L’ipotensione, o pressione sanguigna bassa, può verificarsi in vari contesti clinici, dall’infezione grave alla chirurgia complessa. Attualmente sono in corso 4 studi clinici che esplorano nuovi approcci terapeutici e strategie di gestione per questa condizione, con l’obiettivo di migliorare gli esiti dei pazienti e ottimizzare il trattamento in situazioni critiche.
Studi Clinici sull’Ipotensione: Nuove Strategie di Trattamento in Contesti Critici
L’ipotensione rappresenta una sfida significativa in diversi scenari clinici, dalla terapia intensiva alla sala operatoria. Quando la pressione sanguigna scende al di sotto dei valori normali, può compromettere l’afflusso di sangue agli organi vitali, richiedendo un intervento rapido ed efficace. Gli studi clinici attualmente in corso stanno esplorando nuovi farmaci e strategie terapeutiche per gestire questa condizione in pazienti con sepsi, durante interventi chirurgici complessi e in situazioni di emergenza.
I ricercatori stanno confrontando diversi approcci, dall’uso precoce di farmaci vasopressori (che aiutano ad aumentare la pressione sanguigna) alla gestione ottimale dei fluidi, con l’obiettivo di identificare le strategie più efficaci per mantenere una pressione sanguigna adeguata e proteggere gli organi vitali. Questi studi coinvolgono pazienti in situazioni critiche, come quelli con infezioni gravi, persone sottoposte a chirurgia ricostruttiva del seno, pazienti che arrivano al pronto soccorso in stato di shock e individui sottoposti a interventi neurochirurgici.
Studi Clinici Attualmente in Corso
Studio su REGN7544 per il Trattamento degli Adulti con Pressione Sanguigna Bassa Causata da Sepsi
Localizzazione: Francia
Questo studio si concentra sull’ipotensione indotta da sepsi, una condizione che si verifica quando un’infezione grave porta a una pressione sanguigna pericolosamente bassa. La sepsi provoca un’infiammazione diffusa nell’organismo che può causare perdite vascolari e compromettere la funzione cardiaca, riducendo ulteriormente la pressione sanguigna e l’apporto di ossigeno ai tessuti e agli organi.
Lo studio valuta un nuovo farmaco chiamato REGN7544, un anticorpo monoclonale progettato per bloccare una proteina specifica chiamata NPR1. Questo farmaco viene somministrato per via endovenosa e ha l’obiettivo di ridurre la necessità di vasopressori, farmaci utilizzati per aumentare la pressione sanguigna nei pazienti con ipotensione indotta da sepsi.
I partecipanti riceveranno in modo casuale REGN7544 o un placebo, e i ricercatori monitoreranno gli effetti sulla pressione sanguigna e sulla salute generale. Lo studio raccoglierà anche informazioni sulla sicurezza del farmaco e su come l’organismo lo elabora, misurando i livelli ematici e verificando eventuali effetti collaterali.
Criteri di inclusione: Possono partecipare pazienti con infezione provata o sospetta che stanno ricevendo antibiotici, con ipotensione indotta da sepsi non migliorata con fluidi endovenosi, che ricevono 1 o 2 vasopressori e mantengono una pressione arteriosa media (PAM) di almeno 65 mm Hg per almeno 2 ore consecutive prima della selezione.
Criteri di esclusione: Non possono partecipare i pazienti che non hanno ipotensione indotta da sepsi, quelli che non rientrano nell’età specificata dallo studio e coloro che appartengono a popolazioni vulnerabili.
Studio sulla Terapia con Fluidi e Noradrenalina per la Pressione Sanguigna Bassa in Pazienti Sottoposte a Chirurgia Ricostruttiva del Seno
Localizzazione: Belgio
Questo studio esamina l’ipotensione arteriosa durante un tipo specifico di chirurgia ricostruttiva del seno chiamata lembo libero DIEP (deep inferior epigastric perforator). Questo intervento utilizza tessuto prelevato dalla parte inferiore dell’addome per ricostruire il seno, e mantenere una pressione sanguigna stabile è fondamentale per il successo dell’operazione.
Lo studio esplora gli effetti di un approccio chiamato terapia con fluidi goal-directed, che prevede la gestione attenta dei fluidi somministrati durante l’intervento per mantenere una pressione sanguigna ottimale e un equilibrio dei fluidi adeguato. I ricercatori utilizzeranno una soluzione chiamata Plasma-Lyte® 148, che contiene una miscela di sali e minerali importanti, e noradrenalina, un farmaco che aiuta ad aumentare la pressione sanguigna restringendo i vasi sanguigni.
L’obiettivo è investigare come questa strategia di gestione dei fluidi influenzi la quantità di liquidi somministrati durante l’intervento e il suo impatto sul recupero della paziente. Lo studio monitorerà vari fattori, tra cui la quantità totale di fluidi somministrati, la quantità di noradrenalina utilizzata, la pressione sanguigna e il recupero in terapia intensiva.
Criteri di inclusione: Possono partecipare donne adulte tra i 18 e i 70 anni programmate per una ricostruzione del seno con lembo libero DIEP che abbiano firmato il modulo di consenso informato.
Criteri di esclusione: Non possono partecipare pazienti che non presentano ipotensione arteriosa durante questo specifico tipo di chirurgia, quelle che non rientrano nell’età specificata, i pazienti di sesso maschile e coloro che appartengono a popolazioni vulnerabili.
