ULTEVURSEN

Questo articolo riassume gli studi clinici che stanno valutando ULTEVURSEN. Le ricerche analizzano soprattutto efficacia, sicurezza e tollerabilità in persone con retinite pigmentosa legata a mutazioni nell’esone 13 del gene USH2A. I trial sono di fase 2 e confrontano ULTEVURSEN con una procedura finta, chiamata sham.

Indice

Panoramica degli studi

I dati disponibili descrivono due studi clinici su ULTEVURSEN in persone con retinite pigmentosa dovuta a mutazioni nell’esone 13 del gene USH2A.[1][2] Entrambi gli studi sono stati disegnati per valutare efficacia, sicurezza e tollerabilità.[1][2]

In entrambi i trial, il trattamento è stato confrontato con una procedura sham, cioè una procedura finta che imita l’iniezione attiva ma senza penetrazione del globo oculare.[1][2] Questo tipo di confronto aiuta a capire se gli effetti osservati dipendono davvero dal trattamento studiato.[1][2]

Popolazione studiata

I trial erano rivolti a soggetti con retinite pigmentosa, una malattia dell’occhio che colpisce la retina e può ridurre la vista nel tempo.[1][2] La caratteristica genetica richiesta era la presenza di mutazioni nell’esone 13 del gene USH2A.[1][2]

Questo significa che non tutti i pazienti con retinite pigmentosa erano candidati agli studi, ma solo quelli con il profilo genetico specificato nei criteri dello studio.[1][2]

Come sono strutturati i trial

Entrambi gli studi sono randomizzati e double-masked.[1][2] Randomizzato vuol dire che i partecipanti vengono assegnati ai gruppi in modo casuale, mentre double-masked significa che né i partecipanti né i ricercatori sanno chi riceve il trattamento attivo o il confronto sham.[1][2]

Il primo studio, NCT05158296, prevedeva tre bracci: sham, ULTEVURSEN 60 microgrammi e ULTEVURSEN 180 microgrammi, con uso intravitreale, cioè somministrato dentro l’occhio.[1] Anche il secondo studio, NCT06627179, includeva sham, ULTEVURSEN 60 microgrammi e ULTEVURSEN 180 microgrammi.[2]

Entrambi i trial sono di fase 2, una fase che serve a raccogliere più informazioni su efficacia, sicurezza e tollerabilità in un numero limitato di persone.[1][2]

Cosa misurano gli studi

L’esito principale, chiamato primary outcome, è il cambiamento percentuale annualizzato rispetto al valore iniziale della larghezza della EZ, misurata con la spectral-domain optical coherence tomography (SD-OCT) fino al mese 24.[1][2]

La SD-OCT è un esame di imaging che produce immagini molto dettagliate della retina.[1][2] La misura della EZ viene usata per seguire i cambiamenti della retina nel tempo e per capire se la malattia sta peggiorando o se il trattamento può modificarne l’andamento.[1][2]

Il riassunto breve di entrambi gli studi indica che l’obiettivo era valutare l’efficacia dopo 24 mesi di trattamento.[1][2]

Stato dei trial e dati principali

Lo studio NCT05158296 è riportato come Withdrawn, cioè ritirato.[1] Lo studio NCT06627179 è riportato come Authorised, cioè autorizzato.[2]

Il numero previsto di partecipanti era 75 nel primo studio e 81 nel secondo.[1][2] Questi numeri mostrano che si tratta di studi di dimensioni relativamente piccole, tipici della fase 2.[1][2]

Nel complesso, i trial su ULTEVURSEN si concentrano su una popolazione genetica molto specifica e usano un confronto sham per capire meglio i possibili effetti del trattamento sulla retina.[1][2]

Trial IDFaseCondizione studiataStatoArruolamento
NCT05158296Phase 2Retinitis Pigmentosa dovuta a mutazioni nell’esone 13 di USH2AWithdrawn75
NCT06627179Phase 2Retinitis Pigmentosa dovuta a mutazioni nell’esone 13 di USH2AAuthorised81

Sperimentazioni cliniche in corso su ULTEVURSEN

  • Studio sull’efficacia e la sicurezza di ultevursen in pazienti con retinite pigmentosa causata da mutazioni nell’esone 13 del gene USH2A

    In arruolamento

    Malattie in studio:
    Farmaci in studio:
    Belgio Danimarca Francia Germania Italia Paesi Bassi
  • Studio sull’Efficacia di Ultevursen per la Retinite Pigmentosa nei Pazienti con Mutazioni nell’Esone 13 del Gene USH2A

    Arruolamento non iniziato

    Malattie in studio:
    Farmaci in studio:
    Francia Germania Italia Paesi Bassi

Glossario

  • Retinite pigmentosa: Malattia degli occhi che colpisce la retina e può causare una perdita progressiva della vista.
  • USH2A: Gene coinvolto in alcune forme di retinite pigmentosa. Nei trial, l’attenzione è sulle mutazioni nell’esone 13 di questo gene.
  • Esone 13: Parte specifica di un gene. In questi studi, la mutazione in questa zona è il motivo per cui le persone possono essere incluse.
  • Fase 2: Fase di ricerca che serve a valutare meglio efficacia, sicurezza e tollerabilità in un numero limitato di persone.
  • Sham: Procedura finta usata come confronto negli studi. Somiglia al trattamento vero, ma non è il trattamento attivo.
  • Double-masked: Né i partecipanti né i ricercatori sanno chi riceve il trattamento attivo o la procedura di confronto, per ridurre i bias.
  • Randomized: I partecipanti vengono assegnati ai gruppi in modo casuale, non scelto da chi conduce lo studio.
  • Intravitreal use: Somministrazione dentro l’occhio, in questo caso nel vitreo, la parte gelatinosa all’interno del bulbo oculare.
  • Tollerabilità: Quanto bene una persona riesce a sopportare un trattamento durante lo studio.
  • Spectral-domain optical coherence tomography (SD-OCT): Esame di imaging che crea immagini dettagliate della retina e aiuta a misurare i cambiamenti nel tempo.
  • EZ width: Misura di una zona della retina osservata negli esami OCT; nei trial viene usata per seguire l’andamento della malattia.

Riferimenti

  1. https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-di-ultevursen-per-la-retinite-pigmentosa-nei-pazienti-con-mutazioni-nellesone-13-del-gene-ush2a/
  2. https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-e-la-sicurezza-di-ultevursen-in-pazienti-con-retinite-pigmentosa-causata-da-mutazioni-nellesone-13-del-gene-ush2a/