Linfoma splenico della zona marginale – Studi clinici

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Il linfoma splenico della zona marginale (SMZL) è una forma rara di linfoma non-Hodgkin che colpisce principalmente la milza. Attualmente sono in corso 4 studi clinici internazionali che testano nuove combinazioni di farmaci e terapie mirate per pazienti con questa malattia, sia in prima linea che dopo recidiva.

Studi Clinici in Corso sul Linfoma Splenico della Zona Marginale

Il linfoma splenico della zona marginale è un tipo specifico di linfoma non-Hodgkin che origina dai linfociti B e si sviluppa principalmente nella milza. Questa malattia si caratterizza per una crescita lenta delle cellule tumorali e può manifestarsi con un ingrossamento della milza, stanchezza, perdita di peso e sudorazioni notturne. Nel tempo, il linfoma può diffondersi ad altre parti del corpo, inclusi il midollo osseo, il fegato e i linfonodi.

Attualmente sono disponibili diversi studi clinici che offrono l’accesso a terapie innovative per questa condizione. Questi studi valutano sia nuove combinazioni di farmaci per pazienti non precedentemente trattati, sia opzioni terapeutiche per coloro che hanno già ricevuto trattamenti.

Studi Clinici Disponibili

Studio che Confronta Rituximab e Zanubrutinib con Rituximab da Solo per Pazienti Non Trattati con Linfoma Splenico della Zona Marginale

Localizzazione: Austria, Danimarca, Francia, Italia, Norvegia, Spagna, Svezia

Questo studio clinico è dedicato specificamente al linfoma splenico della zona marginale e confronta due approcci terapeutici: l’uso di rituximab da solo rispetto alla combinazione di rituximab con zanubrutinib (BGB-3111). Si tratta di uno studio particolarmente importante perché è rivolto a pazienti che non hanno mai ricevuto trattamenti precedenti per questa malattia.

Caratteristiche dello studio: I partecipanti vengono assegnati casualmente a ricevere rituximab da solo o rituximab in combinazione con zanubrutinib. Rituximab viene somministrato per via endovenosa, mentre zanubrutinib si assume per via orale in capsule. Il trattamento dura fino a 24 mesi. L’obiettivo principale è valutare quanto tempo i pazienti possono vivere senza che la malattia peggiori, un parametro chiamato sopravvivenza libera da progressione. Lo studio valuta anche i tassi di remissione completa a 12 e 24 mesi.

Criteri di inclusione principali: Lo studio accetta pazienti con almeno 18 anni di età che abbiano una diagnosi confermata di linfoma splenico della zona marginale e che non abbiano ricevuto trattamenti precedenti. È necessario avere una milza ingrossata e lesioni misurabili. I pazienti devono avere adeguati livelli di cellule del sangue e una buona funzionalità di fegato e reni.

Farmaci sperimentali: Zanubrutinib è un inibitore della tirosin chinasi di Bruton (BTK), una proteina che le cellule tumorali utilizzano per crescere. Bloccando questa proteina, zanubrutinib può rallentare o fermare la crescita delle cellule tumorali. Rituximab è un anticorpo monoclonale ben conosciuto che si lega alla proteina CD20 sulla superficie delle cellule B tumorali, aiutando il sistema immunitario a distruggerle.

Studio che Confronta Odronextamab e Lenalidomide con Rituximab e Lenalidomide per Pazienti con Linfoma Follicolare e della Zona Marginale Recidivato/Refrattario

Localizzazione: Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna

Questo ampio studio internazionale si concentra sui pazienti con linfoma della zona marginale (incluso il tipo splenico) che hanno già ricevuto almeno un trattamento precedente e la cui malattia è recidivata o non ha risposto alla terapia.

Caratteristiche dello studio: Lo studio è diviso in due fasi. La prima fase valuta la sicurezza e la tollerabilità della combinazione odronextamab e lenalidomide. Successivamente, i pazienti vengono assegnati casualmente a ricevere odronextamab con lenalidomide oppure rituximab con lenalidomide. Tutti i farmaci vengono somministrati per via endovenosa nel caso di odronextamab e rituximab, mentre lenalidomide si assume per via orale. L’obiettivo principale è confrontare quanto tempo i pazienti vivono senza progressione della malattia.

Criteri di inclusione principali: Possono partecipare pazienti con diagnosi confermata di linfoma della zona marginale (nodale, extranodale o splenico) di grado 1-3a, che abbiano ricevuto almeno una terapia precedente contenente un anticorpo anti-CD20 e la cui malattia sia recidivata o refrattaria. I pazienti devono avere una malattia misurabile mediante TC o risonanza magnetica, adeguate funzioni ematiche e d’organo, e un punteggio ECOG compreso tra 0 e 2.

