Dispepsia – Trattamento

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La dispepsia, nota anche come indigestione, è un problema digestivo comune che causa disagio nella parte superiore dell’addome, spesso durante o dopo i pasti. Mentre la maggior parte delle persone la sperimenta occasionalmente, per alcuni diventa una sfida persistente che influenza la vita quotidiana e la qualità dei pasti. Comprendere i trattamenti disponibili—dai farmaci standard agli approcci esplorati nella ricerca—può aiutare le persone a collaborare con i loro medici per gestire questi sintomi fastidiosi.

Come il trattamento aiuta le persone con dispepsia

Il trattamento della dispepsia si concentra sul controllo dei sintomi e sul miglioramento della capacità della persona di mangiare comodamente e godersi le attività quotidiane. Poiché la dispepsia colpisce fino al 20% della popolazione ad un certo punto della loro vita, i medici hanno sviluppato vari approcci per affrontare il dolore, il bruciore, il gonfiore e la sgradevole sensazione di pienezza che definiscono questa condizione.[1] L’obiettivo principale non è necessariamente curare il problema in modo permanente, ma piuttosto ridurre la frequenza con cui compaiono i sintomi e quanto gravi si sentono quando si manifestano.

L’approccio al trattamento dipende fortemente da ciò che potrebbe causare i sintomi. In alcuni casi, la dispepsia deriva da condizioni identificabili come la malattia peptica ulcerosa (ulcere nello stomaco o nell’intestino tenue) o la malattia da reflusso gastroesofageo (quando l’acido gastrico rifluisce nell’esofago). Tuttavia, in circa il 50-60% dei casi, i medici non riescono a trovare una causa fisica specifica durante gli esami o i test. Questa viene chiamata dispepsia funzionale, il che significa che il sistema digestivo è eccessivamente sensibile o non comunica correttamente con il cervello, anche se non ci sono danni visibili.[4]

I piani di trattamento iniziano tipicamente in modo semplice e diventano più complessi se necessario. Molte persone beneficiano di modifiche alle loro abitudini alimentari e allo stile di vita. Quando questi cambiamenti non forniscono sufficiente sollievo, i farmaci diventano il passo successivo. Il tipo di medicina scelto dipende dai sintomi che una persona sperimenta maggiormente. Per esempio, qualcuno con dolore bruciante potrebbe aver bisogno di un trattamento diverso rispetto a qualcuno che si sente sgradevole pieno dopo piccoli pasti. Poiché la dispepsia può andare e venire nel tempo, il trattamento spesso deve essere adattato man mano che i sintomi cambiano.

⚠️ Importante
Se si manifesta indigestione insieme a sintomi come vomito con sangue, feci nere e catramose, difficoltà a deglutire, perdita di peso inspiegabile, mancanza di respiro o dolore che si irradia alla mascella, al collo o alle braccia, cercare immediatamente assistenza medica. Questi potrebbero segnalare condizioni gravi inclusi problemi cardiaci o cancro allo stomaco.[1]

Farmaci e terapie standard utilizzati oggi

I farmaci più comunemente prescritti per la dispepsia agiscono riducendo la quantità di acido prodotto dallo stomaco. Gli inibitori della pompa protonica, conosciuti come IPP, sono spesso la prima scelta. Questi includono farmaci come l’omeprazolo (venduto come Prilosec), l’esomeprazolo (Nexium) e il lansoprazolo (Prevacid). Bloccano le cellule dello stomaco che creano acido, il che può aiutare quando i sintomi coinvolgono dolore bruciante o quando l’acido potrebbe irritare il rivestimento dello stomaco. Le linee guida cliniche raccomandano di provare un IPP per sei-otto settimane per vedere se i sintomi migliorano.[10] Questi farmaci sono generalmente sicuri per l’uso a breve termine, anche se alcune persone possono sperimentare effetti collaterali come mal di testa, nausea o diarrea. L’uso a lungo termine richiede il monitoraggio da parte di un medico.

