Il melanoma maligno stadio III è una forma avanzata di tumore della pelle che si è diffusa ai linfonodi vicini. La ricerca clinica sta esplorando nuovi trattamenti e combinazioni di farmaci per migliorare i risultati per i pazienti con questa malattia. Attualmente sono in corso 13 studi clinici in tutto il mondo, di cui 10 sono descritti in dettaglio di seguito.
Studi clinici in corso sul melanoma maligno stadio III
Il melanoma maligno stadio III rappresenta una fase avanzata del cancro della pelle in cui le cellule tumorali si sono diffuse ai linfonodi regionali. Questa condizione richiede un approccio terapeutico aggressivo e personalizzato. Gli studi clinici attualmente in corso stanno valutando diverse strategie di trattamento, tra cui immunoterapie, terapie mirate e combinazioni innovative di farmaci, con l’obiettivo di prevenire la recidiva della malattia e migliorare la sopravvivenza dei pazienti.
Panoramica degli studi clinici disponibili
Sono attualmente disponibili 13 studi clinici per il melanoma maligno stadio III. Di seguito vengono presentati in dettaglio 10 di questi studi, che includono approcci terapeutici diversi e innovativi per il trattamento di questa patologia.
Studio per valutare il test IOpener-Melanoma per prevedere la risposta all’immunoterapia in pazienti con melanoma cutaneo stadio III o IV
Localizzazione: Paesi Bassi
Questo studio clinico si concentra sul melanoma cutaneo non resecabile stadio III o stadio IV. L’obiettivo principale è valutare le prestazioni cliniche del test IOpener-melanoma nel predire la risposta dei pazienti agli inibitori dei checkpoint immunitari. Il test viene utilizzato per guidare la selezione del trattamento, aiutando i medici a decidere se i pazienti dovrebbero ricevere una terapia di combinazione o una monoterapia con inibitori dei checkpoint immunitari. I pazienti con metastasi cerebrali possono partecipare se queste sono asintomatiche o sono state trattate. Durante lo studio, i partecipanti ricevono il trattamento in base ai risultati del test IOpener-melanoma e vengono monitorati regolarmente per valutare la risposta alla terapia, la sopravvivenza libera da progressione e la qualità della vita.
Criteri di inclusione principali: pazienti con melanoma cutaneo stadio III non resecabile o stadio IV, età minima di 18 anni, aspettativa di vita superiore a 3 mesi, consenso informato scritto. I pazienti con metastasi cerebrali possono partecipare se asintomatiche o precedentemente trattate.
Farmaci utilizzati: immunoterapia di combinazione o monoterapia con inibitori dei checkpoint immunitari, tra cui pembrolizumab (Keytruda) o nivolumab (Opdivo), eventualmente in combinazione con ipilimumab.
Studio che confronta ipilimumab e nivolumab con nivolumab da solo per pazienti con melanoma stadio III resecabile
Localizzazione: Svezia
Questo studio si concentra sul trattamento del melanoma stadio III, una forma di cancro della pelle che si è diffusa ai tessuti vicini ma non a parti distanti del corpo. Lo studio confronta due approcci terapeutici diversi: un gruppo di pazienti riceve una combinazione di YERVOY (ipilimumab) e OPDIVO (nivolumab), mentre l’altro gruppo riceve solo OPDIVO. Entrambi i farmaci vengono somministrati tramite infusione endovenosa. L’obiettivo è determinare quanto efficacemente questi trattamenti prevengono la recidiva o la progressione del cancro. I pazienti vengono assegnati casualmente a uno dei due gruppi di trattamento e monitorati nel tempo per valutare la sopravvivenza libera da progressione, la sopravvivenza libera da recidiva dopo la chirurgia e la sopravvivenza globale. Durante lo studio, i ricercatori raccolgono informazioni sugli effetti collaterali e sull’impatto dei trattamenti sulla salute generale dei pazienti.