Farmaci sperimentali: Odronextamab (REGN1979) è un anticorpo bispecifico innovativo che si lega contemporaneamente a due proteine: CD20 sulle cellule tumorali e CD3 sulle cellule T del sistema immunitario. Questo “ponte” aiuta il sistema immunitario a riconoscere e attaccare le cellule tumorali. Lenalidomide è un farmaco immunomodulatore che potenzia la risposta immunitaria contro il cancro e inibisce direttamente la proliferazione delle cellule tumorali.

Studio su Copanlisib e Rituximab per Pazienti con Linfoma della Zona Marginale che Necessitano di Trattamento dopo Fallimento della Terapia Locale o Recidiva

Localizzazione: Germania

Questo studio tedesco valuta la combinazione di copanlisib e rituximab in pazienti con linfoma della zona marginale (incluso il tipo splenico) che necessitano di trattamento dopo che le terapie locali non hanno funzionato o non sono applicabili.

Caratteristiche dello studio: I partecipanti ricevono una combinazione di copanlisib e rituximab, entrambi somministrati per via endovenosa. Lo studio prevede una fase di induzione seguita da una terapia di mantenimento con rituximab. La durata totale è di circa 12 mesi. L’obiettivo principale è valutare il tasso di remissione completa, ovvero la scomparsa di tutti i segni del tumore. Lo studio monitora anche la qualità della vita dei pazienti utilizzando un questionario specifico per i pazienti con linfoma.

Criteri di inclusione principali: Possono partecipare pazienti con almeno 18 anni che abbiano un linfoma della zona marginale CD20 positivo confermato e che necessitino di trattamento dopo fallimento o non idoneità alla terapia locale. Per il linfoma splenico della zona marginale, i pazienti devono avere una milza ingrossata e presenza di cellule di linfoma nel midollo osseo o nel sangue. È richiesta un’aspettativa di vita superiore a 3 mesi e adeguate funzioni ematiche, epatiche e renali.

Farmaci sperimentali: Copanlisib è un inibitore della PI3K, una classe di enzimi che svolgono un ruolo importante nella crescita e sopravvivenza delle cellule tumorali. Bloccando questi enzimi, copanlisib può rallentare o fermare la progressione del linfoma. Viene utilizzato in combinazione con rituximab per potenziarne l’efficacia.

Studio su Obinutuzumab come Trattamento di Prima Linea per Pazienti Adulti con Linfoma della Zona Marginale Non Eleggibili per Terapia Locale

Localizzazione: Germania

Questo studio tedesco valuta l’efficacia di obinutuzumab (Gazyvaro) utilizzato come singolo farmaco in pazienti con linfoma della zona marginale (incluso il tipo splenico) che non possono ricevere trattamenti locali o per i quali questi trattamenti non hanno funzionato.

Caratteristiche dello studio: I partecipanti ricevono obinutuzumab somministrato per via endovenosa alla dose di 1.000 mg. Si tratta di una monoterapia, quindi il farmaco viene utilizzato da solo senza essere combinato con altri agenti chemioterapici. Il periodo di trattamento può durare fino a 30 mesi. Lo studio valuta la risposta al trattamento 4 settimane dopo il completamento della fase iniziale e continua a monitorare i pazienti nel lungo termine fino al 2029.

Criteri di inclusione principali: Possono partecipare pazienti con almeno 18 anni di età che abbiano un linfoma della zona marginale CD20 positivo confermato e che richiedano trattamento. I pazienti devono avere almeno un tumore misurabile di 1,5 cm o più grande visibile con TC o risonanza magnetica. È necessario avere una funzione renale normale, test HIV negativo, e adeguati livelli di piastrine e neutrofili. Le donne in età fertile devono avere un test di gravidanza negativo e accettare di usare contraccettivi efficaci.

Farmaco sperimentale: Obinutuzumab è un anticorpo monoclonale di nuova generazione che si lega alla proteina CD20 sulle cellule B tumorali. A differenza di altri anticorpi anti-CD20, obinutuzumab è stato progettato per legarsi in modo più efficace e attivare più intensamente il sistema immunitario contro le cellule tumorali, causando anche direttamente la morte cellulare.

Considerazioni Importanti per i Pazienti

Se state considerando di partecipare a uno studio clinico, è importante discutere con il vostro medico se siete eleggibili e quale studio potrebbe essere più adatto alla vostra situazione. Alcuni fattori da considerare includono:

  • Stato della malattia: Alcuni studi sono rivolti a pazienti non precedentemente trattati, altri a pazienti con malattia recidivata o refrattaria
  • Localizzazione geografica: La disponibilità degli studi varia in base al paese
  • Criteri di salute generale: Tutti gli studi richiedono adeguate funzioni d’organo e uno stato di salute generale sufficiente
  • Trattamenti precedenti: Alcuni studi escludono pazienti che abbiano già ricevuto specifici trattamenti

Sintesi e Osservazioni

L’attuale panorama degli studi clinici per il linfoma splenico della zona marginale mostra un’importante evoluzione nelle opzioni terapeutiche disponibili. Sono particolarmente degni di nota alcuni aspetti:

Terapie mirate innovative: Tutti gli studi in corso utilizzano farmaci che agiscono su bersagli molecolari specifici, rappresentando un importante passo avanti rispetto alla chemioterapia tradizionale. Gli inibitori di BTK come zanubrutinib e gli inibitori di PI3K come copanlisib bloccano vie di segnalazione essenziali per la crescita delle cellule tumorali.

