Cloridrato di Atomoxetina: Una Guida Completa per i Pazienti

Questo articolo esamina l’uso dell’Atomoxetina Cloridrato, nota anche come Strattera, negli studi clinici per il trattamento del Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD) e condizioni correlate. L’Atomoxetina è un farmaco non stimolante che è stato studiato in diverse popolazioni, compresi bambini, adolescenti e adulti con ADHD, così come in individui con sindrome alcolica fetale. Gli studi mirano a valutare l’efficacia del farmaco, la sicurezza e gli effetti a lungo termine sui sintomi, la qualità della vita e il funzionamento familiare.

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    Indice dei Contenuti

    Cos’è il Cloridrato di Atomoxetina?

    Il Cloridrato di Atomoxetina, noto anche con il nome commerciale Strattera o con il codice di ricerca LY139603, è un farmaco utilizzato principalmente per trattare il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD)[1]. È un farmaco non stimolante, il che significa che agisce in modo diverso rispetto ad altri comuni farmaci per l’ADHD come le anfetamine o il metilfenidato[2].

    Quali Condizioni Tratta l’Atomoxetina?

    L’atomoxetina è utilizzata principalmente per trattare:

    • Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD): Questa è una condizione caratterizzata da difficoltà di attenzione, iperattività e comportamento impulsivo. Colpisce sia bambini che adulti[1][2].
    • Disturbo da Deficit di Attenzione (ADD): Questo è simile all’ADHD ma senza la componente di iperattività[3].

    I ricercatori stanno anche studiando i potenziali benefici dell’atomoxetina per altre condizioni, tra cui:

    • Sindrome Alcolica Fetale (FAS): Una condizione che può verificarsi nei bambini le cui madri hanno consumato alcol durante la gravidanza, portando a vari problemi di sviluppo[3].
    • Sincope Vasovagale: Una condizione in cui una persona sviene a causa di un improvviso calo della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna, spesso scatenato da determinati stimoli[4].

    Come Funziona l’Atomoxetina?

    L’atomoxetina funziona aumentando i livelli di un neurotrasmettitore chiamato norepinefrina nel cervello. I neurotrasmettitori sono sostanze chimiche che aiutano a trasmettere segnali tra le cellule nervose. Nello specifico, l’atomoxetina è un inibitore selettivo della ricaptazione della norepinefrina (SNRI). Ciò significa che impedisce il riassorbimento (ricaptazione) della norepinefrina, permettendo a una maggiore quantità di questo neurotrasmettitore di essere disponibile nel cervello[5].

    Nell’ADHD, si ritiene che l’aumento dei livelli di norepinefrina possa aiutare a migliorare l’attenzione, ridurre l’impulsività e diminuire l’iperattività. A differenza dei farmaci stimolanti, l’atomoxetina non aumenta i livelli di dopamina nel centro di ricompensa del cervello, motivo per cui non è considerata dipendente[2].

    Dosaggio e Somministrazione

    L’atomoxetina viene tipicamente assunta per via orale, una o due volte al giorno. Il dosaggio può variare in base a diversi fattori, tra cui:

    • L’età e il peso del paziente
    • La condizione da trattare
    • Come il paziente risponde al farmaco
    • Altre condizioni mediche del paziente

    Negli studi clinici, i dosaggi sono variati da 0,5 mg/kg/giorno a 1,8 mg/kg/giorno per bambini e adolescenti[1]. Per gli adulti, le dosi sono tipicamente comprese tra 40 mg e 100 mg al giorno[6]. È importante notare che il farmaco viene spesso iniziato a una dose più bassa e gradualmente aumentato per ridurre gli effetti collaterali[2].

    Efficacia dell’Atomoxetina

    Gli studi clinici hanno dimostrato che l’atomoxetina può essere efficace nel ridurre i sintomi dell’ADHD sia nei bambini che negli adulti. Sono stati osservati miglioramenti in:

    • Attenzione e concentrazione: I pazienti spesso riferiscono di riuscire a concentrarsi meglio sui compiti.
    • Iperattività: Si osserva spesso una riduzione dell’eccessiva attività fisica e dell’irrequietezza.
    • Impulsività: I pazienti possono trovare più facile pensare prima di agire.
    • Sintomi generali dell’ADHD: Misurati attraverso scale di valutazione standardizzate utilizzate negli studi clinici[7].

    È importante notare che l’efficacia dell’atomoxetina può variare da persona a persona. Alcuni pazienti possono notare miglioramenti entro poche settimane, mentre per altri potrebbe essere necessario più tempo[2].

    Potenziali Effetti Collaterali

    Come tutti i farmaci, l’atomoxetina può causare effetti collaterali. Gli effetti collaterali comuni riportati negli studi clinici includono:

    • Diminuzione dell’appetito
    • Nausea o mal di stomaco
    • Affaticamento o sonnolenza
    • Sbalzi d’umore o irritabilità
    • Vertigini
    • Bocca secca
    • Stitichezza

    Effetti collaterali meno comuni ma più gravi possono includere:

    • Pensieri o comportamenti suicidi (soprattutto nei giovani)
    • Problemi al fegato
    • Aumento della frequenza cardiaca o della pressione sanguigna
    • Difficoltà a urinare
    • Priapismo (erezioni prolungate e dolorose)

    È fondamentale segnalare qualsiasi effetto collaterale al proprio medico curante[8].