Un’altra categoria di farmaci che riducono l’acido è quella degli antagonisti dei recettori H2, o H2RA, che includono farmaci come la ranitidina (anche se questo particolare farmaco è stato ritirato dal mercato nel 2020 per motivi di sicurezza), la famotidina e la cimetidina. Questi funzionano in modo diverso dagli IPP ma diminuiscono anche la produzione di acido. Tendono a funzionare più velocemente degli IPP ma potrebbero non essere altrettanto potenti per sintomi gravi.[2] Per sintomi molto lievi e occasionali, gli antacidi da banco contenenti ingredienti come carbonato di calcio o idrossido di magnesio possono fornire un rapido sollievo neutralizzando l’acido già presente nello stomaco.

Il test per un batterio chiamato Helicobacter pylori (H. pylori) è una parte essenziale del trattamento della dispepsia. Questo organismo può vivere nel rivestimento dello stomaco e causare infiammazione che porta a ulcere e indigestione. Se il test rivela un’infezione da H. pylori—che può essere effettuata attraverso test del respiro, campioni di feci o campioni di tessuto prelevati durante l’endoscopia—il trattamento comporta una combinazione di antibiotici insieme a farmaci che riducono l’acido. Questo approccio, che dura tipicamente due settimane, può curare l’infezione e spesso risolve permanentemente i sintomi della dispepsia nei casi in cui i batteri erano la causa principale.[13]

Quando i sintomi sembrano correlati al fatto che lo stomaco non si svuota correttamente o si sente pieno troppo rapidamente, i medici possono prescrivere agenti procinetici. Questi farmaci aiutano lo stomaco a muovere il cibo in modo più efficiente. Tuttavia, molti farmaci procinetici sono stati ritirati dall’uso in vari paesi a causa di effetti collaterali che colpiscono il cuore o il sistema nervoso, rendendoli meno comunemente prescritti oggi. Quelli che rimangono disponibili richiedono un’attenta considerazione dei rischi e dei benefici.[17]

Per le persone la cui dispepsia funzionale appare collegata a una maggiore sensibilità nel sistema digestivo o dove lo stress e l’ansia giocano un ruolo, gli antidepressivi triciclici (TCA) possono aiutare. Farmaci come l’amitriptilina, la desipramina e l’imipramina vengono utilizzati a basse dosi—molto più basse di quelle utilizzate per trattare la depressione. A questi dosaggi, non funzionano come antidepressivi ma sembrano invece cambiare il modo in cui i nervi nell’intestino inviano segnali al cervello, riducendo la percezione del dolore e del disagio. Gli studi suggeriscono che questi farmaci aiutano circa una persona su sei con dispepsia funzionale a sperimentare un sollievo significativo.[17] Gli effetti collaterali comuni includono bocca secca, sonnolenza e stitichezza.

Un’opzione interessante che ha mostrato promessa è il buspirone, un farmaco normalmente utilizzato per l’ansia. La ricerca indica che può aiutare la parte superiore dello stomaco a rilassarsi ed espandersi correttamente quando arriva il cibo, un processo chiamato accomodamento gastrico. Molte persone con dispepsia funzionale hanno difficoltà con questo rilassamento naturale, il che contribuisce a sentirsi sgradevole pieni. Sebbene non specificamente approvato per la dispepsia, alcuni medici prescrivono buspirone quando i trattamenti tradizionali non hanno funzionato.[17]

Oltre ai farmaci, le terapie psicologiche giocano un ruolo importante, specialmente quando la dispepsia è funzionale e coinvolge la connessione cervello-intestino. La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) e l’ipnoterapia sono state studiate e hanno dimostrato di aiutare alcune persone, potenzialmente anche più efficacemente del solo farmaco. Questi approcci insegnano ai pazienti a gestire lo stress, riconoscere come i pensieri influenzano i sintomi fisici e sviluppare strategie di coping. Piccoli studi suggeriscono che gli interventi psicologici possono risolvere i sintomi in uno su tre pazienti opportunamente selezionati.[17]

Trattamenti emergenti studiati nella ricerca

Sebbene le fonti fornite non contengano informazioni dettagliate su specifici studi clinici o farmaci sperimentali attualmente testati per la dispepsia, la natura della ricerca sulla dispepsia funzionale continua ad evolversi. Gli scienziati stanno lavorando per comprendere meglio i meccanismi complessi dietro il motivo per cui alcune persone sviluppano indigestione cronica senza cause fisiche chiare. La ricerca si concentra su diverse aree tra cui il ruolo dell’infiammazione microscopica nell’intestino tenue, i cambiamenti nella comunità di batteri che vivono nell’intestino e le anomalie nel modo in cui il sistema digestivo muove e percepisce il cibo.