Anticorpi di nuova generazione: Oltre al rituximab, ormai standard di cura, emergono nuovi anticorpi come obinutuzumab e odronextamab. Quest’ultimo, in particolare, rappresenta una tecnologia completamente nuova essendo un anticorpo bispecifico che crea un “ponte” tra le cellule tumorali e il sistema immunitario.

Approccio personalizzato: Gli studi distinguono chiaramente tra pazienti non trattati e pazienti con malattia recidivata o refrattaria, offrendo opzioni terapeutiche specifiche per ciascuna situazione clinica.

Durata prolungata: Molti degli studi prevedono periodi di trattamento e follow-up prolungati (fino a 24-30 mesi), riflettendo la natura cronica del linfoma splenico della zona marginale e la necessità di valutare l’efficacia a lungo termine.

Focus sulla qualità della vita: Diversi studi includono valutazioni specifiche della qualità della vita, riconoscendo l’importanza non solo della sopravvivenza ma anche del benessere complessivo dei pazienti.

La partecipazione a uno studio clinico può offrire l’accesso a terapie innovative prima che diventino disponibili al di fuori del contesto sperimentale, contribuendo al contempo al progresso della ricerca medica per questa malattia rara.

Studi clinici in corso su Linfoma splenico della zona marginale

  • Data di inizio: 2024-01-08

    Studio sull’efficacia e sicurezza di odronextamab e lenalidomide rispetto a rituximab e lenalidomide in adulti con linfoma follicolare e linfoma della zona marginale recidivante/refrattario

    Reclutamento in corso

    3 1 1 1

    Lo studio clinico si concentra su due tipi di linfoma: il linfoma follicolare e il linfoma della zona marginale, entrambi in fase di ricaduta o refrattari, il che significa che la malattia è tornata o non ha risposto ai trattamenti precedenti. L’obiettivo è confrontare l’efficacia e la sicurezza di due combinazioni di farmaci. Una combinazione…

    Spagna Repubblica Ceca Polonia Austria Germania Belgio +2
  • Data di inizio: 2024-05-17

    Studio su rituximab e zanubrutinib per pazienti con linfoma della zona marginale splenica non trattato

    Reclutamento in corso

    3 1 1 1

    Lo studio clinico si concentra sul trattamento del linfoma della zona marginale splenica, una forma di cancro che colpisce i linfociti, un tipo di globuli bianchi. Questo tipo di linfoma si sviluppa principalmente nella milza. Il trattamento in esame prevede l’uso di due farmaci: rituximab e zanubrutinib. Il rituximab è un farmaco somministrato tramite infusione,…

    Farmaci indagati:
    Italia Francia Spagna Austria Svezia Danimarca +1
  • Data di inizio: 2019-11-04

    Studio su Copanlisib e Rituximab per pazienti con Linfoma della Zona Marginale

    Non in reclutamento

    2 1 1 1

    Il linfoma della zona marginale è un tipo di cancro che colpisce i linfociti, un tipo di globuli bianchi. Questo studio clinico si concentra su pazienti con questo tipo di linfoma che necessitano di trattamento e che non hanno risposto o non sono idonei a terapie locali come la chirurgia o la radioterapia. Lo scopo…

    Germania
  • Data di inizio: 2018-05-14

    Studio sull’efficacia di Obinutuzumab come trattamento di prima linea nel linfoma della zona marginale per pazienti non idonei alla terapia locale

    Non in reclutamento

    2 1 1 1

    Lo studio clinico esamina il trattamento del linfoma della zona marginale, un tipo di tumore che colpisce il sistema linfatico. La ricerca utilizza un farmaco chiamato obinutuzumab (Gazyvaro), che viene somministrato attraverso infusione endovenosa. Questo medicinale appartiene a una classe di farmaci che agiscono specificamente contro le cellule del sistema immunitario chiamate linfociti B, che…

    Farmaci indagati:
    Germania

Riferimenti

https://clinicaltrials.eu/trial/study-comparing-rituximab-and-zanubrutinib-with-rituximab-alone-for-untreated-patients-with-splenic-marginal-zone-lymphoma/

https://clinicaltrials.eu/trial/study-comparing-odronextamab-and-lenalidomide-with-rituximab-and-lenalidomide-for-patients-with-relapsed-refractory-follicular-and-marginal-zone-lymphoma/

https://clinicaltrials.eu/trial/study-on-copanlisib-and-rituximab-for-patients-with-marginal-zone-lymphoma-needing-treatment-after-local-therapy-failure-or-relapse/

https://clinicaltrials.eu/trial/study-on-obinutuzumab-for-patients-with-marginal-zone-lymphoma-needing-treatment/