Introduzione: Chi dovrebbe sottoporsi alla diagnostica e quando è consigliabile richiederla
Quasi tutti sperimentano dolore addominale almeno una volta nella vita. Questo tipo di disagio può manifestarsi ovunque tra le costole e il bacino, e la maggior parte delle persone lo chiama semplicemente mal di stomaco o mal di pancia. La buona notizia è che la maggior parte dei casi non è grave e si risolve da sola senza bisogno di trattamenti speciali. Tuttavia, sapere quando richiedere una valutazione medica è importante perché quello che sembra un semplice disturbo di stomaco potrebbe talvolta segnalare un problema di salute più complesso.[1]
Dovresti considerare di richiedere una valutazione diagnostica se il tuo dolore addominale è inspiegabile, persistente o grave. Sebbene l’intensità del dolore non rifletta sempre quanto sia seria la condizione sottostante, alcuni segnali di allarme dovrebbero spingerti a consultare immediatamente un medico o a recarti in pronto soccorso. Ad esempio, un dolore molto intenso, un dolore che dura diverse ore o un dolore accompagnato da altri sintomi preoccupanti richiedono attenzione medica immediata.[2]
Il dolore addominale è la causa di circa il 5% di tutte le visite al pronto soccorso, il che dimostra quanto sia comune questo problema nella popolazione generale. La maggior parte delle persone sperimenta fastidi temporanei allo stomaco legati alla digestione, al ciclo mestruale in chi ha le mestruazioni, o a infezioni temporanee che si risolvono senza interventi. Tuttavia, quando i sintomi persistono, peggiorano nel tempo o continuano a ripresentarsi, diventa necessaria una valutazione diagnostica per identificare la causa alla radice e garantire il trattamento appropriato.[1]
Le persone con dolore addominale continuo non dovrebbero ignorare i propri sintomi. Anche quando il dolore inizia in modo lieve, alcune condizioni sottostanti possono progredire se non vengono diagnosticate e trattate. La natura del dolore addominale varia ampiamente: può essere acuto, sordo, bruciante, dolorante, crampiforme, contorcente, costante o intermittente. Può interessare solo un’area o diffondersi in tutto l’addome. Tutte queste caratteristiche aiutano gli operatori sanitari a restringere le possibili cause durante il processo diagnostico.[3]
Dovresti anche contattare un professionista medico se non riesci a evacuare specialmente mentre vomiti, se sei attualmente in trattamento per un tumore, o se il dolore si verifica insieme a cambiamenti nelle abitudini intestinali, problemi di minzione o disturbi legati al ciclo mestruale. Le persone con condizioni digestive preesistenti o che assumono determinati farmaci dovrebbero prestare particolare attenzione a sintomi addominali nuovi o in evoluzione.[2]
Metodi diagnostici: Approcci classici per identificare il dolore addominale
Quando ti rechi da un operatore sanitario per dolore addominale, il processo diagnostico inizia con una conversazione approfondita e un esame fisico. Il tuo medico ti farà domande dettagliate sul tuo dolore per comprenderne le caratteristiche e determinare la causa più probabile. Poiché il dolore addominale è un sintomo soggettivo che solo tu puoi descrivere, il tuo medico si basa molto sul tuo racconto di ciò che stai vivendo.[1]
Durante la consultazione iniziale, il tuo medico vorrà sapere esattamente dove senti il dolore. Gli operatori sanitari spesso dividono l’addome in diverse regioni o quadranti per aiutare a individuare quali organi potrebbero essere coinvolti. L’addome può essere suddiviso in quattro aree principali: superiore e inferiore, destra e sinistra. Ad esempio, il dolore nell’area superiore destra potrebbe suggerire problemi al fegato o alla cistifellea, mentre il dolore in basso a destra potrebbe indicare appendicite.[1]
La posizione del dolore fornisce indizi importanti, anche se non è l’unico fattore che i medici considerano. Il tuo operatore sanitario ti chiederà anche come si presenta il dolore: se è sordo o acuto, bruciante o dolorante, crampiforme o costante. Vorrà sapere se il dolore va e viene a ondate, che viene chiamato dolore colico, o se rimane costante. Anche la tempistica è importante: si verifica dopo aver mangiato, in determinati momenti della giornata o in relazione al tuo ciclo mestruale?[3]
L’esame fisico è una parte cruciale della diagnosi del dolore addominale. Il tuo medico esaminerà attentamente la tua pancia, premendo delicatamente su diverse aree per verificare la presenza di tenerezza, gonfiore o masse insolite. Potrebbe ascoltare il tuo addome con uno stetoscopio per sentire i rumori intestinali, che possono fornire informazioni su come sta funzionando il tuo sistema digestivo. Il medico controllerà anche altri segni fisici come febbre, cambiamenti nel colore della pelle o segni di disidratazione.[8]
La tua storia medica gioca un ruolo importante nel processo diagnostico. Il medico ti chiederà informazioni su eventuali condizioni di salute esistenti, farmaci che assumi, lesioni o incidenti recenti, interventi chirurgici precedenti, storia familiare di malattie digestive e fattori dello stile di vita come dieta, consumo di alcol e abitudini tabagiche. Per le donne, le domande sullo stato di gravidanza e sulla storia mestruale sono standard, poiché gli organi riproduttivi possono essere una fonte di dolore addominale.[11]
