Questo studio osserva gli effetti collaterali sul cuore e sui vasi sanguigni che possono verificarsi durante il trattamento con farmaci chiamati inibitori dei checkpoint immunitari. Questi farmaci vengono utilizzati per curare diversi tipi di tumori. Lo studio include pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule, carcinoma a cellule renali, carcinoma polmonare a piccole cellule, tumori della testa e del collo, carcinoma della vescica e melanoma maligno. I farmaci utilizzati nello studio sono durvalumab, ipilimumab, nivolumab, atezolizumab e pembrolizumab, che vengono somministrati per infusione, cioè attraverso una flebo che porta il medicinale direttamente nel sangue.
Lo scopo dello studio è verificare quali problemi al cuore e alla circolazione possono comparire quando si assumono questi farmaci antitumorali. Durante lo studio vengono raccolte informazioni sui pazienti che ricevono questi trattamenti per un periodo fino a dodici mesi. I medici controllano in particolare se si verificano eventi gravi come morte per cause cardiovascolari, infarto del cuore che non porta alla morte, ictus che non porta alla morte, angina instabile che richiede ricovero in ospedale o intervento urgente sulle arterie del cuore, e ricovero in ospedale per insufficienza cardiaca, cioè quando il cuore non riesce a pompare il sangue in modo sufficiente.
Oltre a questi eventi principali, lo studio osserva anche altri problemi che possono interessare il cuore e i vasi sanguigni, come la pressione alta che compare per la prima volta o che peggiora, disturbi del ritmo del cuore chiamati aritmie cardiache, formazione di coaguli di sangue nelle vene, altri effetti collaterali cardiovascolari rilevanti dal punto di vista clinico e ricoveri in ospedale per motivi legati al cuore. I pazienti che partecipano allo studio devono avere almeno diciotto anni di età e devono essere seguiti dai medici per tutta la durata del trattamento con questi farmaci.

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