Questo studio riguarda donne con problemi di infertilità che hanno un peso corporeo superiore alla norma e che si sottoporranno a un trattamento di fecondazione in vitro. La fecondazione in vitro è una procedura in cui gli ovuli vengono prelevati dalle ovaie e fecondati in laboratorio con gli spermatozoi per creare embrioni, che sono poi conservati per un successivo trasferimento nell’utero. Lo studio confronta due gruppi di pazienti: un gruppo riceverà per dodici settimane un trattamento con semaglutide, un farmaco somministrato tramite iniezione sotto la pelle, mentre l’altro gruppo non riceverà questo trattamento prima di iniziare la fecondazione in vitro. Durante il ciclo di fecondazione in vitro, tutte le pazienti riceveranno altri farmaci necessari per la procedura, tra cui follitropina alfa, che stimola le ovaie a produrre più ovuli, ganirelix, che impedisce l’ovulazione prematura, e triptorelina, che regola gli ormoni riproduttivi.
Lo scopo dello studio è valutare se il trattamento preliminare con semaglutide possa influenzare il numero di embrioni di buona qualità che si sviluppano fino allo stadio di blastocisti. Le blastocisti sono embrioni che hanno raggiunto uno stadio avanzato di sviluppo, generalmente dopo cinque o sei giorni dalla fecondazione, e rappresentano gli embrioni con maggiori possibilità di impianto nell’utero. Lo studio vuole quindi verificare se la perdita di peso e i cambiamenti metabolici indotti dal semaglutide possano migliorare la qualità degli embrioni ottenuti durante la fecondazione in vitro nelle donne con peso corporeo superiore alla norma.
Durante lo studio verranno raccolte diverse informazioni, tra cui il numero di ovuli prelevati, il numero di ovuli maturi, il tasso di fecondazione e i tempi di sviluppo degli embrioni osservati attraverso sistemi di monitoraggio continuo in laboratorio. Verranno inoltre valutati i cambiamenti nel peso corporeo, nell’indice di massa corporea e nella circonferenza della vita prima e dopo il trattamento con semaglutide. Saranno anche misurati i marcatori della riserva ovarica, che indicano la capacità delle ovaie di produrre ovuli, prima e dopo il trattamento. Tutte le pazienti seguiranno un protocollo di congelamento di tutti gli embrioni ottenuti, senza trasferimento immediato nell’utero durante questo ciclo di trattamento.

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