Studio sull’Uso Precoce di Norepinefrina rispetto alla Terapia con Fluidi Standard in Pazienti del Pronto Soccorso con Ipotensione o Shock
Localizzazione: Danimarca, Svezia
Questo studio confronta due approcci diversi per il trattamento di pazienti che arrivano al pronto soccorso con shock o ipotensione. Lo shock è una condizione critica in cui l’organismo non riceve un flusso sanguigno sufficiente, con conseguente mancanza di ossigeno e nutrienti agli organi vitali. I sintomi possono includere battito cardiaco accelerato, polso debole, confusione e pelle fredda e umida.
Lo studio confronta l’uso precoce di norepinefrina, un farmaco che aumenta la pressione sanguigna restringendo i vasi sanguigni, con l’approccio standard basato principalmente sulla terapia con fluidi. L’obiettivo è verificare se iniziare precocemente il trattamento con norepinefrina possa aiutare a controllare lo shock più rapidamente e ridurre la necessità di ricovero in terapia intensiva.
I partecipanti saranno assegnati casualmente a ricevere il trattamento precoce con norepinefrina o la terapia con fluidi standard. Lo studio monitorerà la rapidità con cui i pazienti raggiungono una pressione sanguigna stabile e altri esiti come il numero di giorni senza necessità di terapia intensiva entro 30 giorni, il tempo trascorso senza shock entro 24 ore e i tassi di mortalità.
Criteri di inclusione: Possono partecipare persone di almeno 18 anni con segni o sospetto di ipotensione o shock, con pressione sistolica inferiore a 100 mmHg o pressione arteriosa media inferiore a 65 mmHg combinata con livelli di lattato superiori a 2,0 mmol/L, che abbiano ricevuto almeno 500 ml di fluidi per via endovenosa e con un punteggio di fragilità clinica (CFS) di 4 o inferiore.
Criteri di esclusione: Non possono partecipare pazienti che attualmente presentano shock o ipotensione in contesti non specificati dai criteri di inclusione.
Studio sugli Effetti della Fenilefrina e della Noradrenalina sulla Pressione Sanguigna e sulla Circolazione Cerebrale in Pazienti con Pressione Sanguigna Bassa Durante la Chirurgia per Tumore Cerebrale
Localizzazione: Danimarca
Questo studio si concentra sugli effetti di due farmaci, fenilefrina e noradrenalina tartrato, su pazienti che presentano pressione sanguigna bassa durante l’anestesia. La condizione si verifica quando la pressione sanguigna scende a livelli anormalmente bassi durante la somministrazione dell’anestesia, potendo portare a un flusso sanguigno inadeguato agli organi vitali, inclusi cervello, cuore e muscoli.
Lo studio coinvolge pazienti programmati per una craniotomia, un intervento chirurgico eseguito per rimuovere tumori cerebrali. L’obiettivo è comprendere come questi farmaci influenzino il flusso sanguigno e i livelli di ossigeno nel cervello, nonché il loro impatto su cuore e muscoli.
Durante lo studio, i partecipanti riceveranno fenilefrina o noradrenalina tartrato tramite infusione endovenosa. I ricercatori monitoreranno i cambiamenti nel flusso sanguigno e nell’ossigenazione prima e dopo il trattamento con questi farmaci, confrontandone gli effetti per determinare quale farmaco possa essere più vantaggioso per mantenere una pressione sanguigna stabile e garantire un adeguato flusso sanguigno al cervello durante l’intervento.
Criteri di inclusione: Possono partecipare persone tra i 18 e i 75 anni programmate per una craniotomia elettiva per tumori sopratentoriali con dimensione minima di 3 cm.
Criteri di esclusione: Non possono partecipare pazienti che hanno sperimentato pressione sanguigna bassa durante l’anestesia in circostanze non specificate dallo studio.
Riepilogo e Considerazioni Finali
Gli studi clinici attualmente in corso sull’ipotensione rappresentano un progresso significativo nella comprensione e nel trattamento di questa condizione in diversi contesti clinici. Dalla sepsi alla chirurgia complessa, dalla gestione del pronto soccorso agli interventi neurochirurgici, i ricercatori stanno esplorando approcci innovativi per ottimizzare la gestione della pressione sanguigna.
Un tema comune emerge da questi studi: l’importanza di un intervento tempestivo e mirato. Che si tratti di nuovi farmaci come REGN7544, dell’uso precoce di vasopressori come la norepinefrina, o della gestione ottimizzata dei fluidi, l’obiettivo è sempre quello di mantenere una perfusione adeguata agli organi vitali, in particolare al cervello.
È particolarmente interessante notare come gli studi stiano confrontando diversi farmaci vasopressori (fenilefrina, noradrenalina) per comprendere quale possa offrire i migliori risultati in termini di circolazione cerebrale e stabilità emodinamica. Questo approccio personalizzato potrebbe portare a protocolli di trattamento più efficaci e adattati alle specifiche esigenze di ogni paziente.
Per i pazienti e le loro famiglie, questi studi offrono la speranza di trattamenti migliorati e risultati ottimizzati. È importante ricordare che la partecipazione a uno studio clinico è sempre volontaria e dovrebbe essere discussa attentamente con il proprio medico, considerando i potenziali benefici e rischi individuali.













