Indice dei Contenuti
- Cos’è il Napabucasin?
- Come Funziona il Napabucasin
- Tumori Trattati con il Napabucasin
- Terapie Combinate
- Somministrazione e Dosaggio
- Studi Clinici e Ricerca
- Effetti Collaterali e Sicurezza
Cos’è il Napabucasin?
Il Napabucasin, noto anche come BBI608, BBI-608 o BB608, è un farmaco sperimentale contro il cancro attualmente in fase di studio per il suo potenziale nel trattamento di vari tipi di tumori avanzati[1]. È considerato un inibitore della staminalità del cancro, il che significa che prende di mira le cellule staminali tumorali – un tipo di cellula ritenuta responsabile della crescita e della diffusione del cancro[2].
Come Funziona il Napabucasin
Il Napabucasin agisce prendendo di mira specifici percorsi nelle cellule tumorali, in particolare quelli coinvolti nella funzione delle cellule staminali del cancro. Uno dei bersagli principali è una proteina chiamata STAT3, che si ritiene svolga un ruolo nella sopravvivenza e nella crescita delle cellule tumorali[2]. Inibendo questi percorsi, il napabucasin potrebbe contribuire a rallentare o arrestare la progressione del cancro.
Tumori Trattati con il Napabucasin
Il Napabucasin è oggetto di studi clinici per diversi tipi di tumori avanzati, tra cui:
- Cancro colorettale: Un tumore che inizia nel colon o nel retto[3]
- Cancro del polmone non a piccole cellule: Un tipo di cancro ai polmoni che rappresenta la forma più comune della malattia[2]
- Cancro del pancreas: Un tumore che inizia nel pancreas, un organo situato dietro lo stomaco[4]
- Carcinoma epatocellulare: Il tipo più comune di cancro al fegato[5]
- Glioblastoma: Un tipo aggressivo di cancro al cervello[6]
Terapie Combinate
Il Napabucasin viene spesso studiato in combinazione con altri trattamenti antitumorali. Alcune delle combinazioni in fase di studio includono:
- Napabucasin con paclitaxel (un farmaco chemioterapico)[2]
- Napabucasin con FOLFIRI (un regime chemioterapico combinato)[3]
- Napabucasin con nab-paclitaxel e gemcitabina (farmaci chemioterapici)[4]
- Napabucasin con sorafenib (un farmaco a terapia mirata)[5]
- Napabucasin con temozolomide (un farmaco chemioterapico)[6]
- Napabucasin con pembrolizumab (un farmaco immunoterapico)[7]
Queste combinazioni sono in fase di sperimentazione per verificare se possono migliorare l’efficacia del trattamento rispetto all’uso dei farmaci da soli.
Somministrazione e Dosaggio
Il Napabucasin viene tipicamente assunto per via orale sotto forma di compresse o capsule. Il dosaggio e la frequenza possono variare a seconda dello specifico studio clinico e del tipo di cancro trattato. Alcuni regimi di dosaggio comuni includono:
È importante notare che questi dosaggi sono ancora in fase di studio e la dose ottimale può variare per diversi pazienti e tipi di cancro.
Studi Clinici e Ricerca
Il Napabucasin è attualmente oggetto di varie fasi di studi clinici, dai primi studi di Fase 1 ai più ampi studi di Fase 3. Questi studi sono progettati per valutare:
- La sicurezza e gli effetti collaterali del napabucasin
- La sua efficacia contro diversi tipi di cancro
- I modi migliori per combinarlo con altri trattamenti
- Come influisce sulla qualità della vita dei pazienti
I ricercatori stanno anche esaminando biomarcatori (indicatori biologici) che potrebbero aiutare a prevedere quali pazienti hanno maggiori probabilità di beneficiare del trattamento con napabucasin[2].
Effetti Collaterali e Sicurezza
Come tutti i trattamenti antitumorali, il napabucasin può causare effetti collaterali. La gamma completa di potenziali effetti collaterali è ancora in fase di studio, ma alcuni di quelli segnalati negli studi clinici includono:
- Diarrea
- Nausea
- Affaticamento
- Diminuzione dell’appetito
La gravità e la frequenza di questi effetti collaterali possono variare a seconda del dosaggio e del fatto che il napabucasin venga somministrato da solo o in combinazione con altri farmaci. È importante che i pazienti discutano dei potenziali effetti collaterali con il proprio team sanitario[4].
Vale la pena notare che il napabucasin è ancora un farmaco sperimentale e non è ancora approvato per l’uso generale al di fuori degli studi clinici. I pazienti interessati a questo trattamento dovrebbero parlare con il proprio oncologo della possibilità di partecipare a uno studio clinico.

