La ricerca si concentra sulla depressione resistente al trattamento, una forma di disturbo mentale in cui i pazienti non rispondono adeguatamente a due o più trattamenti antidepressivi. Lo studio esplora l’effetto della psilocibina, una sostanza chimica somministrata in capsule per uso orale, su questo tipo di depressione. La psilocibina è nota per influenzare l’attività cerebrale e potrebbe offrire un nuovo approccio per i pazienti che non hanno trovato sollievo con i trattamenti tradizionali.
Lo scopo principale dello studio è confrontare l’attività dei circuiti neurali responsabili della valutazione dello sforzo prima e dopo la somministrazione di psilocibina. I partecipanti riceveranno una dose di psilocibina e verranno monitorati per osservare eventuali cambiamenti nell’attività cerebrale attraverso tecniche di imaging come la fMRI (risonanza magnetica funzionale). Questo aiuterà a capire come la psilocibina possa influenzare le aree del cervello coinvolte nella depressione.
Durante lo studio, verranno valutati anche i cambiamenti nei sintomi della depressione e la soddisfazione dei partecipanti riguardo al trattamento. I risultati potrebbero fornire nuove informazioni su come trattare la depressione resistente al trattamento e migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti da questo disturbo. Lo studio è previsto per concludersi entro marzo 2026.

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