Indice
- Panoramica degli studi
- Popolazione e criteri di partecipazione
- Fase dello studio e disegno
- Obiettivi ed endpoint
- Cosa misurano i ricercatori
- Come leggere i risultati dello studio
Panoramica degli studi
Il trial disponibile valuta 64Cu-Dota-Ae105 nell’imaging PET uPAR per il carcinoma prostatico localizzato non trattato.[1]
Il titolo dello studio indica che i ricercatori stanno esaminando sia la sicurezza sia la prestazione diagnostica dell’esame nelle persone con tumore della prostata localizzato.[1]
Lo studio è stato autorizzato e prevede 168 partecipanti.[1]
Popolazione e criteri di partecipazione
La popolazione studiata è composta da pazienti con prostate cancer, cioè tumore della prostata.[1]
Dal riassunto del trial emerge che i pazienti sono uomini con malattia localizzata e non trattata, quindi senza terapie precedenti per quel tumore prima dell’ingresso nello studio.[1]
Questa selezione è importante perché i ricercatori vogliono capire come si comporta il test in una fase precoce della malattia, prima di altri trattamenti.[1]
Fase dello studio e disegno
Il trial è in Phase 1, cioè la prima fase di uno studio clinico.[1]
In questa fase, l’attenzione è spesso rivolta a dati iniziali sulla sicurezza e sulla qualità delle misure ottenute con il test.[1]
Lo studio è interventional, quindi i partecipanti ricevono l’intervento previsto dal protocollo e i ricercatori osservano i risultati in modo strutturato.[1]
Nel riassunto sono riportate tre somministrazioni endovenose di 64Cu-Dota-Ae105, con valutazioni a dosi di 100 MBq, 150 MBq e 200 MBq nella Parte 1 dello studio.[1]
Obiettivi ed endpoint
Il primo obiettivo è valutare la robustezza delle misure SUVmax ottenute con diverse dosi di 64Cu-Dota-Ae105 nei pazienti con carcinoma prostatico localizzato non trattato.[1]
Il secondo obiettivo è verificare le capacità discriminative dell’uPAR PET, cioè quanto bene l’esame riesce a distinguere tra diversi gradi del tumore.[1]
Gli endpoint primari riportati sono il SUVmax a 30, 60 e 120 minuti dopo l’iniezione nella Parte 1, e il SUVmax nelle acquisizioni PET a 60 minuti dopo l’iniezione di 200 MBq nella Parte 2.[1]
Il riassunto dello studio specifica anche che i ricercatori vogliono distinguere tra ISUP grade 1 da 2 e tra ISUP grade 2 da 3 nei pazienti con malattia localizzata e non trattata.[1]
Cosa misurano i ricercatori
Il valore SUVmax è il punto più alto di captazione visto nelle immagini PET e aiuta a capire quanto il tracciante si concentra in una certa area.[1]
Nel trial, questo valore viene misurato in momenti diversi dopo l’iniezione, così i ricercatori possono vedere se i risultati restano stabili nel tempo.[1]
Le immagini PET ottenute a 60 minuti dopo l’iniezione di 200 MBq servono a valutare meglio la capacità del test di classificare la malattia.[1]
La distinzione tra gradi ISUP è clinicamente importante perché aiuta a descrivere quanto il tumore appare aggressivo al microscopio.[1]
Come leggere i risultati dello studio
Se il trial mostrerà valori SUVmax coerenti nei diversi tempi di acquisizione, questo suggerirà che il test produce misure più affidabili.[1]
Se l’esame riuscirà a separare bene i diversi gruppi ISUP, potrà essere utile per la valutazione diagnostica del carcinoma prostatico localizzato.[1]
Poiché lo studio è in Fase 1, i dati servono soprattutto come primo passo per capire se il metodo è promettente in questo tipo di pazienti.[1]



