Imetelstat Sodium

Questo articolo riassume gli studi clinici su Imetelstat Sodium. I trial valutano soprattutto efficacia e sicurezza in persone con sindromi mielodisplastiche, leucemia mieloide acuta e mielofibrosi, spesso dopo il fallimento di altre terapie. Le popolazioni studiate includono pazienti refrattari o resistenti a trattamenti precedenti.

Indice

Panoramica degli studi

I trial su Imetelstat Sodium stanno valutando questo trattamento in persone con malattie del sangue diverse, soprattutto sindrome mielodisplastica (MDS), leucemia mieloide acuta (AML) e mielofibrosi.[1] Gli obiettivi principali sono capire se il trattamento è efficace e se è sicuro nelle popolazioni studiate.[1][2][3][4]

Gli studi riportati includono un trial di fase 2 in AML e MDS dopo fallimento di terapia HMA, uno studio di fase 3 nella mielofibrosi e uno studio di fase 4 in MDS a basso o intermedio-1 rischio dipendente da trasfusioni.[1][2][3]

Popolazioni studiate

Le persone incluse nei trial non sono pazienti generici, ma gruppi molto specifici.[1][2][3][4] Alcuni studi riguardano pazienti con AML o MDS che non rispondono o sono refrattari a una terapia HMA, cioè a trattamenti con agenti ipometilanti.[1][2]

Un altro studio include persone con mielofibrosi di rischio intermedio-2 o alto rischio che non rispondono più a un JAK-inibitore, cioè una terapia già usata prima dello studio.[3] Un ulteriore studio riguarda pazienti con MDS a basso o intermedio-1 rischio che dipendono dalle trasfusioni di globuli rossi e che hanno avuto una malattia ricaduta o refrattaria dopo la terapia con ESA.[4]

Fasi dei trial e confronto tra trattamenti

Due studi sono in fase 2 e cercano soprattutto di valutare efficacia e sicurezza in pazienti con AML e MDS dopo fallimento di HMA-based therapy.[1][2] Lo studio nella mielofibrosi è in fase 3 e confronta Imetelstat Sodium con la best available therapy (BAT), cioè la migliore terapia disponibile secondo il protocollo dello studio.[3]

Lo studio in MDS è in fase 4 e confronta Imetelstat con placebo in una parte del programma di ricerca.[4] La fase 4 di solito serve a raccogliere ulteriori dati dopo le fasi precedenti, con attenzione a efficacia, sicurezza e risultati nel tempo.[4]

Endpoint principali misurati

Negli studi di fase 2 su AML e MDS, l’endpoint primario è il tasso di risposta globale valutato dopo 4 mesi di trattamento.[1][2] Questo significa che i ricercatori vogliono vedere quante persone ottengono una risposta definita dai criteri di valutazione usati per MDS e AML.[1][2]

Nello studio di fase 3 nella mielofibrosi, l’endpoint primario è la sopravvivenza globale (OS), cioè il tempo dalla randomizzazione fino al decesso per qualunque causa.[3] Questo è un risultato importante perché mostra se il trattamento può aiutare le persone a vivere più a lungo.[3]

Nello studio di fase 4 in MDS, l’endpoint primario è il tasso di indipendenza dalle trasfusioni di globuli rossi per almeno 8 settimane.[4] In pratica, i ricercatori vogliono sapere quante persone non hanno bisogno di trasfusioni di globuli rossi per un periodo continuo di 56 giorni.[4]

I singoli studi riportati

Lo studio 2022-500721-32-00 è un trial interventional di fase 2, con 46 partecipanti previsti, in pazienti con AML e MDS che falliscono o sono refrattari alla terapia HMA-based.[1] Il suo obiettivo principale è valutare la risposta globale dopo 4 mesi di trattamento.[1]

Lo studio NCT05583552 ha lo stesso titolo e la stessa popolazione del trial precedente, ma risulta autorizzato.[2] Anche qui la fase è 2, l’arruolamento previsto è 46 e l’endpoint primario è il tasso di risposta globale dopo 4 mesi.[2]

Lo studio NCT04576156 è un trial di fase 3, autorizzato, con 354 partecipanti previsti, in persone con mielofibrosi intermedio-2 o ad alto rischio che non rispondono al trattamento con JAK-inibitori.[3] Il confronto è tra Imetelstat Sodium e BAT, con focus sulla sopravvivenza globale.[3]

Lo studio NCT02598661 è un trial di fase 4, autorizzato, con 224 partecipanti previsti, in soggetti con MDS a basso o intermedio-1 rischio e dipendenti da trasfusioni.[4] Il programma include una parte di confronto con placebo e una fase di estensione per valutare sicurezza a lungo termine, sopravvivenza globale e progressione della malattia, compresa la progressione verso AML.[4]

