Immunodeficienza combinata – Studi clinici

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L’immunodeficienza combinata grave (SCID) è una malattia genetica rara che compromette gravemente il sistema immunitario. Attualmente sono in corso 2 studi clinici innovativi che testano terapie geniche per correggere i difetti genetici alla base di questa condizione. Questi trattamenti sperimentali utilizzano le cellule staminali del paziente modificate geneticamente per ripristinare la funzione immunitaria.

Studi Clinici in Corso sull’Immunodeficienza Combinata

L’immunodeficienza combinata grave (SCID) rappresenta un gruppo di malattie genetiche rare caratterizzate da un grave difetto del sistema immunitario. I pazienti affetti da questa condizione hanno difficoltà a combattere le infezioni a causa della mancanza di cellule immunitarie funzionali. Attualmente, la ricerca scientifica sta esplorando approcci terapeutici innovativi basati sulla terapia genica, che mirano a correggere i difetti genetici responsabili della malattia.

In questo articolo presentiamo i 2 studi clinici attualmente disponibili nel sistema per l’immunodeficienza combinata. Questi trial rappresentano la frontiera più avanzata della ricerca medica in questo campo e offrono nuove speranze ai pazienti e alle loro famiglie.

Studi Clinici Attivi

Studio sulla Terapia Genica per Pazienti con Immunodeficienza Combinata Grave da Deficit di RAG1 Utilizzando Cellule RAG1-LV-CD34+

Località: Italia, Paesi Bassi, Polonia, Spagna

Questo studio clinico si concentra su una forma specifica di SCID causata da un difetto nel gene RAG1 (Recombinase Activating Gene 1). La SCID è una condizione in cui il sistema immunitario è gravemente indebolito, rendendo difficile per l’organismo combattere le infezioni. Lo studio sta testando un nuovo trattamento chiamato cellule RAG1-LV-CD34+, che prevede l’utilizzo delle cellule staminali del sangue del paziente stesso, geneticamente modificate per correggere il difetto del RAG1. Queste cellule modificate vengono poi reinfuse nel paziente attraverso un’infusione endovenosa, un metodo che consente di somministrare il trattamento direttamente nel flusso sanguigno.

Criteri di inclusione principali:

  • Diagnosi confermata di SCID da deficit di RAG1 tramite test genetico
  • Basso numero di cellule T nel sangue (meno di 300 cellule T per microlitro, o meno di 1 cellula T naïve per microlitro)
  • Età inferiore a 2 anni
  • Età minima di 8 settimane al momento della somministrazione dei farmaci preparatori (busulfan e fludarabina)
  • Assenza di un donatore HLA-compatibile (nessun fratello o donatore non correlato con compatibilità tissutale perfetta)
  • Consenso informato firmato dal genitore o tutore
  • Possibilità di ritornare al centro locale per le visite di follow-up durante i 2 anni dello studio e per la revisione a lungo termine di 15 anni

Criteri di esclusione:

  • Pazienti senza un difetto genetico nel gene RAG1
  • Pazienti che non presentano immunodeficienza combinata grave (SCID)

Lo scopo dello studio è valutare se questa terapia genica è sicura e fattibile per i pazienti con SCID da deficit di RAG1. I partecipanti riceveranno la terapia genica e saranno monitorati attentamente per garantire la loro sicurezza e osservare l’efficacia del trattamento. Lo studio esaminerà vari risultati, come la capacità del sistema immunitario di recuperare e funzionare correttamente, lo stato di salute generale e la sopravvivenza dei partecipanti, ed eventuali effetti collaterali che possono verificarsi.

Il farmaco sperimentale utilizzato è una terapia genica con cellule staminali emopoietiche autologhe. Queste cellule staminali vengono raccolte dal paziente, modificate in laboratorio per correggere il difetto genetico utilizzando un vettore virale che trasporta una versione corretta del gene RAG1, e poi reinfuse nel corpo del paziente per aiutare a ripristinare la funzione del sistema immunitario.

Studio sulla Terapia Genica per l’Immunodeficienza Combinata Grave (SCID) Utilizzando ARTEGENE in Pazienti con Mutazioni del Gene Artemis

Località: Francia

Questo studio clinico si concentra su una forma rara di SCID causata da mutazioni nel gene Artemis (DCLRE1C). La SCID è una condizione in cui il sistema immunitario non funziona correttamente, rendendo difficile per l’organismo combattere le infezioni. Il trattamento testato in questo studio si chiama ARTEGENE e prevede l’utilizzo delle cellule staminali del sangue del paziente stesso, che sono state modificate con un virus speciale per correggere il difetto genetico.