Criteri di inclusione principali: età minima di 18 anni, melanoma stadio III confermato e resecabile, nessuna terapia mirata precedente contro BRAF e/o MEK, stato di performance WHO 0 o 1, test di gravidanza negativo per le donne in età fertile, consenso informato firmato.
Farmaci utilizzati: monoterapia anti-PD-1 (nivolumab/OPDIVO) o terapia combinata anti-CTLA-4/anti-PD-1 (ipilimumab/YERVOY + nivolumab/OPDIVO).
Studio su pembrolizumab per pazienti con melanoma stadio III ad alto rischio dopo la chirurgia
Localizzazione: Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Spagna, Svezia
Questo studio clinico si concentra sui pazienti che hanno subito una rimozione chirurgica completa del melanoma stadio III ad alto rischio. Lo studio sta testando pembrolizumab (noto anche come MK-3475 o Keytruda), un anticorpo monoclonale anti-PD-1 che aiuta il sistema immunitario a riconoscere e attaccare le cellule tumorali. Il trattamento viene confrontato con un placebo per determinare se può aiutare a prevenire la recidiva del cancro. L’obiettivo principale è migliorare la sopravvivenza libera da recidiva. Lo studio esamina anche un sottogruppo di pazienti i cui tumori esprimono una proteina specifica chiamata PD-L1 per valutare se pembrolizumab è più efficace per loro. I partecipanti ricevono pembrolizumab o placebo tramite infusione endovenosa per un periodo fino a 52 settimane e vengono monitorati regolarmente con esami e test di imaging come TAC o risonanza magnetica. Lo studio dovrebbe continuare fino al 2026 e i risultati aiuteranno a determinare l’efficacia di pembrolizumab nel migliorare i risultati per i pazienti con melanoma stadio III ad alto rischio.
Criteri di inclusione principali: età minima di 18 anni, rimozione chirurgica completa del melanoma stadio III (IIIA con metastasi linfonodali >1 mm, IIIB, IIIC, IIID), campione tumorale disponibile per test PD-L1, stato di performance ECOG 0 o 1, funzione d’organo adeguata, nessun trattamento precedente per melanoma avanzato eccetto chirurgia.
Farmaci utilizzati: pembrolizumab (Keytruda), un anticorpo monoclonale anti-PD-1 somministrato per via endovenosa alla concentrazione di 25 mg/mL.
Studio di encorafenib, binimetinib e pembrolizumab per pazienti con melanoma positivo alla mutazione BRAF V600E/K dopo terapia anti-PD-1
Localizzazione: Germania, Italia, Polonia, Slovacchia, Spagna
Questo studio clinico è focalizzato sui pazienti con melanoma che presentano una mutazione BRAF V600E/K, che può rendere il cancro più aggressivo e difficile da trattare. Lo studio riguarda pazienti il cui melanoma si è diffuso ad altre parti del corpo o non può essere rimosso chirurgicamente e che sono già stati trattati con terapia anti-PD-1 senza successo. Lo scopo dello studio è confrontare due diverse combinazioni di trattamento. Un gruppo di partecipanti riceve una combinazione di tre farmaci: encorafenib, binimetinib e pembrolizumab. L’altro gruppo riceve una combinazione di due farmaci: nivolumab e ipilimumab. Encorafenib e binimetinib sono assunti come compresse, mentre pembrolizumab, nivolumab e ipilimumab vengono somministrati tramite infusione endovenosa. I partecipanti vengono assegnati casualmente a uno dei due gruppi di trattamento e monitorati regolarmente per valutare quale combinazione funziona meglio nel controllare il cancro e migliorare la salute dei pazienti. Lo studio valuta anche la sicurezza dei trattamenti e gli eventuali effetti collaterali.
