Indice
- Panoramica degli studi
- Tumori polmonari non a piccole cellule
- Tumori del colon-retto
- Tumori del collo e della testa
- Fasi e obiettivi principali
- Come vengono misurati i risultati
- Chi può partecipare
Panoramica degli studi
I trial su Amivantamab valutano questo trattamento in diversi tipi di cancro, soprattutto nel carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC), ma anche nel tumore del colon-retto e nel carcinoma squamoso della testa e del collo.[1][2][3][4]
Gli studi hanno obiettivi diversi: alcuni cercano di capire se il trattamento può aiutare prima dell’intervento chirurgico, altri confrontano Amivantamab con terapie standard, e altri ancora valutano sicurezza, tollerabilità ed efficacia in gruppi di pazienti con specifiche alterazioni genetiche.[1][5][6]
Tumori polmonari non a piccole cellule
Molti studi riguardano persone con NSCLC e mutazioni di EGFR, cioè cambiamenti in un gene che può guidare la crescita del tumore.[1][3][6]
Uno studio di fase 2, NEOpredict-EGFR, valuta Amivantamab prima dell’intervento nei pazienti con NSCLC resecabile in stadi iniziali o localmente avanzati; il risultato principale è quanti pazienti riescono a fare una chirurgia con intento curativo entro 43 giorni dall’inizio della terapia di studio.[1]
Altri studi di fase 3 confrontano combinazioni che includono Amivantamab con chemioterapia o con lazertinib rispetto ai trattamenti standard, per misurare soprattutto la sopravvivenza libera da progressione (PFS), cioè il tempo prima che la malattia peggiori.[7][8][9]
Alcuni trial includono pazienti dopo fallimento di osimertinib o dopo altre terapie, mentre altri sono per persone al primo trattamento nella malattia avanzata o metastatica.[7][8][10]
Ci sono anche studi in fase 1 e 2 che cercano la dose raccomandata o valutano l’attività antitumorale di Amivantamab da solo o in combinazione con altri farmaci come capmatinib, cetrelimab, lazertinib o chemioterapia.[5][6][11][12]
Un altro studio di fase 2 valuta come ridurre le reazioni cutanee, cioè problemi della pelle, nei pazienti trattati con Amivantamab e lazertinib; l’obiettivo è diminuire gli eventi dermatologici di grado 2 o superiore nelle prime 12 settimane.[3]
Lo studio di confronto tra Amivantamab per via sottocutanea e per via endovenosa valuta la non inferiorità, cioè se la forma sottocutanea non è peggiore di quella endovenosa secondo il criterio scelto dal protocollo.[13]
Tumori del colon-retto
Nel tumore del colon-retto, Amivantamab viene studiato soprattutto in persone con malattia avanzata, metastatica o recidivata, spesso con profilo molecolare selezionato.[2][10][14]
Uno studio di fase 3 confronta Amivantamab più chemioterapia con cetuximab più chemioterapia in pazienti con tumore del colon-retto sinistro non operabile o metastatico, KRAS/NRAS e BRAF wild-type.[2]
Un altro studio di fase 3 confronta Amivantamab più FOLFIRI con cetuximab/bevacizumab più FOLFIRI in pazienti con tumore del colon-retto recidivato, non resecabile o metastatico, e misura sia la PFS sia la sopravvivenza globale (OS).[14]
C’è anche uno studio di fase 1b/2 che valuta Amivantamab da solo e in aggiunta alla chemioterapia standard nel tumore del colon-retto avanzato o metastatico; qui il risultato principale è la risposta obiettiva (ORR), cioè quanto spesso il tumore si riduce in modo misurabile.[10]
Nel progetto UNICORN, Amivantamab è uno dei trattamenti pre-operatori brevi testati in un gruppo di pazienti con tumore del colon-retto primario resecabile selezionato dal punto di vista molecolare; l’obiettivo principale è la risposta patologica maggiore, cioè quanto il tessuto tumorale risponde alla terapia prima dell’intervento.[4]
Tumori del collo e della testa
Nel carcinoma squamoso della testa e del collo, Amivantamab è studiato in fase 1b/2 sia da solo sia in combinazione con altri trattamenti come pembrolizumab, carboplatino o paclitaxel.[5]
Questo studio include diversi gruppi di pazienti, per esempio persone con malattia recidivata o metastatica già trattate in precedenza, e persone senza trattamento precedente nel contesto recidivato/metastatico.[5]
Gli obiettivi includono attività antitumorale, sicurezza, tollerabilità, dose raccomandata e, in alcuni gruppi, tasso di risposta obiettiva o risposta patologica maggiore.[5]
Un altro studio di fase 3 valuta Amivantamab aggiunto agli agenti standard di cura rispetto allo standard di cura da solo nei pazienti con carcinoma della testa e del collo recidivato o metastatico, con sopravvivenza globale come risultato principale.[15]
Fasi e obiettivi principali
I trial su Amivantamab vanno dalla fase 1 alla fase 4, quindi coprono sia la ricerca iniziale sia confronti più avanzati con trattamenti già usati nella pratica clinica.[5][6][7][15][16]
Nelle fasi iniziali, gli studi cercano soprattutto la dose raccomandata e raccolgono dati su sicurezza, tollerabilità ed eventi avversi, compresi i dose limiting toxicities (DLT), cioè effetti indesiderati abbastanza importanti da limitare l’aumento della dose.[5][11][12]
Nelle fasi più avanzate, gli studi confrontano l’efficacia con terapie standard e misurano risultati come PFS, OS e ORR.[2][7][8][14][15]
Alcuni studi hanno anche obiettivi pratici, come verificare se la chirurgia può essere eseguita nei tempi previsti dopo il trattamento preoperatorio, oppure se un diverso modo di somministrare Amivantamab è comparabile a quello già noto.[1][13]
Come vengono misurati i risultati
Il RECIST v1.1 è un insieme di regole usate per misurare la risposta del tumore agli esami di imaging, come TAC o risonanza.[2][7]
La valutazione può essere fatta dallo sperimentatore oppure da una revisione centrale indipendente in cieco (BICR), cioè da esperti che analizzano le immagini senza sapere quale trattamento ha ricevuto il paziente.[2][7][8]
Tra gli esiti più usati ci sono PFS, OS e ORR, ma alcuni trial misurano anche la frequenza degli eventi avversi, le tossicità dose-limitanti, la risposta patologica e la possibilità di arrivare all’intervento chirurgico nei tempi previsti.[1][4][5][10][14]
Chi può partecipare
La partecipazione dipende molto dal tipo di studio e dalla malattia precisa.[1][2][5]
Alcuni studi includono persone con malattia iniziale e operabile, altri persone con malattia localmente avanzata o metastatica, e altri ancora richiedono una mutazione specifica come EGFR, oppure un profilo molecolare selezionato nel tumore.[1][2][7][10]
In diversi trial, i partecipanti hanno già ricevuto terapie precedenti, mentre in altri sono trattati per la prima volta nel contesto della malattia avanzata o metastatica.[5][7][8]
Questo significa che Amivantamab viene studiato in gruppi clinici molto diversi, con l’obiettivo di capire in quali situazioni può essere più utile e come integrarlo con chirurgia, chemioterapia o altri farmaci antitumorali.[1][2][5][15]


