Il carcinoma corticosurrenale è un tumore raro che colpisce la corteccia delle ghiandole surrenali. Attualmente sono in corso diversi studi clinici che valutano nuove opzioni terapeutiche per questa patologia, incluse terapie immunologiche e combinazioni di chemioterapia con farmaci ormonali. Questo articolo presenta in dettaglio 4 studi clinici attivi per pazienti affetti da carcinoma corticosurrenale avanzato.
Studi clinici sul carcinoma corticosurrenale: panoramica delle terapie sperimentali in corso
Il carcinoma corticosurrenale è una neoplasia rara che origina dallo strato esterno delle ghiandole surrenali, situate sopra i reni. Questa patologia può causare una produzione eccessiva di ormoni, determinando sintomi come ipertensione arteriosa, aumento di peso e alterazioni dell’umore. La ricerca clinica è attualmente focalizzata sullo sviluppo di nuove strategie terapeutiche per migliorare gli esiti dei pazienti affetti da questa forma tumorale aggressiva.
Nel database europeo degli studi clinici sono attualmente registrati 4 trial attivi dedicati al carcinoma corticosurrenale. Di seguito viene presentata una descrizione dettagliata di ciascuno studio, con informazioni sui criteri di inclusione, i farmaci sperimentali utilizzati e le modalità di partecipazione.
Studi clinici attualmente attivi
Studio su cemiplimab e mitotane per pazienti con carcinoma corticosurrenale avanzato
Localizzazione: Italia
Questo studio clinico valuta l’efficacia di cemiplimab (noto anche con il codice REGN2810), un farmaco immunoterapico, come terapia di mantenimento per pazienti con carcinoma corticosurrenale avanzato. Il cemiplimab è un tipo di immunoterapia che aiuta il sistema immunitario dell’organismo a riconoscere e combattere le cellule tumorali. Lo studio include anche l’utilizzo di Lysodren, che contiene il principio attivo mitotane, un farmaco che interferisce con la crescita delle cellule tumorali.
Lo scopo principale dello studio è valutare quanto sia efficace il cemiplimab nel prevenire la progressione della malattia in pazienti che non hanno mostrato peggioramento dopo il trattamento iniziale. I partecipanti riceveranno cemiplimab attraverso un’infusione endovenosa (somministrazione diretta in vena) alla dose di 350 mg. Lo studio prevede anche un confronto con un placebo per valutare l’efficacia del trattamento. La durata complessiva dello studio è di circa 36 mesi, durante i quali i partecipanti effettueranno visite cliniche regolari per monitorare la loro salute e gli effetti del trattamento.
Criteri principali di inclusione: Uomini e donne di età superiore ai 18 anni con diagnosi confermata di carcinoma corticosurrenale, che abbiano precedentemente ricevuto un trattamento chiamato EDP-M (ed eventualmente chirurgia per ridurre le dimensioni del tumore), senza peggioramento della malattia dopo i primi 4-6 cicli di trattamento. I pazienti devono avere uno stato di performance ECOG di 0 o 1 e una funzione adeguata degli organi e del midollo osseo, inclusi livelli di emoglobina superiori a 9,0 g/dL, conta dei neutrofili superiore a 1,5 x 10⁹/L e piastrine superiori a 75 x 10⁹/L.
Criteri di esclusione: Pazienti che non hanno completato 4-6 cicli di trattamento EDP-M, pazienti la cui malattia è progredita dopo il trattamento EDP-M, donne in gravidanza o allattamento, e pazienti con altre gravi condizioni di salute che potrebbero interferire con lo studio.
Studio sull’efficacia dell’aggiunta di progesterone alla chemioterapia con etoposide, doxorubicina, cisplatino e mitotane per pazienti con carcinoma corticosurrenale avanzato
Localizzazione: Italia
Questo trial valuta se l’aggiunta dell’ormone progesterone a uno schema chemioterapico standard possa migliorare i risultati nei pazienti con carcinoma corticosurrenale avanzato o metastatico. Il regime chemioterapico standard include cisplatino, etoposide e doxorubicina, somministrati per via endovenosa, oltre a mitotane, assunto per via orale in compresse. I partecipanti saranno assegnati casualmente a ricevere la combinazione di chemioterapia con progesterone oppure chemioterapia con placebo.
L’obiettivo dello studio è determinare se l’aggiunta di progesterone possa migliorare la risposta al trattamento nei pazienti con questa forma aggressiva di tumore. Durante lo studio, i partecipanti riceveranno controlli medici regolari per monitorare la sicurezza e l’efficacia del trattamento.
Criteri principali di inclusione: Pazienti con diagnosi confermata di carcinoma corticosurrenale avanzato localmente o metastatico, non operabile chirurgicamente, con età superiore ai 18 anni. I pazienti devono avere uno stato di performance ECOG di 0-2, un’aspettativa di vita superiore a 3 mesi e una funzione adeguata degli organi, inclusi neutrofili superiori a 1.000/mm³ e piastrine superiori a 80.000/mm³. È richiesto l’uso di contraccezione efficace durante lo studio.
Criteri di esclusione: Pazienti con altri tipi di tumore, non in stadio avanzato o metastatico, donne in gravidanza o allattamento, pazienti con allergie note ai farmaci dello studio o con storia di abuso di sostanze.
Studio di pembrolizumab per pazienti con carcinoma corticosurrenale avanzato
Localizzazione: Polonia
Questo studio clinico valuta l’efficacia e la sicurezza di pembrolizumab, un farmaco immunoterapico, nel trattamento del carcinoma corticosurrenale in stadio avanzato. Il pembrolizumab è un inibitore del checkpoint immunitario che agisce bloccando una proteina specifica chiamata PD-1 sulle cellule immunitarie, permettendo al sistema immunitario di riconoscere e attaccare più efficacemente le cellule tumorali.