Criteri di inclusione principali: età minima di 18 anni, melanoma metastatico o localmente avanzato non resecabile con mutazione BRAF V600E/K confermata, una sola terapia precedente (anti-PD-1 in monoterapia), melanoma resistente alla terapia anti-PD-1, almeno una lesione misurabile secondo RECIST v1.1, stato di performance ECOG adeguato e funzione d’organo preservata.
Farmaci utilizzati: encorafenib (inibitore di BRAF), binimetinib (inibitore di MEK), pembrolizumab (inibitore del checkpoint immunitario anti-PD-1), nivolumab (inibitore del checkpoint immunitario anti-PD-1), ipilimumab (inibitore del checkpoint immunitario anti-CTLA-4).
Studio di encorafenib, binimetinib e pembrolizumab per pazienti con melanoma avanzato con mutazione BRAF V600E/K
Localizzazione: Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Finlandia, Germania, Grecia, Ungheria, Italia, Polonia, Slovacchia, Spagna
Questo studio clinico si concentra sul melanoma avanzato con la mutazione genetica BRAF V600E/K, quando il cancro si è diffuso ad altre parti del corpo o non può essere rimosso chirurgicamente. Lo studio testa l’efficacia di una combinazione di farmaci: encorafenib (capsula), binimetinib (compressa) e pembrolizumab (infusione endovenosa). Lo scopo è confrontare gli effetti della combinazione dei tre farmaci rispetto a un placebo combinato con pembrolizumab. I partecipanti vengono assegnati casualmente a ricevere la combinazione dei tre farmaci o il placebo con pembrolizumab. Lo studio dura fino a 24 mesi, durante i quali i partecipanti ricevono trattamenti regolari e controlli per monitorare la loro salute e i progressi del melanoma. Lo studio mira a determinare se la combinazione di questi farmaci può migliorare i risultati per i pazienti con questo tipo specifico di melanoma, valutando anche la sicurezza della combinazione e monitorando eventuali effetti collaterali.
Criteri di inclusione principali: età minima di 18 anni, melanoma metastatico o localmente avanzato non resecabile con mutazione BRAF V600E/K confermata istologicamente, tessuto tumorale adeguato per test di laboratorio, almeno una lesione misurabile secondo RECIST v1.1, stato di performance ECOG 0 o 1, funzione d’organo e cardiaca adeguata. Per la fase lead-in di sicurezza: massimo una terapia precedente. Per la fase 3: nessuna terapia precedente per melanoma avanzato.
Farmaci utilizzati: encorafenib (inibitore di BRAF, somministrato per via orale), binimetinib (inibitore di MEK, somministrato per via orale), pembrolizumab (inibitore del checkpoint immunitario, somministrato per infusione endovenosa).
Studio sull’efficacia e la sicurezza di RO7198457 e pembrolizumab per pazienti con melanoma avanzato non trattato
Localizzazione: Germania, Spagna
Questo studio clinico si concentra sul trattamento del melanoma avanzato, un tipo di cancro della pelle che si è diffuso ad altre parti del corpo. Lo studio valuta l’efficacia e la sicurezza di una nuova combinazione di trattamento che coinvolge due farmaci: RO7198457 (Autogene Cevumeran), un prodotto di terapia genica che utilizza la tecnologia mRNA, e pembrolizumab (Keytruda), un farmaco a base proteica che aiuta il sistema immunitario a combattere il cancro. Lo scopo è confrontare la combinazione di RO7198457 e pembrolizumab con pembrolizumab da solo in pazienti che non hanno ricevuto trattamenti precedenti per il melanoma avanzato. Lo studio monitora la sopravvivenza libera da progressione, ovvero quanto tempo i pazienti vivono senza che il cancro peggiori. I partecipanti ricevono i trattamenti tramite infusione endovenosa e lo studio dura fino a 24 mesi. Durante questo periodo, i ricercatori osservano anche la sopravvivenza globale, la risposta del cancro al trattamento e i cambiamenti nella qualità della vita dei pazienti, monitorando attentamente eventuali effetti collaterali per garantire la sicurezza dei trattamenti.