Un’area di indagine riguarda la scoperta che alcune persone con dispepsia funzionale hanno un numero maggiore di alcune cellule infiammatorie nel duodeno (la prima parte dell’intestino tenue), anche quando il tessuto appare normale ad occhio nudo durante l’endoscopia. Questa micro-infiammazione duodenale può contribuire ai sintomi, e i ricercatori stanno esplorando se prendere di mira questa infiammazione con trattamenti specifici potrebbe aiutare.[7]

La connessione tra i batteri intestinali e i sintomi digestivi è un’altra area di ricerca attiva. Alcuni casi di dispepsia funzionale sembrano iniziare dopo un’infezione allo stomaco, suggerendo che i cambiamenti nella comunità batterica dell’intestino potrebbero persistere e causare problemi continui. Comprendere questi meccanismi post-infettivi potrebbe portare a nuovi trattamenti basati su probiotici o antibiotici progettati per ripristinare un equilibrio batterico sano.[4]

I ricercatori stanno anche indagando più a fondo l’asse cervello-intestino. Questo è il sistema di comunicazione bidirezionale tra il sistema digestivo e il sistema nervoso centrale. Nella dispepsia funzionale, questa comunicazione appare interrotta, con l’intestino che diventa eccessivamente sensibile ai normali processi digestivi. Studi che esaminano come modulare questa segnalazione—sia attraverso farmaci, tecniche di stimolazione nervosa o interventi psicologici—potrebbero eventualmente portare a terapie più mirate.[11]

Cambiamenti nello stile di vita che supportano il trattamento medico

Indipendentemente da quali farmaci o terapie vengano utilizzati, i cambiamenti alle abitudini quotidiane formano la base della gestione della dispepsia. Queste modifiche funzionano insieme ai trattamenti medici e, per alcune persone con sintomi lievi, potrebbero essere sufficienti da sole. Gli aggiustamenti dietetici spesso fanno una differenza significativa. Mangiare pasti più piccoli e più frequenti invece di tre grandi riduce il lavoro che lo stomaco deve fare in un dato momento. Masticare il cibo lentamente e accuratamente, prendendosi il tempo per godersi i pasti in un ambiente rilassato piuttosto che affrettarsi, consente alla digestione di procedere più agevolmente.[9]

Alcuni cibi e bevande comunemente scatenano i sintomi della dispepsia e vale la pena evitarli o limitarli. Questi includono cibi grassi o unti, che richiedono più tempo per digerire; piatti piccanti che possono irritare il rivestimento dello stomaco; cibi ad alto contenuto di acido citrico come arance e pomodori; bevande contenenti caffeina tra cui caffè e alcuni tè; bevande gassate o frizzanti; e alcol. I fattori scatenanti specifici variano da persona a persona, quindi tenere un diario alimentare per identificare i cibi problematici personali può essere utile.[22] L’olio di menta piperita è stato menzionato come potenzialmente utile per alleviare crampi, gonfiore e gas, anche se dovrebbe essere usato con cautela e discusso prima con un medico.[14]

Per coloro i cui sintomi peggiorano di notte o che sperimentano reflusso acido come parte della loro dispepsia, evitare il cibo per almeno due o tre ore prima di coricarsi è importante. Sdraiarsi con lo stomaco pieno rende più facile per l’acido e i contenuti digestivi rifluire indietro. Elevare la testata del letto posizionando blocchi sotto le gambe alla testata (non solo usando cuscini extra, che possono piegare il corpo in modi che aumentano la pressione sullo stomaco) aiuta la gravità a mantenere il contenuto dello stomaco dove dovrebbe essere.[21]

