Questo studio riguarda l’infezione da virus respiratorio sinciziale, un virus che può causare problemi respiratori soprattutto nei bambini piccoli. Lo studio prevede l’uso di tre diversi trattamenti: un vaccino chiamato Abrysvo che può essere somministrato alle donne in gravidanza, e un anticorpo chiamato nirsevimab (commercializzato come Beyfortus) che può essere somministrato ai neonati. Il vaccino Abrysvo contiene proteine che aiutano il corpo a difendersi dal virus respiratorio sinciziale, mentre il nirsevimab è un anticorpo che fornisce protezione diretta contro questo virus. Entrambi i trattamenti vengono somministrati tramite iniezione nel muscolo.
Lo scopo dello studio è verificare quale combinazione di trattamenti offre la migliore protezione ai bambini contro le infezioni sintomatiche da virus respiratorio sinciziale durante il primo anno di vita. I ricercatori vogliono confrontare tre approcci diversi: somministrare solo l’anticorpo al neonato durante la prima stagione in cui il virus è più diffuso, oppure vaccinare la madre in gravidanza e poi dare l’anticorpo al bambino a quattro mesi di età, oppure vaccinare solo la madre in gravidanza senza dare l’anticorpo al bambino.
Lo studio coinvolge donne in gravidanza tra la ventiquattresima e trentaseiesima settimana di gestazione e i loro bambini dopo la nascita. Le donne in gravidanza che partecipano possono ricevere il vaccino durante la gravidanza oppure no, a seconda del gruppo a cui vengono assegnate. Dopo la nascita, i bambini possono ricevere l’anticorpo nirsevimab in momenti diversi, sempre a seconda del gruppo di trattamento. I bambini vengono seguiti fino all’età di dodici mesi per verificare se sviluppano un’infezione respiratoria causata dal virus respiratorio sinciziale, confermata attraverso un test specifico. Lo studio prevede di iniziare nel 2025 e continuare fino al 2029.

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