Criteri di inclusione principali: melanoma avanzato (metastatico o non resecabile) confermato, stadio IV recidivante o di nuova diagnosi, o stadio IIIC/IIID localmente avanzato secondo AJCC v8.0, stato di performance ECOG 0 o 1, aspettativa di vita di almeno 12 settimane, funzione ematica e d’organo adeguata, malattia misurabile secondo RECIST v1.1, nessuna terapia sistemica precedente per melanoma avanzato (con alcune eccezioni specificate).
Farmaci utilizzati: RO7198457 (Autogene Cevumeran), un prodotto di terapia genica a base di mRNA somministrato per via endovenosa, e pembrolizumab (Keytruda), un inibitore del checkpoint immunitario anti-PD-1 somministrato per via endovenosa.
Studio di LTX-315 e pembrolizumab per pazienti con melanoma stadio III-IV resecabile
Localizzazione: Norvegia
Questo studio clinico si concentra sul melanoma stadio III o IV, che rappresenta una forma avanzata di cancro della pelle che può ancora essere rimossa chirurgicamente. Il trattamento in fase di studio combina due farmaci: LTX-315, un composto chimico iniettato direttamente nel tumore, e pembrolizumab (Keytruda), un anticorpo monoclonale somministrato tramite infusione endovenosa. Lo scopo dello studio è osservare quanto efficacemente la combinazione di LTX-315 e pembrolizumab riduce i tumori prima della chirurgia. I partecipanti ricevono questi trattamenti per un periodo di tempo e i medici monitorano la risposta dei tumori. Lo studio mira a verificare se i tumori possono essere ridotti di dimensioni, rendendoli più facili da rimuovere chirurgicamente. Questo approccio è noto come terapia neoadiuvante, che significa trattamento somministrato come primo passo per ridurre un tumore prima del trattamento principale, solitamente la chirurgia. Durante lo studio, i partecipanti vengono sottoposti a controlli regolari e test per valutare l’efficacia del trattamento e garantire il loro benessere. L’obiettivo finale è migliorare i risultati per i pazienti con melanoma avanzato.
Criteri di inclusione principali: età minima di 18 anni, melanoma stadio III-IV rilevabile e resecabile confermato da un gruppo multidisciplinare di oncologi, malattia misurabile secondo RECIST v1.1, idoneità alla chirurgia pianificata, stato di performance ECOG 0 o 1, almeno una lesione iniettabile (cutanea, sottocutanea o linfonodale) di dimensioni ≤3,0 cm, consenso alla biopsia tumorale aggiuntiva, funzione d’organo adeguata.
Farmaci utilizzati: LTX-315 (peptide oncolitico iniettato direttamente nel tumore per distruggere le cellule tumorali e stimolare una risposta immunitaria) e pembrolizumab (Keytruda, inibitore del checkpoint immunitario anti-PD-1 somministrato per infusione endovenosa).
Studio di nivolumab e relatlimab per pazienti con melanoma stadio III-IV dopo la chirurgia
Localizzazione: Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Norvegia, Romania, Spagna, Svezia
Questo studio clinico si concentra sul trattamento del melanoma stadio III-IV che è stato completamente rimosso chirurgicamente. Lo studio confronta due trattamenti: una combinazione di nivolumab e relatlimab e nivolumab da solo. Questi farmaci vengono somministrati come soluzione per infusione endovenosa. Lo scopo dello studio è verificare quanto sia efficace il trattamento combinato rispetto al singolo farmaco nel prevenire la recidiva del melanoma dopo la chirurgia. I partecipanti ricevono la combinazione di nivolumab e relatlimab o nivolumab da solo. Alcuni partecipanti possono ricevere un placebo, che ha l’aspetto del trattamento ma non contiene il farmaco attivo. Lo studio dura fino a 12 mesi, durante i quali i partecipanti vengono monitorati regolarmente per verificare eventuali segni di recidiva del cancro e per valutare la loro salute generale. I partecipanti vengono sottoposti a controlli regolari e test per monitorare la loro salute e l’efficacia del trattamento. Lo studio mira a fornire informazioni preziose sul fatto che la combinazione di nivolumab e relatlimab offra una migliore protezione contro la recidiva del melanoma rispetto a nivolumab da solo.