Sulla base della consultazione iniziale e dell’esame fisico, il tuo operatore sanitario potrebbe determinare che non sono necessari ulteriori test se la causa del dolore è chiaramente non grave. In molti casi, il dolore addominale deriva da condizioni temporanee come gastroenterite virale, indigestione, gas o stitichezza che migliorano con il tempo e semplici cure casalinghe. Tuttavia, quando la causa non è chiara o i sintomi suggeriscono una condizione più seria, diventano necessari ulteriori test diagnostici.[11]
Gli esami di laboratorio sono comunemente utilizzati per indagare sul dolore addominale. Gli esami del sangue possono rivelare segni di infezione, infiammazione, anemia o problemi con la funzione degli organi. Un emocromo completo può mostrare globuli bianchi elevati che suggeriscono un’infezione, mentre i test per gli enzimi epatici, gli enzimi pancreatici o la funzione renale possono indicare problemi specifici degli organi. Gli esami delle urine aiutano a diagnosticare infezioni del tratto urinario o calcoli renali, entrambi possibili cause di dolore addominale.[2]
Gli esami delle feci possono essere richiesti se i tuoi sintomi includono diarrea, stitichezza o sangue nei movimenti intestinali. Questi test possono rilevare infezioni, parassiti o segni di condizioni infiammatorie che colpiscono l’intestino. Per le persone con sintomi gravi o inspiegabili, i campioni di feci aiutano ad escludere vari disturbi digestivi.[8]
Gli esami di imaging consentono ai medici di visualizzare gli organi e le strutture all’interno dell’addome. Le radiografie sono spesso il primo test di imaging eseguito, specialmente quando i medici sospettano un’ostruzione intestinale, una perforazione o calcoli renali. Le radiografie possono mostrare schemi di gas anomali, blocchi o la presenza di alcuni tipi di calcoli.[17]
Le ecografie utilizzano onde sonore per creare immagini in tempo reale degli organi addominali. Questo test è particolarmente utile per esaminare la cistifellea, il fegato, il pancreas, i reni e gli organi riproduttivi. L’ecografia può rilevare calcoli biliari, calcoli renali, raccolte di liquidi, organi ingrossati o anomalie nelle ovaie e nell’utero. È sicura, indolore e non utilizza radiazioni.[17]
Le TAC, o tomografie computerizzate, forniscono immagini tridimensionali dettagliate dell’addome. Uno scanner TAC si muove intorno a te mentre scatta multiple immagini a raggi X da diverse angolazioni, che un computer combina per creare viste in sezione trasversale del tuo corpo. Le TAC sono eccellenti per diagnosticare appendicite, diverticolite, infezioni addominali, tumori e molte altre condizioni. Mostrano organi, vasi sanguigni e tessuti molli con grande chiarezza.[8]
In alcune situazioni, i medici potrebbero raccomandare un clisma opaco a doppio contrasto o altri studi di imaging specializzati. Questi test comportano l’ingestione o la ricezione di un materiale di contrasto che rende alcune strutture più visibili sulle radiografie o altri test di imaging. Il contrasto aiuta a delineare il tratto digestivo e a rivelare anomalie nella sua forma o funzione.[8]
Le procedure di endoscopia consentono ai medici di guardare direttamente all’interno del tratto digestivo utilizzando un tubo sottile e flessibile con una telecamera attaccata. Durante un’endoscopia superiore, chiamata anche gastroscopia, il tubo viene inserito attraverso la bocca per esaminare l’esofago, lo stomaco e la prima parte dell’intestino tenue. Questo test può identificare ulcere, infiammazioni, fonti di sanguinamento o crescite anomale. I medici possono anche prelevare piccoli campioni di tessuto chiamati biopsie durante l’endoscopia per ulteriori esami.[17]
Una colonscopia esamina l’intestino crasso inserendo uno strumento simile attraverso l’ano. Questa procedura aiuta a diagnosticare condizioni che colpiscono il colon come malattie infiammatorie intestinali, diverticolite, polipi o cancro. Come l’endoscopia superiore, la colonscopia consente ai medici di prelevare biopsie e talvolta di eseguire trattamenti durante la stessa procedura.[17]
A volte, nonostante una valutazione approfondita, i medici non riescono a identificare immediatamente la causa esatta del dolore addominale. In questi casi, potrebbero raccomandare un periodo di osservazione con appuntamenti di follow-up per monitorare come evolvono i sintomi. Il dolore potrebbe risolversi da solo, oppure il modello dei sintomi potrebbe diventare più chiaro nel tempo, portando a una diagnosi definitiva. Gli operatori sanitari prendono sul serio tutti i dolori addominali e lavorano sistematicamente per determinarne l’origine.[11]
Diagnostica per la qualificazione agli studi clinici: Test specializzati per la partecipazione alla ricerca
Le fonti fornite non contengono informazioni specifiche sui test diagnostici o sui metodi utilizzati come criteri standard per l’arruolamento di pazienti con dolore addominale negli studi clinici. I criteri di arruolamento negli studi clinici variano ampiamente a seconda della condizione specifica studiata e degli obiettivi della ricerca. Senza informazioni dettagliate sui requisiti diagnostici specifici degli studi, non sarebbe appropriato fornire contenuti speculativi su questo argomento.











