Lo studio riguarda il Multiple Myeloma recidivante o refrattario, una forma di cancro del sangue in cui le cellule produttrici di anticorpi (plasmacellule) tornano a crescere nonostante i trattamenti precedenti. Il lavoro valuta l’uso preventivo di Tocilizumab, un farmaco somministrato per via endovenosa, prima della somministrazione di ramantamig, un nuovo medicinale destinato a colpire le cellule tumorali. Un possibile effetto avverso di questi trattamenti è la cytokine release syndrome, una reazione immunitaria intensa che può provocare febbre alta, pressione bassa e difficoltà respiratorie.
L’obiettivo è verificare se l’aggiunta di Tocilizumab riduce la comparsa di questa reazione rispetto a un placebo. I partecipanti vengono assegnati in modo casuale a ricevere Tocilizumab o un trattamento inattivo identico per aspetto; né i pazienti né i ricercatori sanno quale è stato somministrato. Dopo l’iniezione di ramantamig, i soggetti vengono monitorati regolarmente per circa quattro settimane, con visite cliniche, esami del sangue e osservazione dei sintomi.
Durante lo studio vengono registrati tutti gli effetti indesiderati, incluse infezioni, diminuzione delle cellule del sangue e altri cambiamenti di laboratorio, per valutare la sicurezza complessiva del protocollo. Le informazioni raccolte serviranno a capire se la strategia preventiva è efficace e sicura per i pazienti con questa forma avanzata di mieloma.



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