    Uso a Lungo Termine e Sicurezza

    Sono stati condotti studi per valutare la sicurezza e l’efficacia a lungo termine dell’atomoxetina. Uno studio ha seguito i pazienti per un periodo fino a 4 anni e ha riscontrato che il farmaco è rimasto efficace e ben tollerato durante questo periodo prolungato[2]. Tuttavia, come per qualsiasi uso di farmaci a lungo termine, sono importanti controlli regolari e il monitoraggio da parte di un operatore sanitario.

    Uso in Popolazioni Speciali

    I ricercatori hanno studiato l’atomoxetina in varie popolazioni, tra cui:

    • Bambini e adolescenti: Molti studi si concentrano su questa fascia d’età, poiché l’ADHD viene spesso diagnosticato nell’infanzia[1].
    • Adulti: L’atomoxetina ha dimostrato efficacia anche nell’ADHD degli adulti[6].
    • Pazienti con Sindrome Alcolica Fetale: Alcuni studi stanno esplorando i potenziali benefici dell’atomoxetina in questa popolazione[3].
    • Pazienti sottoposti a chirurgia bariatrica: Sono in corso ricerche per comprendere come questo intervento chirurgico possa influenzare il modo in cui l’atomoxetina viene elaborata nel corpo[9].

    Ricerca in Corso

    I ricercatori continuano a studiare l’atomoxetina per comprendere meglio i suoi effetti e i potenziali usi. Alcune aree di ricerca in corso includono:

    • Il suo potenziale utilizzo nel trattamento della sincope vasovagale (episodi di svenimento)[4].
    • Come i fattori genetici possano influenzare la risposta di una persona al farmaco[5].
    • I suoi effetti sul funzionamento familiare e sulla qualità della vita dei pazienti con ADHD[7].
    • I suoi effetti a lungo termine sulla crescita nei bambini[8].

    Come per qualsiasi farmaco, è importante discutere i potenziali benefici e rischi dell’atomoxetina con il proprio medico curante per determinare se è la scelta giusta per voi o vostro figlio.

    Aspect Details
    Study Populations Bambini, adolescenti e adulti con ADHD; individui con sindrome feto-alcolica
    Dosage Range Tipicamente da 0,5 a 1,8 mg/kg/giorno, somministrato per via orale una o due volte al giorno
    Primary Outcomes Cambiamenti nei punteggi dei sintomi ADHD, miglioramenti della qualità della vita, funzionamento familiare
    Secondary Outcomes Sicurezza ed efficacia a lungo termine, effetti sulla funzione esecutiva, ansia, depressione
    Common Side Effects Cambiamenti dell’appetito, sintomi gastrointestinali, affaticamento, cambiamenti dell’umore, disturbi del sonno
    Study Designs Studi controllati randomizzati, studi in aperto, studi di estensione a lungo termine
    Duration of Studies Da 6 settimane a 4 anni
    Special Considerations Stato del metabolizzatore CYP2D6, effetti sulla crescita nei bambini, impatto sulle dinamiche familiari

    Studi in corso con Atomoxetine Hydrochloride

    • Data di inizio: 2019-11-20

      Studio sulla Sicurezza ed Efficacia di Guanfacina e Atomoxetina nei Bambini e Adolescenti con ADHD

      Non in reclutamento

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      Il disturbo da deficit di attenzione/iperattività, noto come ADHD, è una condizione che colpisce bambini e adolescenti, causando difficoltà di attenzione, iperattività e impulsività. Questo studio si concentra sulla valutazione della sicurezza e dell’efficacia di un farmaco chiamato Guanfacina a rilascio prolungato, noto anche come Intuniv, nei bambini e adolescenti di età compresa tra 6…

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    Glossario

    • Atomoxetine Hydrochloride: Un farmaco non stimolante utilizzato per trattare il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD) aumentando i livelli di norepinefrina nel cervello. È anche conosciuto con il nome commerciale Strattera.
    • Attention Deficit Hyperactivity Disorder (ADHD): Un disturbo del neurosviluppo caratterizzato da persistente disattenzione, iperattività e impulsività che interferisce con il funzionamento o lo sviluppo.
    • Fetal Alcohol Syndrome (FAS): Una condizione che può verificarsi in una persona la cui madre ha consumato alcol durante la gravidanza, risultando in disabilità fisiche e cognitive, inclusi sintomi simili all'ADHD.
    • Clinical Global Impression (CGI) Scale: Una scala di valutazione utilizzata dai professionisti sanitari per valutare la gravità della malattia di un paziente e il miglioramento della sua condizione nel tempo.
    • Quality of Life (QoL): Una misura del benessere generale di un individuo, che include gli aspetti fisici, mentali e sociali della sua vita.
    • Pharmacokinetics: Lo studio di come un farmaco viene assorbito, distribuito, metabolizzato ed eliminato dal corpo.
    • CYP2D6: Un enzima nel fegato responsabile del metabolismo di molti farmaci, incluso l'Atomoxetina. Le variazioni di questo enzima possono influenzare il modo in cui gli individui processano il farmaco.
    • Placebo: Una sostanza o un trattamento inattivo utilizzato negli studi clinici come controllo per confrontare gli effetti del farmaco effettivo in studio.
    • Double-blind study: Un disegno di ricerca in cui né i partecipanti né i ricercatori direttamente coinvolti sanno chi sta ricevendo il trattamento sperimentale e chi sta ricevendo un placebo o un trattamento standard.
    • Titration: Il processo di regolazione graduale della dose di un farmaco per trovare l'equilibrio ottimale tra effetto terapeutico ed effetti collaterali.