La cessazione del fumo è fortemente raccomandata per chiunque abbia dispepsia e fumi. L’uso del tabacco aumenta la produzione di acido gastrico, indebolisce la valvola tra l’esofago e lo stomaco e rallenta la guarigione di qualsiasi irritazione o ulcera. Allo stesso modo, ridurre o eliminare l’uso di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) come ibuprofene, aspirina e naprossene è importante, poiché questi farmaci possono danneggiare il rivestimento dello stomaco e peggiorare i sintomi. Quando è necessario sollievo dal dolore, il paracetamolo (Tachipirina) è una scelta più sicura per lo stomaco.[13]

La gestione dello stress merita particolare attenzione perché lo stress psicologico può peggiorare direttamente i sintomi della dispepsia. L’intestino e il cervello sono intimamente collegati attraverso il sistema nervoso, e il disagio emotivo può manifestarsi come disagio fisico nel sistema digestivo. Tecniche come l’esercizio fisico regolare, un sonno adeguato, la meditazione, esercizi di respirazione profonda o impegnarsi in attività piacevoli possono aiutare a ridurre i livelli complessivi di stress. Per le persone la cui dispepsia è fortemente legata all’ansia o alla depressione, affrontare queste condizioni di salute mentale con un supporto professionale appropriato spesso migliora anche i sintomi digestivi.[22]

⚠️ Importante
L’intestino contiene più cellule nervose del midollo spinale e comunica costantemente con il cervello. Questo spiega perché lo stress e le emozioni possono scatenare direttamente dolore allo stomaco anche quando non c’è niente di fisicamente sbagliato. I sintomi sono reali e fisici, non immaginari.[11]

Metodi di trattamento più comuni

  • Farmaci per la soppressione dell’acido
    • Inibitori della pompa protonica (IPP) come omeprazolo, esomeprazolo e lansoprazolo che bloccano la produzione di acido nelle cellule dello stomaco
    • Antagonisti dei recettori H2 che riducono la produzione di acido attraverso un meccanismo diverso
    • Antacidi da banco che neutralizzano l’acido gastrico esistente per un rapido sollievo temporaneo
    • Tipicamente utilizzati per sei-otto settimane inizialmente per valutare l’efficacia[10]
  • Terapia di eradicazione dell’H. pylori
    • Combinazione di antibiotici più farmaci che riducono l’acido
    • Il corso del trattamento dura tipicamente circa due settimane
    • Può risolvere permanentemente i sintomi nei casi in cui il batterio è la causa sottostante
    • Il test per l’H. pylori viene effettuato attraverso test del respiro, campione di feci o biopsia durante l’endoscopia[13]
  • Neuromodulatori
    • Antidepressivi triciclici a basso dosaggio come amitriptilina, desipramina e imipramina
    • Modificano la segnalazione nervosa tra intestino e cervello per ridurre la percezione del dolore
    • Aiutano circa una persona su sei con dispepsia funzionale
    • Utilizzati a dosi molto più basse di quelle necessarie per trattare la depressione[17]
  • Agenti procinetici
    • Farmaci che aiutano lo stomaco a svuotarsi più efficientemente
    • Utili quando i sintomi includono pienezza precoce o gonfiore prolungato dopo i pasti
    • Molti sono stati ritirati dai mercati a causa di effetti collaterali, limitando le opzioni attuali[17]
  • Modifiche allo stile di vita e dietetiche
    • Mangiare pasti più piccoli e più frequenti durante il giorno
    • Evitare cibi scatenanti tra cui grassi, piccanti, acidi, contenenti caffeina e gassati
    • Non mangiare entro due o tre ore prima di coricarsi
    • Elevare la testata del letto per i sintomi notturni
    • Cessazione del fumo ed evitare i FANS quando possibile[22]
  • Terapie psicologiche
    • Terapia cognitivo-comportamentale per affrontare lo stress e i modelli di pensiero
    • Ipnoterapia per la gestione dei sintomi diretta all’intestino
    • Può risolvere i sintomi in circa uno su tre pazienti opportunamente selezionati
    • Particolarmente utile quando ansia, depressione o stress contribuiscono ai sintomi[17]