Criteri di inclusione principali:

  • Età fino a 47 mesi
  • SCID con mutazioni bialleliche confermate nel gene Artemis (DCLRE1C), inclusi i casi con attività residua del gene
  • Assenza di un donatore genoidentico HLA disponibile, o assenza di un donatore non correlato HLA-compatibile disponibile rapidamente (entro sei settimane dalla diagnosi)
  • Possibilità di ricevere la terapia genica senza ritardi in caso di infezioni potenzialmente letali che influenzano la salute a breve termine (infezioni respiratorie virali gravi, infezione da CMV, infezione da adenovirus, BCGite disseminata o altre infezioni gravi)
  • Copertura da parte di un regime di previdenza sociale
  • Consenso informato firmato dal genitore o tutore

Lo scopo dello studio è valutare la sicurezza e l’efficacia di questo trattamento di terapia genica. I partecipanti riceveranno una singola dose delle proprie cellule staminali modificate, che vengono preparate al di fuori del corpo e poi iniettate nel flusso sanguigno. Lo studio monitorerà quanto bene funziona il trattamento nel migliorare la funzione del sistema immunitario e se aiuta a ridurre le infezioni. Lo studio esaminerà anche eventuali effetti collaterali che possono verificarsi durante il processo di trattamento.

ARTEGENE è un trattamento di terapia genica progettato per pazienti con SCID causata da mutazioni nel gene DCLRE1C, noto anche come deficit di Artemis. Questa terapia prevede l’uso di un vettore lentivirale per modificare le cellule staminali emopoietiche del paziente. Le cellule modificate vengono quindi trapiantate nel paziente per aiutare a correggere il difetto genetico e migliorare la funzione immunitaria.

Questo trial è progettato per un piccolo gruppo di pazienti con SCID che presentano mutazioni genetiche specifiche e non hanno un donatore idoneo per un trapianto di midollo osseo. Lo studio si svolgerà nell’arco di diversi anni per garantire un’osservazione approfondita degli effetti a lungo termine del trattamento. I partecipanti saranno monitorati attentamente dai professionisti sanitari durante tutto lo studio per garantire la loro sicurezza e benessere.

Riepilogo e Considerazioni Importanti

Attualmente sono disponibili 2 studi clinici per l’immunodeficienza combinata grave, entrambi focalizzati su approcci innovativi di terapia genica. Questi studi rappresentano un progresso significativo nel trattamento di questa condizione rara e grave.

Osservazioni chiave:

  • Entrambi gli studi utilizzano un approccio di terapia genica autologa, il che significa che le cellule del paziente stesso vengono modificate e reinfuse, riducendo il rischio di rigetto
  • Gli studi si rivolgono a forme specifiche di SCID causate da difetti genetici diversi: uno si concentra sul gene RAG1 e l’altro sul gene Artemis (DCLRE1C)
  • Entrambi i trial sono rivolti a pazienti molto giovani (bambini sotto i 2-4 anni), evidenziando l’importanza di un intervento precoce in questa malattia
  • I criteri di inclusione richiedono l’assenza di un donatore HLA-compatibile, indicando che la terapia genica è considerata quando il trapianto di cellule staminali da donatore non è un’opzione disponibile
  • Il monitoraggio a lungo termine (fino a 15 anni nel primo studio) sottolinea l’importanza di valutare la sicurezza e l’efficacia duratura di questi trattamenti innovativi
  • Gli studi sono condotti in diversi paesi europei, offrendo opportunità di partecipazione in Italia, Spagna, Paesi Bassi, Polonia e Francia

È importante sottolineare che questi studi sono ancora in fase sperimentale e mirano principalmente a valutare la sicurezza e la fattibilità delle terapie geniche. I risultati di questi trial potrebbero aprire nuove prospettive terapeutiche per i pazienti con SCID che non hanno accesso a donatori compatibili per il trapianto di cellule staminali.

I genitori o tutori di bambini affetti da SCID interessati a questi studi dovrebbero discutere con i loro specialisti immunologi e genetisti per determinare se il loro bambino soddisfa i criteri di eleggibilità e per comprendere appieno i potenziali benefici e rischi associati alla partecipazione.

Sperimentazioni cliniche in corso su Immunodeficienza combinata

  • Studio sulla terapia genica con cellule RAG1-LV-CD34+ per pazienti con immunodeficienza combinata grave (SCID) da deficit di RAG1

    In arruolamento

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    Malattie in studio:
    Farmaci in studio:
    Paesi Bassi Italia Polonia Spagna
  • Studio sulla terapia genica con cellule staminali per pazienti con immunodeficienza combinata grave (SCID) causata da mutazioni nel gene Artemis

    Arruolamento concluso

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    Malattie in studio:
    Francia