Stato degli studi

Tra i trial riportati, uno risulta Withdrawn, cioè ritirato prima di essere portato avanti come previsto.[1] Gli altri studi risultano Authorised, quindi approvati per essere condotti secondo le informazioni fornite.[2][3][4]

Nel complesso, questi studi mostrano che la ricerca su Imetelstat Sodium si concentra su pazienti con malattie ematologiche difficili da trattare, spesso dopo il fallimento di altre terapie.[1][2][3][4] I risultati misurati sono clinicamente importanti perché riguardano la risposta alla terapia, la sopravvivenza e il bisogno di trasfusioni.[1][3][4]

ID trial Fase Condizione studiata Stato Arruolamento
2022-500721-32-00 Phase 2 AML e MDS dopo fallimento di terapia HMA Withdrawn 46
NCT05583552 Phase 2 AML e MDS dopo fallimento di terapia HMA Authorised 46
NCT04576156 Phase 3 Mielofibrosi intermedio-2 o ad alto rischio, non responsiva a JAK-inibitore Authorised 354
NCT02598661 Phase 4 MDS a basso o intermedio-1 rischio, dipendente da trasfusioni Authorised 224

Sperimentazioni cliniche in corso su Imetelstat Sodium

  • Studio sull’efficacia di Imetelstat in pazienti con sindrome mielodisplastica o leucemia mieloide acuta resistenti alla terapia a base di agenti ipometilanti

    Arruolamento non iniziato

    1 1 1
    Francia Germania
  • Studio su Imetelstat per pazienti con mielofibrosi a rischio intermedio-2 o alto non rispondenti a inibitori JAK

    Arruolamento concluso

    1 1 1 1
    Malattie in studio:
    Austria Belgio Bulgaria Danimarca Francia Germania +5
  • Studio sull’Imetelstat nei pazienti con sindrome mielodisplastica a basso rischio IPSS o intermedio-1 dipendenti da trasfusioni

    Arruolamento concluso

    1 1 1
    Farmaci in studio:
    Belgio Cechia Francia Germania Italia Paesi Bassi +2
  • Studio sull’efficacia e sicurezza di Imetelstat in pazienti con sindrome mielodisplastica o leucemia mieloide acuta resistenti alla terapia a base di agenti ipometilanti

    Arruolamento concluso

    1 1 1
    Francia Germania

Glossario

  • Sindrome mielodisplastica (MDS): Un gruppo di malattie del midollo osseo in cui le cellule del sangue non maturano in modo normale. Questo può causare anemia, infezioni o sanguinamenti.
  • Leucemia mieloide acuta (AML): Un tumore del sangue che cresce rapidamente e coinvolge cellule immature del midollo osseo.
  • Mielofibrosi: Una malattia del midollo osseo che può causare cicatrizzazione del midollo e problemi nella produzione delle cellule del sangue.
  • Terapia HMA: Trattamento con agenti ipometilanti, usato in alcuni pazienti con MDS o AML. Nei trial, alcuni pazienti non rispondevano più a questa terapia.
  • Refrattario: Significa che la malattia non risponde bene a un trattamento.
  • Ricaduto: Significa che la malattia è tornata dopo una risposta o un miglioramento precedente.
  • JAK-inibitore: Un tipo di terapia usata in alcune persone con mielofibrosi. In uno studio, i pazienti non rispondevano più a questo trattamento.
  • Sopravvivenza globale (OS): Il tempo che passa dall’inizio dello studio fino al decesso per qualunque causa.
  • Trasfusione di globuli rossi indipendente: Vuol dire che il paziente non ha bisogno di trasfusioni di globuli rossi per un certo periodo di tempo.
  • Endpoint primario: Il risultato principale che i ricercatori vogliono misurare per capire se il trial ha successo.

Riferimenti

  1. https://clinicaltrials.gov/study/2022-500721-32-00
  2. https://studi-clinici.it/studio/studio-sullefficacia-e-sicurezza-di-imetelstat-in-pazienti-con-sindrome-mielodisplastica-o-leucemia-mieloide-acuta-resistenti-alla-terapia-a-base-di-agenti-ipometilanti/
  3. https://studi-clinici.it/studio/studio-su-imetelstat-per-pazienti-con-mielofibrosi-a-rischio-intermedio-2-o-alto-non-rispondenti-a-inibitori-jak/
  4. https://studi-clinici.it/studio/studio-sullimetelstat-nei-pazienti-con-sindrome-mielodisplastica-a-basso-rischio-ipss-o-intermedio-1-dipendenti-da-trasfusioni/