Lo studio riguarda il Hodgkin lymphoma, un tumore che colpisce i linfonodi. Vengono confrontati due regimi di chemioterapia: il regime sperimentale chiamato N‑AVD, che comprende nivolumab somministrato per via endovenosa, doxorubicin, vinblastine e dacarbazine, e il regime standard BrECADD, che utilizza brentuximab vedotin, etoposide, dacarbazine, doxorubicin e dexamethasone per via endovenosa o orale.
L’obiettivo principale è verificare se il nuovo regime è almeno altrettanto efficace del trattamento standard. I partecipanti ricevono una serie di cicli di chemioterapia, seguiti da una valutazione con una scansione PET/CT (una combinazione di tomografia a emissione di positroni e tomografia computerizzata) circa 6‑8 settimane dopo la fine del trattamento, e poi vengono controllati periodicamente per monitorare la salute generale.
Durante lo studio i medici controllano gli eventuali effetti collaterali, raccolgono campioni di sangue per esami di routine e chiedono ai partecipanti di compilare questionari sulla qualità della vita, in modo da valutare sia l’efficacia sia la tollerabilità dei due regimi di trattamento.



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