Sperimentazioni cliniche in corso su Dispepsia

  • Studio sull’effetto del Rikkunshito nei pazienti con dispepsia funzionale reclutati dall’assistenza primaria in Belgio

    In arruolamento

    3 1
    Malattie in studio:
    Farmaci in studio:
    Belgio
  • Studio sulla sicurezza dell’almagate in donne in gravidanza con bruciore di stomaco e reflusso

    In arruolamento

    3 1 1 1
    Malattie in studio:
    Farmaci in studio:
    Spagna
  • Studio sull’uso di Budesonide per l’infiammazione in pazienti con dispepsia funzionale

    In arruolamento

    3 1 1
    Malattie in studio:
    Farmaci in studio:
    Belgio
  • Studio sull’efficacia e sicurezza del citrato di betaina per il trattamento della dispepsia funzionale in pazienti adulti

    Arruolamento non iniziato

    3 1 1
    Malattie in studio:
    Farmaci in studio:
    Grecia
  • Studio sull’efficacia dell’olio di bacche di ginepro per disturbi digestivi dispeptici in pazienti con crampi gastrointestinali, flatulenza e gonfiore

    Arruolamento concluso

    3 1 1
    Malattie in studio:
    Germania
  • Studio su Dispepsia Funzionale, Bruciore di Stomaco e Reflusso: Strategie di Interruzione degli Inibitori della Pompa Protonica per Pazienti in Cure Primarie

    Arruolamento concluso

    3 1 1 1
    Malattie in studio:
    Belgio

Riferimenti

https://my.clevelandclinic.org/health/symptoms/7316-indigestion-dyspepsia

https://www.medicalnewstoday.com/articles/163484

https://www.mayoclinic.org/diseases-conditions/functional-dyspepsia/symptoms-causes/syc-20375709

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK554563/

https://gutscharity.org.uk/advice-and-information/symptoms/indigestion/

https://gi.org/topics/dyspepsia/

https://en.wikipedia.org/wiki/Indigestion

https://uclacns.org/patients/disease-information/386-2/

https://www.aafp.org/pubs/afp/issues/1999/1015/p1787.html

https://www.mayoclinic.org/diseases-conditions/functional-dyspepsia/diagnosis-treatment/drc-20375715

https://my.clevelandclinic.org/health/diseases/22248-functional-dyspepsia

https://my.clevelandclinic.org/health/symptoms/7316-indigestion-dyspepsia

https://www.aafp.org/pubs/afp/issues/1999/1015/p1773.html

https://www.nm.org/conditions-and-care-areas/gastroenterology/functional-dyspepsia/treatments

https://patient.gastro.org/dyspepsia/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK554563/

https://www.health.harvard.edu/blog/functional-dyspepsia-causes-treatments-and-new-directions-2020070620505

https://www.mayoclinic.org/diseases-conditions/functional-dyspepsia/diagnosis-treatment/drc-20375715

https://my.clevelandclinic.org/health/symptoms/7316-indigestion-dyspepsia

https://gutscharity.org.uk/advice-and-information/conditions/functional-dyspepsia/

https://www.aafp.org/pubs/afp/issues/2010/1215/p1459.html

https://www.news-medical.net/health/Lifestyle-Changes-for-Indigestion-(Dyspepsia).aspx

https://www.ccjm.org/content/91/5/301

https://patient.gastro.org/dyspepsia/

https://www.niddk.nih.gov/health-information/digestive-diseases/indigestion-dyspepsia

Domande frequenti

Per quanto tempo dovrei provare i cambiamenti nello stile di vita prima di consultare un medico per la mia dispepsia?

Se si ha un’indigestione occasionale che risponde agli antacidi e agli aggiustamenti dello stile di vita, potrebbe non essere necessaria un’attenzione medica immediata. Tuttavia, se i sintomi si verificano regolarmente, interferiscono con la vita quotidiana, persistono per più di due settimane o se si hanno più di 50 anni con sintomi nuovi, si dovrebbe consultare un medico. È necessaria assistenza medica immediata se si sperimentano sintomi di allarme come vomito con sangue, feci nere, difficoltà a deglutire, perdita di peso inspiegabile o dolore toracico.[1]

Dovrò assumere farmaci per la dispepsia per il resto della mia vita?

