L’amiloidosi primaria, nota anche come amiloidosi a catene leggere (AL), è una rara malattia in cui proteine anomale chiamate amiloidi si accumulano negli organi e nei tessuti, compromettendone il normale funzionamento. Attualmente sono in corso 6 studi clinici in Europa e a livello internazionale per valutare nuove opzioni terapeutiche per questa patologia.
Studi clinici sull’amiloidosi primaria: nuove opportunità di trattamento
L’amiloidosi primaria (AL) è una condizione grave in cui proteine anomale, derivate dalle catene leggere delle immunoglobuline, si depositano in vari organi come cuore, reni, fegato e sistema nervoso. Questi depositi possono causare un progressivo deterioramento della funzione degli organi colpiti. Attualmente sono disponibili diversi studi clinici che stanno testando nuovi approcci terapeutici per migliorare la prognosi e la qualità di vita dei pazienti.
Studi clinici attualmente attivi
Studio su Teclistamab per pazienti con amiloidosi AL precedentemente trattati
Località: Francia, Germania, Grecia, Italia, Paesi Bassi
Questo studio clinico si concentra sull’uso di teclistamab, un farmaco innovativo appartenente alla classe dei BiTE (bispecific T-cell engager), progettato per aiutare il sistema immunitario a identificare e distruggere le cellule anomale. Lo studio è rivolto a pazienti che hanno già ricevuto trattamenti precedenti per l’amiloidosi AL. Teclistamab viene somministrato mediante iniezioni sottocutanee nel corso di cicli di trattamento. L’obiettivo principale è valutare la risposta della malattia dopo tre cicli di terapia, monitorando anche la durata della risposta, il miglioramento della funzione degli organi colpiti e la sicurezza complessiva del trattamento.
I criteri di inclusione richiedono una diagnosi confermata di amiloidosi AL, età minima di 18 anni, uno stato di performance ECOG di 0-2 e malattia cardiaca in stadio Mayo I-IIIA. I pazienti devono aver ricevuto almeno un trattamento precedente, inclusi farmaci specifici come daratumumab e bortezomib. Durante lo studio, i partecipanti saranno regolarmente valutati per monitorare eventuali cambiamenti nelle loro condizioni di salute e qualsiasi effetto collaterale.
Studio sulla sicurezza ed efficacia di Sargramostim con Daratumumab, Ciclofosfamide, Bortezomib e Desametasone in pazienti con amiloidosi a catene leggere non trattati
Località: Polonia
Questo studio valuta una combinazione innovativa di trattamenti per pazienti con amiloidosi a catene leggere che non hanno ancora ricevuto terapie. Il regime terapeutico, chiamato D-VCd, include daratumumab, ciclofosfamide, bortezomib e desametasone. A questa combinazione viene aggiunto sargramostim, una sostanza che stimola la produzione di globuli bianchi e può contribuire alla degradazione dei depositi di amiloide.
I partecipanti devono avere almeno 18 anni, una diagnosi confermata di amiloidosi AL con malattia misurabile e almeno un organo interessato dalla patologia. Lo stato di performance ECOG deve essere 0, 1 o 2. Lo studio mira a determinare se questa combinazione di farmaci possa produrre una risposta ematologica completa e migliorare la funzione degli organi colpiti. I pazienti vengono monitorati regolarmente per valutare l’efficacia del trattamento e gestire eventuali effetti collaterali. Lo studio dovrebbe concludersi entro settembre 2026.
Studio su Daratumumab, Bortezomib, Ciclofosfamide e Desametasone per pazienti con amiloidosi AL di nuova diagnosi con coinvolgimento cardiaco
Località: Francia, Germania, Grecia, Italia, Paesi Bassi, Spagna
Questo ampio studio internazionale si concentra specificamente sui pazienti con amiloidosi AL di nuova diagnosi che presenta coinvolgimento cardiaco. La ricerca valuta una combinazione di farmaci che include daratumumab, bortezomib, ciclofosfamide e desametasone sodio fosfato. L’obiettivo principale è comprendere la sicurezza cardiaca di questi trattamenti e identificare strategie per ridurre gli effetti collaterali a carico del cuore.
I partecipanti devono avere almeno 18 anni e una nuova diagnosi di amiloidosi AL sistemica con coinvolgimento cardiaco. Lo stato di performance ECOG deve essere compreso tra 0 e 2, e i valori degli esami del sangue devono rientrare in parametri specifici. Durante lo studio, alcuni partecipanti potrebbero ricevere un placebo per confrontare gli effetti dei trattamenti reali. Lo studio include anche un’analisi approfondita del comportamento di daratumumab nell’organismo, in particolare nelle minoranze etniche e razziali. La conclusione dello studio è prevista per febbraio 2028.
Studio su Daratumumab, Ciclofosfamide, Bortezomib e Desametasone per pazienti con amiloidosi AL sistemica di nuova diagnosi
Località: Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Spagna, Svezia
Questo studio multicentrico europeo coinvolge pazienti con diagnosi recente di amiloidosi AL sistemica. I partecipanti vengono assegnati casualmente a due gruppi: uno riceve la combinazione di daratumumab con ciclofosfamide, bortezomib e desametasone (regime CyBorD), mentre l’altro gruppo riceve solo il regime CyBorD senza daratumumab. Lo scopo è confrontare l’efficacia dei due approcci nel gestire la malattia.
