Indice dei Contenuti
- Cos’è il Vaccino Coniugato del Polisaccaride Pneumococcico Serotipo 33F?
- Come Funziona?
- Quali Malattie Aiuta a Prevenire?
- Chi Dovrebbe Ricevere Questo Vaccino?
- Come Viene Somministrato?
- Efficacia
- Sicurezza ed Effetti Collaterali
- Ricerca in Corso
Cos’è il Vaccino Coniugato del Polisaccaride Pneumococcico Serotipo 33F?
Il Vaccino Coniugato del Polisaccaride Pneumococcico Serotipo 33F è un componente dei vaccini pneumococcici più recenti progettati per proteggere contro le infezioni causate dal batterio Streptococcus pneumoniae, noto anche come pneumococco[1]. Questo vaccino fa parte di un gruppo di vaccini chiamati vaccini coniugati, che sono più efficaci dei vecchi vaccini polisaccaridici, specialmente nei bambini piccoli e negli adulti anziani.
Come Funziona?
Il vaccino funziona stimolando il sistema immunitario a produrre anticorpi contro il rivestimento esterno (polisaccaride) dei batteri pneumococcici, specificamente il serotipo 33F. In questo vaccino, il polisaccaride è chimicamente legato (coniugato) a una proteina vettore chiamata CRM197[2]. Questa coniugazione aiuta a creare una risposta immunitaria più forte e duratura, particolarmente nei neonati e negli adulti anziani il cui sistema immunitario potrebbe non rispondere altrettanto bene al solo polisaccaride.
Quali Malattie Aiuta a Prevenire?
Questo vaccino aiuta a prevenire le malattie causate dai batteri pneumococcici, tra cui:
- Polmonite: Un’infezione dei polmoni
- Batteriemia: Un’infezione del sangue
- Meningite: Un’infezione del rivestimento del cervello e del midollo spinale
- Otite media: Infezioni dell’orecchio medio (particolarmente nei bambini)
Queste malattie possono essere gravi e persino potenzialmente letali, specialmente per i bambini piccoli, gli adulti anziani e le persone con sistema immunitario indebolito[3].
Chi Dovrebbe Ricevere Questo Vaccino?
Il Vaccino Coniugato del Polisaccaride Pneumococcico Serotipo 33F è tipicamente incluso nei vaccini pneumococcici più recenti che sono raccomandati per:
- Neonati e bambini piccoli come parte del loro programma di vaccinazione di routine
- Adulti di 65 anni e oltre
- Persone tra i 18 e i 64 anni che hanno determinate condizioni mediche che aumentano il loro rischio di malattia pneumococcica
Le raccomandazioni specifiche possono variare a seconda della formulazione esatta del vaccino e delle linee guida sanitarie locali[4].
Come Viene Somministrato?
Il vaccino viene tipicamente somministrato come iniezione intramuscolare, di solito nella parte superiore del braccio per gli adulti o nella coscia per i neonati. Il numero di dosi e il programma possono variare a seconda del vaccino specifico e dell’età e dello stato di salute del ricevente[5].
Efficacia
Gli studi hanno dimostrato che i vaccini pneumococcici coniugati, inclusi quelli contenenti il componente del serotipo 33F, sono altamente efficaci nel prevenire la malattia pneumococcica invasiva causata dai sierotipi inclusi nel vaccino. L’efficacia può variare a seconda dell’età e dello stato di salute dell’individuo, ma nel complesso, questi vaccini hanno ridotto significativamente l’incidenza di gravi infezioni pneumococciche[6].
Sicurezza ed Effetti Collaterali
I vaccini pneumococcici coniugati, inclusi quelli con il componente del serotipo 33F, sono generalmente considerati sicuri. Gli effetti collaterali comuni possono includere:
- Dolore, rossore o gonfiore nel sito di iniezione
- Febbre lieve
- Stanchezza
- Mal di testa
- Dolore muscolare o articolare
Gli effetti collaterali gravi sono rari ma possono includere gravi reazioni allergiche. Come per qualsiasi vaccino, i benefici della protezione contro la malattia sono considerati superiori ai rischi degli effetti collaterali per la maggior parte delle persone[7].
Ricerca in Corso
La ricerca è in corso per migliorare ulteriormente i vaccini pneumococcici e per studiare la loro efficacia a lungo termine. Gli studi attuali stanno esaminando la risposta immunitaria a questi vaccini in diversi gruppi di età e popolazioni, nonché la potenziale necessità di dosi di richiamo. Inoltre, i ricercatori stanno investigando l’efficacia del vaccino contro le malattie pneumococciche non invasive e il suo impatto sui tassi complessivi di malattia pneumococcica nelle comunità[8].














