Indice
- Panoramica degli studi su Valsartan
- Studi nello scompenso cardiaco
- Studi nelle malattie ereditarie dell’aorta
- Altre popolazioni e altri obiettivi clinici
- Endpoint e misure di risultato
- Chi può partecipare
- Fasi degli studi e tipo di studio
Panoramica degli studi su Valsartan
Nei trial raccolti, Valsartan compare in studi su più malattie, soprattutto cardiache, ma anche in un trial su pazienti trapiantati di rene e in uno su malattie ereditarie dell’aorta.[1][2][3] Alcuni studi usano Valsartan da solo, mentre altri lo studiano come parte di sacubitril/Valsartan, cioè una combinazione di due farmaci valutata come trattamento unico nello studio.[4][5] I trial includono sia studi già completati sia studi autorizzati e ancora in corso.[6]
Studi nello scompenso cardiaco
La parte più ampia della ricerca riguarda lo scompenso cardiaco, cioè quando il cuore non pompa bene il sangue.[1] Alcuni trial studiano se sospendere o continuare la terapia farmacologica dopo una buona risposta alla terapia di resincronizzazione cardiaca, cioè un trattamento che aiuta il cuore a battere in modo più coordinato.[1][7]
Nel trial DRUGLESS-CRT si valuta se la sospensione della terapia neuro-ormonale non sia peggiore del mantenerla, in pazienti con cardiomiopatia non ischemica, nessuna fibrosi visibile alla risonanza magnetica, test genetici negativi e una risposta molto buona alla resincronizzazione cardiaca.[1] L’endpoint principale è la ricomparsa della disfunzione del ventricolo sinistro o dei sintomi di scompenso entro 6 mesi.[1]
Nel trial REMOVE si studia di nuovo la sospensione del trattamento farmacologico in pazienti con scompenso e funzione del ventricolo sinistro recuperata dopo resincronizzazione cardiaca.[7] Il risultato principale è la ricaduta della cardiomiopatia, definita da calo della frazione di eiezione, aumento dei volumi del ventricolo sinistro o bisogno di cure urgenti per scompenso peggiorato.[7]
Altri studi valutano se iniziare insieme o in sequenza terapie per lo scompenso, come sacubitril/Valsartan e un inibitore SGLT2, oppure se ottimizzare la terapia in modo diverso in uomini e donne.[8][9] In questi studi il focus non è solo sui sintomi, ma anche su sicurezza, ricoveri, qualità di vita e aderenza alla terapia, cioè quanto bene i pazienti riescono a seguire il trattamento prescritto.[8][9]
Studi nelle malattie ereditarie dell’aorta
Un gruppo importante di trial riguarda la sindrome di Marfan e altre malattie ereditarie dell’aorta, cioè condizioni in cui l’aorta può dilatarsi o andare incontro a complicanze.[10] In questi studi Valsartan viene valutato per vedere se può rallentare la dilatazione della radice aortica in bambini e giovani adulti.[10]
Il risultato principale è il cambiamento annuale del diametro della radice aortica misurato con ecocardiografia transtoracica, un esame con ultrasuoni del cuore e dei grandi vasi.[10] Questo tipo di studio è importante perché coinvolge pazienti giovani e mira a capire se il trattamento può rallentare un cambiamento strutturale del vaso nel tempo.[10]
Altre popolazioni e altri obiettivi clinici
Alcuni trial su Valsartan non riguardano direttamente lo scompenso cardiaco, ma condizioni collegate al cuore o ai reni.[3][11] In un trial su pazienti con diabete di tipo 2, Valsartan è tra i farmaci confrontati in una strategia di prevenzione di eventi cardiaci, con attenzione a morte cardiaca e ricovero cardiaco.[3]
In un altro studio, Valsartan è valutato in pazienti con cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva e ipertensione arteriosa, confrontato con idroclorotiazide per vedere come cambia il gradiente del tratto di efflusso del ventricolo sinistro a riposo.[11] Questo è un parametro che aiuta a capire quanto il flusso di sangue sia ostacolato all’uscita del cuore.[11]
C’è anche un trial in pazienti trapiantati di rene con segni di glomerulopatia post-trapianto, dove si vuole capire se Valsartan possa aiutare a prevenire il calo della filtrazione glomerulare, cioè della funzione di filtrazione del rene.[12] In questo studio non è indicato un endpoint primario specifico.[12]
Endpoint e misure di risultato
Gli endpoint primari cambiano molto da uno studio all’altro, ma quasi sempre servono a misurare se il trattamento funziona davvero.[1][10] Nei trial sul cuore, gli endpoint includono ricaduta dello scompenso, cambiamenti della frazione di eiezione, variazioni dei volumi del ventricolo sinistro, ricoveri e peggioramento dei sintomi.[1][7][8]
Alcuni studi usano misure di laboratorio come NT-proBNP, una sostanza del sangue che può aumentare quando il cuore è sotto stress.[4][8] Altri usano esami di imaging come risonanza magnetica, ecocardiografia o cateterismo cardiaco per misurare volume, pressione, fibrosi o funzione del cuore.[5][6][13]
Nei trial di bioequivalenza, l’obiettivo è diverso: si confrontano due formulazioni di sacubitril/Valsartan per vedere se il corpo le assorbe in modo simile.[14][2] In questi studi gli endpoint principali sono l’area sotto la curva e la concentrazione massima del farmaco nel sangue, cioè misure di esposizione del corpo al medicinale.[14][2]
Chi può partecipare
I partecipanti variano molto da studio a studio.[1][10] Alcuni trial includono persone con scompenso cardiaco con frazione di eiezione ridotta, preservata o lievemente ridotta, mentre altri richiedono una cardiomiopatia non ischemica, una risposta eccezionale alla resincronizzazione o condizioni genetiche specifiche.[1][5][7]
Altri studi sono riservati a popolazioni più particolari, come bambini e giovani adulti con sindrome di Marfan e malattie correlate, pazienti trapiantati di rene o volontari sani per i test di bioequivalenza.[10][12][14][2] Questo significa che la possibilità di partecipare dipende dal problema di salute studiato e dai criteri del singolo protocollo.[1]
Fasi degli studi e tipo di studio
Quasi tutti i trial su Valsartan riportati qui sono interventional, cioè gli studiosi assegnano un trattamento e osservano i risultati nel tempo.[1][10] La maggior parte è in fase 3, che di solito serve a confrontare trattamenti in gruppi più grandi di pazienti e a confermare efficacia e sicurezza in una popolazione più ampia.[3][5]
Ci sono anche studi di fase 1 nei volontari sani per confrontare formulazioni diverse di sacubitril/Valsartan e valutare la bioequivalenza, cioè se due prodotti si comportano in modo simile nel corpo.[14][2] Un trial è di fase 2 e valuta una nuova molecola, XXB750, in pazienti con scompenso, ma include anche terapie standard come Valsartan o sacubitril/Valsartan nel trattamento di base.[6]