Criteri di inclusione principali: diagnosi di melanoma stadio IIIA (con metastasi linfonodali >1 mm), IIIB, IIIC, IIID o stadio IV completamente rimosso chirurgicamente con margini liberi da malattia, assenza di malattia confermata da esame fisico completo e studi di imaging, tessuto tumorale disponibile per test di laboratorio, età minima di 12 anni (o 18 anni secondo le normative locali), stato di performance ECOG 0 o 1 per adulti o punteggio Lansky/Karnofsky ≥80% per pazienti tra 12 e 17 anni.
Farmaci utilizzati: nivolumab (inibitore del checkpoint immunitario anti-PD-1 somministrato per infusione endovenosa) e relatlimab (inibitore del checkpoint immunitario anti-LAG-3 somministrato per infusione endovenosa).
Studio sulla sicurezza del trattamento continuato con GME751 (biosimilare di pembrolizumab) per pazienti con melanoma o carcinoma polmonare non a piccole cellule
Localizzazione: Lituania, Romania, Spagna
Questo studio clinico è focalizzato sugli effetti del trattamento continuato con GME751, un biosimilare proposto di pembrolizumab. Lo studio è progettato per i partecipanti che sono stati precedentemente trattati con pembrolizumab in studi precedenti e sono idonei a continuare questo trattamento. Le malattie studiate in questo studio sono il melanoma e il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC). Lo scopo dello studio è valutare la sicurezza del trattamento continuato con GME751 monitorando la comparsa di eventi avversi gravi. I partecipanti ricevono il trattamento tramite infusione endovenosa e lo studio segue i partecipanti per un periodo fino a 24 mesi per osservare eventuali effetti collaterali o reazioni al trattamento. Alcuni partecipanti possono aver ricevuto precedentemente pemetrexed, un farmaco utilizzato in combinazione con altri trattamenti per alcuni tipi di cancro. Lo studio è in aperto, il che significa che sia i ricercatori che i partecipanti sanno quale trattamento viene somministrato.
Criteri di inclusione principali: consenso informato firmato, età minima di 18 anni o età legale del consenso nell’area di conduzione dello studio, precedente partecipazione allo Studio 101 o Studio 301 con beneficio continuato dal trattamento con pembrolizumab secondo il giudizio del medico, conformità ai requisiti degli studi precedenti, completamento degli studi precedenti secondo il protocollo o interruzione del trattamento per motivi specifici (ad esempio, effetti collaterali gravi da cisplatino, carboplatino o pemetrexed).
Farmaci utilizzati: GME751 (biosimilare proposto di pembrolizumab, inibitore del checkpoint immunitario anti-PD-1 somministrato per infusione endovenosa) e pemetrexed (chemioterapico somministrato per infusione endovenosa in alcuni casi).
Studio sul trattamento con L19IL2 e L19TNF prima della chirurgia per pazienti con melanoma avanzato
Localizzazione: Francia, Germania, Italia, Polonia
Questo studio clinico si concentra sul trattamento del melanoma maligno. Lo studio coinvolge due farmaci, Fibromun e Darleukin, utilizzati come soluzione per iniezione o infusione. Questi farmaci contengono le sostanze attive onfekafusp alfa e bifikafusp alfa. Lo scopo dello studio è valutare l’efficacia di questi farmaci quando utilizzati come trattamento neoadiuvante, che significa somministrato prima della chirurgia per migliorare i risultati. I partecipanti vengono assegnati casualmente a uno dei due gruppi: un gruppo riceve il trattamento neoadiuvante con Fibromun e Darleukin seguito dalla chirurgia, mentre l’altro gruppo viene sottoposto solo alla chirurgia. Lo studio mira a determinare se la combinazione di questi farmaci con la chirurgia può migliorare significativamente il tempo in cui i pazienti rimangono liberi da recidiva del cancro rispetto alla sola chirurgia. Entrambi i gruppi possono ricevere trattamenti aggiuntivi dopo la chirurgia, se necessario. Lo studio prevede visite di follow-up regolari per monitorare la salute dei partecipanti e la risposta al trattamento, osservando attentamente anche la sicurezza dei farmaci e i loro effetti sul corpo.
