La piressia, comunemente conosciuta come febbre, è un sintomo che può essere associato a diverse condizioni mediche, tra cui le infezioni pneumococciche. Attualmente è disponibile 1 studio clinico che valuta la sicurezza e l’efficacia del vaccino pneumococcico 20-valente in adulti con febbre e ad alto rischio di infezioni pneumococciche.
Studi Clinici in Corso sulla Piressia
La piressia, o febbre, è un aumento della temperatura corporea che spesso indica che il corpo sta combattendo un’infezione. Negli adulti con condizioni mediche croniche, la febbre può essere un segno di infezioni potenzialmente gravi, come quelle causate da batteri pneumococcici. Questi batteri possono provocare malattie serie come polmonite, meningite e infezioni del sangue, particolarmente in persone con sistemi immunitari indeboliti o altre patologie sottostanti.
Attualmente, la ricerca scientifica sta esplorando il momento ottimale per somministrare vaccini protettivi in pazienti che presentano febbre. In questa pagina presentiamo informazioni dettagliate sugli studi clinici in corso che coinvolgono pazienti con piressia e ad alto rischio di infezioni pneumococciche.
Studi Clinici Disponibili
Secondo i dati disponibili, è attualmente attivo 1 studio clinico che valuta trattamenti e strategie preventive per adulti con piressia e ad alto rischio di infezioni pneumococciche. Di seguito viene presentato in dettaglio questo studio.
Studio sulla Sicurezza e la Risposta Immunitaria del Vaccino Pneumococcico 20-Valente in Adulti con Febbre e ad Alto Rischio di Infezione Pneumococcica
Localizzazione: Francia
Questo studio clinico si concentra sulla valutazione degli effetti del vaccino pneumococcico coniugato 20-valente (PCV-20) in adulti che presentano un rischio medio o elevato di infezioni pneumococciche. Le infezioni pneumococciche sono causate da batteri che possono provocare malattie gravi come polmonite, meningite e infezioni del sangue. Il vaccino in studio, conosciuto come Prevenar 20, è progettato per proteggere contro 20 diversi tipi di questi batteri.
L’obiettivo principale dello studio è confrontare la risposta immunitaria dei pazienti che ricevono il vaccino durante un episodio febbrile acuto (una febbre improvvisa) con quella dei pazienti che lo ricevono dopo che la febbre si è risolta. I partecipanti vengono assegnati casualmente a uno di due gruppi: un gruppo riceve il vaccino mentre presenta febbre, mentre l’altro gruppo lo riceve tra 15 e 58 giorni dopo la risoluzione della febbre.
Lo studio monitora la risposta immunitaria dei partecipanti un mese dopo la vaccinazione per determinare se il momento della somministrazione del vaccino influisce sulla sua efficacia. Vengono inoltre registrati tutti gli effetti collaterali o le reazioni che si verificano entro un mese dalla vaccinazione per valutare la sicurezza del vaccino.
Criteri di inclusione principali:
- Età compresa tra 18 e 84 anni
- Temperatura corporea di almeno 38°C misurata almeno due volte prima dell’ingresso nello studio
- Presenza di almeno una condizione medica che aumenta il rischio di infezione pneumococcica grave (condizioni a rischio medio includono: cardiopatie croniche, insufficienza cardiaca cronica, malattie respiratorie croniche, BPCO, enfisema, asma grave, problemi renali o epatici cronici, diabete in trattamento; condizioni ad alto rischio includono: assenza o disfunzione della milza, problemi del sistema immunitario, HIV, trapianto d’organo, terapie immunosoppressive)
- Ospedalizzazione per più di 24 ore
- Consenso informato firmato
Criteri di esclusione principali:
- Precedente vaccinazione contro le infezioni pneumococciche
- Mancato rispetto dei tempi previsti per la vaccinazione in relazione all’episodio febbrile
Oltre agli obiettivi primari di valutazione della risposta immunitaria e della sicurezza, lo studio analizza anche altri fattori nell’arco di un anno, come il numero di infezioni respiratorie e le infezioni confermate da Streptococcus pneumoniae nei partecipanti. Vengono inoltre esplorati la diversità del microbiota intestinale e la presenza di specifiche cellule immunitarie e anticorpi correlati al vaccino.
Questa ricerca aiuterà a determinare il momento ottimale per la somministrazione del vaccino PCV-20 negli adulti a rischio di infezioni pneumococciche, fornendo informazioni preziose su come gestire al meglio la prevenzione di queste infezioni gravi in pazienti ospedalizzati con febbre.
Malattia Pneumococcica Invasiva
La malattia pneumococcica invasiva è causata dal batterio Streptococcus pneumoniae, che può invadere parti del corpo normalmente sterili, come il sangue o il cervello. Inizialmente, i sintomi possono assomigliare a quelli di un comune raffreddore o influenza, come febbre, brividi e tosse. Con il progredire della malattia, possono svilupparsi condizioni più gravi come polmonite, meningite o batteriemia.
La progressione della malattia può variare notevolmente: alcuni individui presentano sintomi lievi, mentre altri possono sviluppare complicazioni serie e potenzialmente letali. Il rischio di sviluppare questa malattia è maggiore nelle persone con sistemi immunitari indeboliti o con determinate condizioni di salute croniche. La vaccinazione rappresenta una misura preventiva fondamentale per ridurre il rischio di infezione.
Riepilogo
Attualmente è disponibile 1 studio clinico per adulti con piressia e ad alto rischio di infezioni pneumococciche. Questo studio, condotto in Francia, rappresenta un’importante opportunità per far progredire la ricerca sulla prevenzione delle infezioni pneumococciche in popolazioni vulnerabili.
L’aspetto innovativo di questo studio risiede nella valutazione del momento ottimale per la vaccinazione: durante l’episodio febbrile acuto o dopo la sua risoluzione. Questa domanda è particolarmente rilevante per la pratica clinica, poiché molti pazienti ospedalizzati con febbre potrebbero beneficiare della protezione vaccinale, ma finora non era chiaro se la somministrazione durante la malattia acuta potesse influenzare l’efficacia del vaccino.
Il vaccino pneumococcico 20-valente (Prevenar 20) rappresenta una delle più recenti generazioni di vaccini pneumococcici, offrendo protezione contro un numero maggiore di sierotipi batterici rispetto ai vaccini precedenti. Lo studio valuterà non solo l’immunogenicità e la sicurezza del vaccino, ma anche esiti clinici importanti come la frequenza di infezioni respiratorie e pneumococciche nell’anno successivo alla vaccinazione.
Per i pazienti interessati a partecipare, è importante notare che lo studio si rivolge specificamente ad adulti ospedalizzati con febbre che presentano almeno una condizione medica che li pone a rischio aumentato di infezioni pneumococciche. I risultati di questo studio potrebbero avere implicazioni significative per le linee guida vaccinali future e per la gestione clinica dei pazienti ospedalizzati con febbre e condizioni di rischio.











