaria la presenza di alterazioni genetiche specifiche nei geni ALK, MET o ROS1, rilevabili attraverso test specializzati. I pazienti devono avere uno stato di performance superiore al 60% e un’aspettativa di vita di almeno 12 settimane. È inoltre richiesto che la malattia sia misurabile attraverso tecniche di imaging medico.
Criteri di esclusione: Non possono partecipare i pazienti con altri tipi di tumore non inclusi nello studio, quelli al di fuori della fascia d’età specificata, le donne in gravidanza o in allattamento, e coloro che presentano condizioni mediche che potrebbero interferire con il trattamento sperimentale. Sono esclusi anche i pazienti che hanno ricevuto precedenti trattamenti mirati specificamente ai geni ALK, ROS1 o MET.
Lo studio prevede un monitoraggio regolare dei partecipanti per valutare la risposta al trattamento, attraverso la misurazione delle dimensioni del tumore e la valutazione generale dello stato di salute. Gli endpoint primari includono l’osservazione di tossicità dose-limitanti e i tassi di risposta complessiva, mentre gli endpoint secondari riguardano la sopravvivenza libera da progressione e la sopravvivenza globale. Il trial è previsto continuare fino alla fine del 2029.
Studio sul Brigatinib per bambini e giovani adulti con linfoma anaplastico a grandi cellule ALK+, tumori miofibroblastici infiammatori o altri tumori solidi
Localizzazione: Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Spagna, Svezia
Questo trial clinico studia gli effetti del Brigatinib in bambini e giovani adulti affetti da tumore miofibroblastico infiammatorio e altri tipi di cancro. Il Brigatinib è disponibile sotto forma di compresse rivestite con film ed è un inibitore delle tirosin-chinasi di seconda generazione, che agisce bloccando proteine specifiche coinvolte nella crescita e diffusione delle cellule tumorali.
Lo scopo principale dello studio è determinare la dose ottimale di Brigatinib per i pazienti pediatrici e giovani adulti, nonché comprendere come l’organismo processa il farmaco. Il trial valuta inoltre l’efficacia del Brigatinib nel ridurre le dimensioni dei tumori e nel migliorare la salute dei pazienti con queste specifiche forme di cancro.
Criteri di inclusione principali: I pazienti devono avere un’età compresa tra 1 e 25 anni al momento dell’arruolamento nello studio e un peso di almeno 10 kg. Devono essere in grado di deglutire le compresse del farmaco. È necessaria una diagnosi confermata di tumore miofibroblastico infiammatorio, con risultati di test che dimostrino alterazioni nel gene ALK. Per i pazienti con IMT, il tumore non deve essere asportabile chirurgicamente senza causare gravi danni, oppure si tratta di pazienti con diagnosi recente di IMT avanzato dove la chirurgia non è possibile a causa della localizzazione del tumore.
I pazienti devono avere un adeguato livello di capacità fisica: per i pazienti di età superiore a 16 anni è richiesto uno stato di performance secondo Karnofsky di almeno 50%, mentre per i pazienti di 16 anni o più giovani è necessaria una scala di Lansky di almeno 50%.
Criteri di esclusione: Non possono partecipare i pazienti che non rientrano nella fascia d’età specificata, quelli che stanno assumendo altri farmaci sperimentali o trattamenti alternativi (incluse terapie erboristiche) nei 30 giorni precedenti l’inizio del trattamento, e coloro che presentano condizioni mediche incompatibili con lo studio.
Il trial è strutturato in diverse fasi: inizialmente si determina il dosaggio appropriato del Brigatinib in base a come il farmaco viene assorbito e processato dall’organismo, con l’obiettivo di raggiungere un dosaggio simile a quello utilizzato negli adulti ma adattato ai pazienti più giovani. Successivamente, l’efficacia del farmaco viene valutata osservando la risposta del tumore al trattamento, misurando le dimensioni del tumore e monitorando eventuali cambiamenti nelle condizioni del paziente. Per i pazienti che rispondono positivamente al trattamento, la terapia con Brigatinib può continuare fino a due anni. Lo studio è previsto proseguire fino al 2030.
Sintesi e considerazioni importanti
Entrambi gli studi clinici attualmente disponibili per il tumore miofibroblastico infiammatorio rappresentano approcci innovativi basati sulla medicina di precisione. Questi trial si concentrano su farmaci mirati che agiscono specificamente sulle alterazioni genetiche presenti nelle cellule tumorali, in particolare le mutazioni dei geni ALK, ROS1 e MET.
Un aspetto importante da sottolineare è che entrambi gli studi sono rivolti principalmente a pazienti pediatrici e giovani adulti, riflettendo la maggiore incidenza di questa patologia in queste fasce d’età. I farmaci testati – Crizotinib e Brigatinib – appartengono alla stessa classe terapeutica degli inibitori delle tirosin-chinasi, ma presentano caratteristiche farmacologiche differenti che potrebbero tradursi in profili di efficacia e tollerabilità diversi.
È particolarmente rilevante che questi studi includano pazienti con tumori che non possono essere rimossi chirurgicamente o che sono recidivati dopo i trattamenti standard. Questo amplia le opzioni terapeutiche per pazienti che altrimenti avrebbero possibilità di trattamento limitate.
La disponibilità geografica di questi studi è ampia, coprendo numerosi paesi europei tra cui l’Italia, facilitando così l’accesso a queste terapie sperimentali per un numero maggiore di pazienti idonei. Il monitoraggio attento e prolungato previsto in entrambi gli studi permetterà di raccogliere dati importanti non solo sull’efficacia a breve termine, ma anche sulla sicurezza e l’efficacia a lungo termine di questi trattamenti innovativi.
I pazienti interessati a partecipare a questi studi dovrebbero discutere con il proprio medico curante per verificare l’idoneità e comprendere i potenziali benefici e rischi associati alla partecipazione a un trial clinico.
