Questo studio clinico riguarda pazienti con infarto miocardico acuto, una condizione grave che si verifica quando il flusso di sangue al cuore viene improvvisamente bloccato, causando un forte dolore al petto. Durante lo studio verranno confrontati due medicinali per il trattamento del dolore: il metossiflurano, un liquido che viene inalato attraverso i vapori, e la morfina, un antidolorifico tradizionale somministrato per via endovenosa. Lo scopo dello studio è dimostrare che il metossiflurano, che il paziente può somministrarsi da solo respirando i vapori, è efficace almeno quanto la morfina nel ridurre il dolore causato dall’infarto.
Lo studio coinvolge persone adulte che vengono soccorse dai servizi di emergenza prima di arrivare in ospedale e che presentano un dolore al petto da moderato a grave. I pazienti riceveranno in modo casuale uno dei due trattamenti antidolorifici. Durante il trattamento, il personale sanitario monitorerà l’intensità del dolore utilizzando una scala visiva, oltre a controllare la frequenza cardiaca, la pressione sanguigna e altri parametri vitali. La valutazione principale consiste nel verificare quanti pazienti raggiungono un livello di dolore basso entro trenta minuti dal trattamento.
Lo studio misurerà anche il tempo necessario per ottenere il sollievo dal dolore e gli effetti dei trattamenti sul sistema cardiovascolare. Verranno inoltre osservati eventuali effetti indesiderati come la depressione respiratoria, cioè un rallentamento eccessivo della respirazione, la sedazione, le vertigini, il prurito, la nausea, il vomito e il mal di testa. L’obiettivo è raccogliere informazioni sulla sicurezza e sull’efficacia del metossiflurano rispetto alla morfina nel contesto dell’emergenza preospedaliera per l’infarto miocardico acuto.

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