Non necessariamente. La durata del trattamento dipende dalla causa. Se la dispepsia è dovuta a un’infezione da H. pylori, un ciclo di antibiotici di due settimane può curarla permanentemente. Per la dispepsia funzionale, il trattamento è spesso necessario in modo intermittente man mano che i sintomi vanno e vengono. Alcune persone hanno bisogno di farmaci a lungo termine, mentre altre scoprono che i cambiamenti nello stile di vita alla fine consentono loro di interrompere o ridurre i farmaci. Il medico lavorerà con voi per trovare il trattamento minimo necessario per controllare i sintomi.[4]

Lo stress può davvero causare dolore fisico allo stomaco, o è solo nella mia testa?

Lo stress può assolutamente causare vero dolore fisico allo stomaco. L’intestino e il cervello sono collegati attraverso un esteso sistema nervoso, e lo stress rende questi nervi eccessivamente sensibili. Questo non è “solo nella tua testa”—è una risposta fisica genuina dove lo stress psicologico crea cambiamenti reali nel modo in cui funziona il sistema digestivo e nel modo in cui il corpo percepisce le sensazioni. Ecco perché trattare l’ansia o la depressione spesso migliora i sintomi della dispepsia.[11]

Qual è la differenza tra dispepsia e bruciore di stomaco o reflusso acido?

La dispepsia è un termine più ampio che descrive dolore addominale superiore, bruciore e sgradevole pienezza durante o dopo i pasti. Il bruciore di stomaco è una specifica sensazione di bruciore al petto causata dall’acido gastrico che rifluisce nell’esofago. Il reflusso acido (MRGE) è una condizione che causa bruciore di stomaco. Si può avere dispepsia con o senza bruciore di stomaco, e molte persone sperimentano sintomi di entrambi. I trattamenti spesso si sovrappongono, ed è per questo che i farmaci che riducono l’acido aiutano molte persone con dispepsia.[1]

Se la mia endoscopia è risultata normale, significa che i miei sintomi non sono reali?

Assolutamente no. Un’endoscopia normale significa che si ha dispepsia funzionale—i sintomi sono molto reali, ma sono causati dal modo in cui funziona il sistema digestivo piuttosto che da danni o malattie visibili. La dispepsia funzionale rappresenta il 50-60% di tutti i casi di dispepsia. Coinvolge problemi con la sensibilità nervosa, la motilità dello stomaco, la comunicazione cervello-intestino o l’infiammazione microscopica non visibile durante l’esame standard. I sintomi sono genuini e meritano trattamento.[4]

🎯 Punti chiave

  • Fino al 60% delle persone con dispepsia cronica ha dispepsia funzionale dove non si trova alcuna causa fisica, eppure i sintomi sono completamente reali e trattabili
  • Il test per il batterio H. pylori è essenziale perché curare questa infezione può risolvere permanentemente la dispepsia negli individui affetti
  • Gli inibitori della pompa protonica sono i farmaci più comunemente prescritti, ma non sono efficaci per tutti e richiedono 6-8 settimane per essere valutati correttamente
  • Gli antidepressivi a basso dosaggio possono aiutare la dispepsia cambiando la segnalazione nervosa intestino-cervello, non trattando disturbi dell’umore
  • Le terapie psicologiche possono funzionare meglio del solo farmaco per la dispepsia funzionale, specialmente quando lo stress contribuisce ai sintomi
  • I cambiamenti nello stile di vita—in particolare mangiare pasti più piccoli, evitare cibi scatenanti e gestire lo stress—formano la base di tutto il trattamento della dispepsia
  • L’intestino contiene un massiccio sistema nervoso che comunica direttamente con il cervello, spiegando perché le emozioni e lo stress causano sintomi digestivi fisici reali
  • I sintomi della dispepsia possono imitare condizioni gravi come gli attacchi di cuore, quindi sintomi nuovi o allarmanti richiedono sempre una valutazione medica immediata