La sordità può avere diverse cause, dalle mutazioni genetiche agli effetti collaterali dei trattamenti oncologici. Attualmente sono in corso 5 studi clinici che esplorano nuove terapie per diversi tipi di perdita uditiva, dalla terapia genica per le mutazioni del gene dell’otoferlin ai trattamenti per prevenire la perdita uditiva indotta da chemioterapia e per gestire la malattia di Ménière.
Studi clinici in corso sulla sordità: nuove speranze per il trattamento della perdita uditiva
La sordità e la perdita uditiva rappresentano sfide significative per milioni di persone in tutto il mondo. Fortunatamente, la ricerca medica sta facendo progressi importanti nello sviluppo di nuovi trattamenti. Attualmente sono disponibili 5 studi clinici che stanno esplorando approcci innovativi per diverse forme di perdita uditiva, dalla terapia genica per condizioni genetiche rare ai trattamenti per prevenire danni all’udito causati da farmaci chemioterapici.
Terapie geniche per la perdita uditiva genetica
Diversi studi si concentrano su una forma specifica di sordità causata da mutazioni nel gene dell’otoferlin (OTOF). Questo gene è fondamentale per il corretto funzionamento delle cellule ciliate nell’orecchio interno, che convertono le onde sonore in segnali nervosi. Quando questo gene è mutato, il processo di trasmissione dei segnali sonori al cervello viene interrotto, causando perdita uditiva.
Studio sulla terapia genica AAVAnc80-hOTOF per pazienti con perdita uditiva neurosensoriale da mutazioni del gene dell’otoferlin
Localizzazione: Spagna
Questo studio clinico esamina una terapia genica chiamata AAVAnc80-hOTOF per il trattamento della perdita uditiva neurosensoriale causata da mutazioni nel gene dell’otoferlin. La terapia utilizza un vettore virale adeno-associato (AAV) per fornire una versione funzionante del gene OTOF direttamente nella coclea dell’orecchio interno.
I criteri di inclusione principali comprendono pazienti di età compresa tra 7 e 17 anni (per un gruppo) o tra 2 e 17 anni (per altri gruppi) con mutazioni confermate in entrambe le copie del gene OTOF. I partecipanti devono presentare una perdita uditiva neurosensoriale bilaterale profonda, valutata tramite test della risposta uditiva del tronco encefalico (ABR), e avere emissioni otoacustiche (OAE) normali nell’orecchio studiato.
Lo studio valuterà la sicurezza e gli effetti di diverse dosi di AAVAnc80-hOTOF, monitorando la risposta dei partecipanti nel tempo attraverso vari test audiologici. Il trattamento viene somministrato mediante un’iniezione diretta nella coclea, utilizzando un dispositivo di somministrazione sterile. La ricerca dovrebbe continuare fino al 2028.
Studio su DB-OTO per la sicurezza e la tollerabilità in neonati e bambini con perdita uditiva genetica
Localizzazione: Germania, Spagna
Questo studio clinico open-label valuta DB-OTO, un trattamento iniettabile composto da due componenti (DB-OTO-5 e DB-OTO-3) che lavorano insieme per fornire un gene potenzialmente in grado di migliorare l’udito nei bambini con perdita uditiva congenita causata da mutazioni in entrambe le copie del gene dell’otoferlin.
I criteri di inclusione richiedono che il paziente abbia mutazioni in entrambi gli alleli del gene OTOF, sia di età inferiore ai 18 anni e presenti risultati specifici nei test audiologici. Per i neonati fino a 24 mesi, è richiesta l’assenza di risposta ABR neurale e la presenza di emissioni otoacustiche (OAE) nell’orecchio da trattare. Per i bambini oltre i 24 mesi, oltre ai criteri precedenti, può essere sufficiente la presenza di un microfonico cocleare.
Lo studio inizia con una dose singola crescente di DB-OTO somministrata attraverso un’iniezione intracocleare, inizialmente in modo unilaterale (in un orecchio). Se il trattamento è ben tollerato, può essere somministrata un’iniezione bilaterale (in entrambe le orecchie) in una coorte di espansione. L’obiettivo è determinare la dose ottimale e valutare la sicurezza e la tollerabilità nei giovani pazienti, con un follow-up a lungo termine fino al 19 aprile 2031.
Studio sulla sicurezza a lungo termine della terapia genica AAVAnc80-hOTOF per pazienti con perdita uditiva neurosensoriale dovuta a mutazioni del gene dell’otoferlin
Localizzazione: Spagna
Questo studio di follow-up a lungo termine monitora i pazienti che hanno già ricevuto la terapia genica AAVAnc80-hOTOF in uno studio clinico precedente. L’obiettivo principale è valutare la sicurezza a lungo termine del trattamento, inclusi eventuali effetti collaterali tardivi.
I partecipanti idonei sono individui con perdita uditiva mediata dal gene OTOF che hanno già ricevuto la somministrazione intracocleare di AAVAnc80-hOTOF in uno studio precedente. Lo studio è aperto a partecipanti di qualsiasi genere e comprende bambini, adolescenti e adulti.