I criteri di inclusione richiedono un’età di almeno 18 anni, una diagnosi confermata di amiloidosi con malattia misurabile attraverso specifici esami del sangue, e il coinvolgimento di almeno un organo. I pazienti devono avere parametri ematici, epatici e renali adeguati. Lo studio ha una durata prevista fino a 36 mesi, durante i quali i partecipanti ricevono trattamenti regolari e monitoraggio per valutare la risposta alla terapia. L’obiettivo primario è determinare il tasso complessivo di risposta ematologica completa. La conclusione è prevista per dicembre 2024.
Studio sulla sicurezza ed efficacia di Linvoseltamab, Sarilumab e Desametasone in adulti con amiloidosi AL recidivante o refrattaria
Località: Grecia, Spagna
Questo studio innovativo valuta linvoseltamab, un nuovo farmaco per pazienti la cui malattia è ritornata o non ha risposto ai trattamenti precedenti. Linvoseltamab viene somministrato come soluzione per infusione endovenosa. Lo studio è condotto in due fasi: la prima si concentra sulla valutazione della sicurezza e della tollerabilità del farmaco, determinando il dosaggio ottimale; la seconda fase valuta l’efficacia nel trattare la malattia.
I pazienti eleggibili devono avere una diagnosi confermata di amiloidosi AL con malattia misurabile e aver ricevuto da uno a quattro trattamenti precedenti. È richiesto un livello di NT-proBNP (un marcatore della funzione cardiaca) pari o inferiore a 8500 ng/L e uno stato di performance ECOG di 2 o inferiore. Durante lo studio, alcuni partecipanti potrebbero ricevere un placebo per confronto. I pazienti vengono monitorati attentamente per valutare come linvoseltamab influenzi la malattia e la sua progressione, raccogliendo dati anche su eventuali effetti collaterali. Lo studio si protrarrà per diversi anni per garantire una raccolta e analisi completa dei dati.
Studio su Birtamimab e Bortezomib per pazienti con amiloidosi a catene leggere avanzata
Località: Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Cechia, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Israele, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Spagna
Questo ampio studio internazionale si concentra sui pazienti con forme avanzate di amiloidosi AL, specificatamente quelli in stadio Mayo IV. Lo studio valuta l’efficacia e la sicurezza di birtamimab, un anticorpo monoclonale progettato per neutralizzare le sostanze dannose nell’organismo. Birtamimab viene utilizzato in combinazione con il trattamento standard che include bortezomib, un farmaco che rallenta o arresta la crescita delle cellule anomale.
Lo studio è strutturato in due fasi: una fase in doppio cieco, in cui né i partecipanti né i ricercatori sanno chi riceve il trattamento reale o il placebo, e una fase di estensione in aperto, in cui tutti i partecipanti ricevono birtamimab per valutarne la sicurezza a lungo termine. I criteri di inclusione richiedono un’età minima di 18 anni, una nuova diagnosi di amiloidosi AL senza trattamenti precedenti, coinvolgimento cardiaco e stadio Mayo IV confermato da specifici esami del sangue. I pazienti devono inoltre avere in programma l’inizio di una chemioterapia di prima linea che include bortezomib settimanale sottocutaneo.
Durante lo studio, i ricercatori monitoreranno attentamente la salute dei partecipanti, valutando risultati importanti come il tempo di sopravvivenza, i cambiamenti nelle capacità fisiche (tramite il test del cammino di 6 minuti) e la qualità di vita nell’arco di nove mesi. Birtamimab viene somministrato mediante infusione endovenosa. La conclusione dello studio è prevista per giugno 2027.
Sintesi e considerazioni importanti
Gli studi clinici attualmente in corso per l’amiloidosi primaria rappresentano un’importante opportunità per i pazienti di accedere a terapie innovative. Si possono evidenziare diverse tendenze significative:
- Varietà di approcci terapeutici: Gli studi spaziano da farmaci per pazienti di nuova diagnosi a terapie per malattia recidivante o refrattaria, offrendo opzioni per diverse fasi della malattia.
- Combinazioni farmacologiche: Molti studi utilizzano combinazioni di farmaci (come daratumumab, bortezomib, ciclofosfamide e desametasone) per massimizzare l’efficacia del trattamento.
- Farmaci innovativi: Nuovi agenti come teclistamab, linvoseltamab e birtamimab rappresentano approcci terapeutici di nuova generazione, basati su meccanismi d’azione innovativi come gli anticorpi bispecifici e monoclonali.
- Attenzione alla sicurezza cardiaca: Diversi studi pongono particolare enfasi sulla valutazione e gestione degli effetti collaterali cardiaci, considerando che il cuore è uno degli organi più frequentemente colpiti dall’amiloidosi AL.
- Ampia distribuzione geografica: Gli studi sono condotti in numerosi paesi europei e internazionali, facilitando l’accesso a queste opportunità per un maggior numero di pazienti.
- Monitoraggio approfondito: Tutti gli studi prevedono un attento monitoraggio dei partecipanti con valutazioni regolari della risposta al trattamento, della funzione degli organi e della qualità di vita.
È fondamentale che i pazienti interessati a partecipare a uno di questi studi discutano approfonditamente con il proprio medico curante per valutare l’idoneità e comprendere appieno i potenziali benefici e rischi associati. La partecipazione a uno studio clinico può offrire accesso a trattamenti all’avanguardia e contribuire al progresso della ricerca medica per questa rara e grave malattia.












