Il Crohn’s disease è una malattia infiammatoria cronica dell’intestino che può provocare dolore addominale, diarrea e perdita di peso. Lo studio confronta un trattamento biologico chiamato mirikizumab, somministrato per iniezione sottocutanea, con la terapia standard a base di azathioprine assunta per via orale, spesso associata a glucocorticoidi per controllare l’infiammazione. Lo scopo dello studio è valutare se il regime di induzione e mantenimento con mirikizumab è più efficace nel raggiungere una deep remission rispetto alla terapia tradizionale.
I partecipanti vengono assegnati in modo casuale a uno dei due gruppi e seguiti per circa 52 settimane. Il gruppo che riceve mirikizumab riceve una dose iniziale di 200 mg per iniezione sottocutanea, seguita da dosi di mantenimento, mentre il gruppo di controllo prende azathioprine a una dose basata sul peso corporeo. Durante il periodo di studio vengono effettuate visite regolari per valutare i sintomi clinici mediante lo CDAI (indice che misura la gravità dei sintomi) e l’aspetto dell’intestino mediante la scala SES‑CD (valutazione endoscopica delle lesioni). Gli esami includono anche il controllo dell’uso di glucocorticoidi, la presenza di fistole (aperture anomale) e di stenosi (restringimenti) intestinali, per determinare se il paziente ha raggiunto una remissione profonda senza interventi chirurgici.



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