I partecipanti saranno sottoposti a controlli regolari, inclusi esami fisici e test dell’udito, per monitorare la loro salute e le capacità uditive. Le valutazioni della sicurezza si concentrano sull’identificazione di eventuali eventi avversi, cambiamenti nei segni vitali e risultati di test di laboratorio. Le valutazioni dell’udito includono test ABR, audiometria comportamentale e test di riconoscimento vocale. Lo studio è previsto fino al 29 aprile 2033.
Prevenzione della perdita uditiva indotta da chemioterapia
Studio su SENS-401 per prevenire la perdita uditiva causata dal cisplatino negli adulti con cancro
Localizzazione: Francia
Questo studio clinico esamina SENS-401 (Arazasetron besilato), un farmaco in forma di compressa rivestita progettato per prevenire la perdita uditiva indotta dal cisplatino, un farmaco chemioterapico comunemente utilizzato nel trattamento del cancro.
Il cisplatino, pur essendo efficace nella lotta contro il cancro, può danneggiare l’orecchio interno, causando perdita uditiva che può variare da lieve a grave e spesso coinvolge i suoni ad alta frequenza. Questo danno si sviluppa tipicamente durante o poco dopo il ciclo di trattamento con cisplatino.
I partecipanti allo studio devono essere adulti di almeno 18 anni con una malattia neoplastica che stanno per ricevere chemioterapia con cisplatino a una dose minima di 70 mg/m² per ciclo e una dose totale di almeno 210 mg/m². I criteri audiologici richiedono soglie uditive specifiche a varie frequenze.
I partecipanti assumeranno SENS-401 alla dose di 43,5 mg due volte al giorno per un massimo di 23 settimane. L’efficacia nel prevenire la perdita uditiva sarà valutata quattro settimane dopo l’ultima dose di cisplatino, confrontando i risultati con quelli di un gruppo placebo. Lo studio dovrebbe concludersi a marzo 2025.
Trattamento della malattia di Ménière
Studio sulla malattia di Ménière: confronto tra metilprednisolone e placebo per pazienti con malattia di Ménière unilaterale
Localizzazione: Paesi Bassi
Questo studio si concentra sulla malattia di Ménière, un disturbo dell’orecchio interno che può causare episodi di vertigine (una sensazione di rotazione o capogiro), perdita uditiva fluttuante, acufeni (un ronzio o fischio nelle orecchie) e una sensazione di pienezza o pressione nell’orecchio.
Lo studio testa l’efficacia delle iniezioni intratimpaniche (nell’orecchio) di metilprednisolone, un corticosteroide utilizzato per ridurre l’infiammazione e sopprimere il sistema immunitario. L’obiettivo è determinare se il metilprednisolone sia più efficace di un placebo nel ridurre la frequenza degli attacchi di vertigine nei pazienti con malattia di Ménière.
I criteri di inclusione richiedono una diagnosi di malattia di Ménière unilaterale (che colpisce un solo orecchio), età superiore ai 18 anni e almeno 4 attacchi di vertigine negli ultimi 6 mesi. Lo studio è aperto sia a uomini che a donne.
I partecipanti riceveranno iniezioni intratimpaniche di metilprednisolone (62,5 mg/ml) o placebo per un periodo di un anno. Lo studio monitorerà anche la qualità della vita dei partecipanti, inclusi aspetti legati alle vertigini e agli acufeni. L’obiettivo è fornire informazioni preziose sull’efficacia e la sicurezza di questi trattamenti per la gestione della malattia di Ménière.
Riepilogo
Gli studi clinici attualmente in corso sulla sordità rappresentano un progresso significativo nel trattamento di diverse forme di perdita uditiva. Tre studi si concentrano sulla terapia genica per la perdita uditiva causata da mutazioni del gene dell’otoferlin, un approccio innovativo che mira a correggere il difetto genetico alla base della condizione. Questi studi stanno valutando sia l’efficacia iniziale che la sicurezza a lungo termine di queste terapie in bambini e giovani pazienti.
Un altro studio importante affronta la perdita uditiva indotta dal cisplatino, un effetto collaterale comune ma devastante della chemioterapia oncologica. Il farmaco SENS-401 potrebbe offrire una soluzione preventiva per proteggere l’udito dei pazienti oncologici sottoposti a trattamento con cisplatino.
Infine, lo studio sulla malattia di Ménière esplora l’uso di iniezioni intratimpaniche di corticosteroidi per controllare gli episodi di vertigine, un sintomo debilitante che può avere un impatto significativo sulla qualità della vita dei pazienti.
Nel complesso, questi studi riflettono un approccio multiforme alla perdita uditiva, affrontando sia le cause genetiche che quelle acquisite. I risultati di queste ricerche potrebbero aprire nuove strade terapeutiche per milioni di persone che soffrono di problemi di udito in tutto il mondo.



