Lo studio riguarda Severe Asthma, una forma di asma caratterizzata da sintomi frequenti e difficili da controllare anche con i farmaci abituali. Vengono valutati diversi medicinali biologici somministrati tramite iniezione sottocutanea: mepolizumab, reslizumab, dupilumab, benralizumab e tezepelumab. Questi farmaci agiscono su specifiche parti del sistema immunitario per ridurre l’infiammazione delle vie respiratorie.
L’obiettivo principale è verificare se è possibile allungare gradualmente gli intervalli tra le dosi mantenendo la sicurezza e il controllo della malattia per circa un anno. I partecipanti iniziano con iniezioni regolari e, dopo alcuni mesi, l’intervallo tra le iniezioni viene progressivamente aumentato, con controlli periodici per valutare la funzione polmonare, i sintomi e i risultati di esami del sangue. Durante il percorso vengono misurati parametri come la frequenza delle exacerbation (peggiori improvvisi dei sintomi), il numero di blood eosinophils (un tipo di globuli bianchi), il valore di FeNO (una misura dell’infiammazione dell’aria espirata), il FEV1 (volume di aria espirata in un secondo), il FVC (volume totale espirato), e il punteggio del ACQ (questionario che indica quanto è controllata l’asma). Altri questionari utilizzati sono il SAQ (valutazione dell’asma grave) e il SNOT-22 (valutazione dei sintomi nasali).
Il periodo di studio dura circa un anno, durante il quale i pazienti continuano a usare i loro trattamenti abituali per l’asma e ricevono istruzioni su come utilizzare correttamente gli inalatori. Eventuali peggioramenti dei sintomi vengono gestiti dal medico curante secondo le pratiche standard.



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