Criteri di inclusione principali: diagnosi di melanoma maligno della pelle con malattia localmente avanzata, stadio III B o III C, idoneo alla rimozione chirurgica completa, bilirubina totale ≤30 μmol/L, livelli di ALT e AST ≤2,5 volte il limite superiore normale, creatinina sierica 1,5 x 10⁹/L, emoglobina >9,0 g/dL, piastrine >100 x 10⁹/L.
Farmaci utilizzati: L19IL2 (Darleukin, contenente bifikafusp alfa, agente immunoterapico somministrato per iniezione intratumorale) e L19TNF (Fibromun, contenente onfekafusp alfa, agente immunoterapico somministrato per iniezione intratumorale).
Sintesi e osservazioni importanti
Gli studi clinici attualmente in corso per il melanoma maligno stadio III mostrano diverse tendenze importanti nel panorama terapeutico:
- Immunoterapia al centro della ricerca: La maggior parte degli studi si concentra sull’immunoterapia, in particolare sugli inibitori dei checkpoint immunitari come pembrolizumab, nivolumab e ipilimumab, sia in monoterapia che in combinazione. Questi trattamenti aiutano il sistema immunitario a riconoscere e attaccare le cellule tumorali.
- Terapie di combinazione: Molti studi stanno valutando combinazioni di farmaci per migliorare l’efficacia del trattamento. Ad esempio, la combinazione di inibitori di BRAF e MEK (encorafenib e binimetinib) con immunoterapia per pazienti con mutazione BRAF V600E/K rappresenta un approccio promettente.
- Trattamento neoadiuvante: Diversi studi stanno esplorando l’uso di trattamenti prima della chirurgia (terapia neoadiuvante) per ridurre le dimensioni del tumore e migliorare i risultati chirurgici. Questo include l’uso di LTX-315 con pembrolizumab e L19IL2/L19TNF.
- Personalizzazione del trattamento: Alcuni studi, come quello sul test IOpener-melanoma, stanno cercando di personalizzare il trattamento in base a caratteristiche specifiche del tumore del paziente, aiutando i medici a selezionare la terapia più appropriata.
- Prevenzione della recidiva: Un obiettivo principale di molti studi è prevenire la recidiva del melanoma dopo la rimozione chirurgica completa, migliorando la sopravvivenza libera da recidiva e la sopravvivenza globale dei pazienti.
- Disponibilità geografica: Gli studi sono condotti in numerosi paesi europei, con una particolare concentrazione in Germania, Italia, Spagna, Francia e nei paesi nordici, offrendo ai pazienti europei ampie opportunità di partecipazione.
- Approcci innovativi: Alcuni studi stanno testando approcci completamente nuovi, come la terapia genica basata su mRNA (RO7198457) e biosimilari di farmaci già approvati (GME751), che potrebbero ampliare le opzioni terapeutiche disponibili.
La ricerca clinica sul melanoma maligno stadio III è molto attiva e promettente, con l’obiettivo di migliorare significativamente i risultati per i pazienti attraverso trattamenti più efficaci e personalizzati. I pazienti interessati a partecipare a questi studi dovrebbero discutere le opzioni disponibili con il proprio medico oncologo per determinare quale studio potrebbe essere più adatto alle loro circostanze specifiche.