I partecipanti riceveranno pembrolizumab tramite iniezione endovenosa. Lo studio monitorerà come il tumore risponde al trattamento nel tempo, valutando se il tumore si riduce o smette di crescere. Verranno inoltre valutati il tempo di sopravvivenza senza progressione della malattia, la durata della risposta al trattamento e la sopravvivenza globale dei pazienti, oltre alla loro qualità di vita.
Criteri principali di inclusione: Pazienti di età superiore ai 18 anni con diagnosi confermata di carcinoma corticosurrenale e progressione della malattia confermata secondo i criteri RECIST 1.1 negli ultimi 6 mesi, dopo aver ricevuto almeno una linea di trattamento con EDP o EDP-M. I pazienti devono avere uno stato di performance ECOG inferiore a 2 e una funzione adeguata del midollo osseo e degli organi interni, con emoglobina di almeno 9 g/dL, neutrofili superiori a 1.500/mm³ e piastrine superiori a 100.000/mm³.
Criteri di esclusione: Pazienti con altri tipi di tumore, non negli stadi avanzati della malattia, o appartenenti a popolazioni vulnerabili che lo studio non può includere in sicurezza.
Studio su mitotane da solo o con cisplatino ed etoposide per pazienti con carcinoma corticosurrenale ad alto rischio dopo chirurgia
Localizzazione: Francia, Germania, Svezia
Questo studio confronta due approcci terapeutici per pazienti ad alto rischio di recidiva dopo l’intervento chirurgico per carcinoma corticosurrenale. Un gruppo riceverà mitotane da solo, mentre l’altro riceverà una combinazione di mitotane con cisplatino ed etoposide. Questi trattamenti vengono somministrati dopo la rimozione chirurgica del tumore per aiutare a prevenire la ricomparsa della malattia.
Il mitotane viene assunto per via orale, mentre cisplatino ed etoposide vengono somministrati per via endovenosa in cicli di 21 giorni. Per i pazienti nel gruppo di combinazione, sono previsti quattro cicli di trattamento. Lo studio include controlli regolari con esami del sangue e test di imaging (come TAC o risonanza magnetica) ogni 12 settimane per monitorare eventuali segni di recidiva del tumore.
Criteri principali di inclusione: Diagnosi confermata di carcinoma corticosurrenale tramite istologia con punteggio di Weiss di 3 o superiore, stadio I-III con alto rischio di recidiva, entro 90 giorni dall’intervento chirurgico curativo. I pazienti devono avere almeno 18 anni, uno stato di performance ECOG di 0-2, e test di imaging (TAC, risonanza magnetica o FDG-PET) eseguiti entro 12 settimane prima dell’ingresso nello studio che non mostrino evidenza chiara di diffusione del tumore. Il Ki67 deve essere superiore al 10%.
Criteri di esclusione: Pazienti che non hanno subito chirurgia per rimuovere il tumore, con altri tipi di tumore, donne in gravidanza o allattamento, pazienti con gravi problemi cardiaci, epatici o renali, o che stanno partecipando ad un altro studio clinico.
Farmaci sperimentali negli studi
Gli studi clinici presentati utilizzano diverse classi di farmaci:
- Immunoterapie: Cemiplimab e pembrolizumab sono inibitori del checkpoint immunitario che agiscono bloccando proteine specifiche (rispettivamente PD-1) che impediscono al sistema immunitario di attaccare le cellule tumorali.
- Chemioterapici: Cisplatino, etoposide e doxorubicina sono farmaci chemioterapici che agiscono danneggiando il DNA delle cellule tumorali o impedendo loro di dividersi e crescere.
- Terapia mirata: Il mitotane è un farmaco specifico per il carcinoma corticosurrenale che altera la produzione di ormoni nelle ghiandole surrenali e agisce direttamente sulle cellule tumorali.
- Terapia ormonale: Il progesterone, un ormone, viene studiato per il suo potenziale nel potenziare l’efficacia della chemioterapia standard.
Sintesi e considerazioni finali
I quattro studi clinici attualmente in corso per il carcinoma corticosurrenale rappresentano approcci terapeutici diversificati, dalla terapia di mantenimento con immunoterapia alla chemioterapia adiuvante dopo chirurgia. È significativo notare che tre dei quattro studi incorporano l’immunoterapia, riflettendo l’interesse crescente per questo approccio terapeutico nel trattamento dei tumori rari.
Gli studi si rivolgono a diverse popolazioni di pazienti: alcuni sono focalizzati sulla malattia avanzata e metastatica, mentre altri si concentrano sulla prevenzione delle recidive dopo l’intervento chirurgico in pazienti ad alto rischio. Questa varietà offre potenziali opzioni per pazienti in diverse fasi della malattia.
La maggior parte degli studi richiede che i pazienti abbiano ricevuto almeno una linea di trattamento precedente, con l’eccezione dello studio adiuvante post-chirurgico. I criteri di inclusione generalmente richiedono una buona funzione d’organo e uno stato di performance adeguato, sottolineando l’importanza di una valutazione medica completa prima dell’arruolamento.
Per i pazienti interessati a partecipare a uno studio clinico, è fondamentale discutere con il proprio oncologo di riferimento per valutare l’idoneità e comprendere appieno i potenziali benefici e rischi associati alla partecipazione. La partecipazione a studi clinici non solo può offrire accesso a terapie innovative, ma contribuisce anche al progresso della conoscenza scientifica su questa patologia rara.













