Questo studio riguarda persone che hanno avuto un infarto miocardico acuto di tipo 1, che include sia l’infarto con sopraslivellamento del tratto ST (chiamato STEMI) sia l’infarto senza sopraslivellamento del tratto ST (chiamato NSTEMI). L’infarto miocardico si verifica quando il flusso di sangue al cuore viene bloccato, causando danni al muscolo cardiaco. Durante lo studio verrà utilizzato un farmaco chiamato ziltivekimab, che è un anticorpo diretto contro una sostanza nel corpo chiamata interleuchina-6, che è coinvolta nei processi infiammatori. Il farmaco viene confrontato con un placebo per valutare la sua efficacia. Entrambi i trattamenti vengono somministrati come iniezione sotto la pelle una volta al mese e vengono aggiunti alle cure standard che i pazienti ricevono normalmente dopo un infarto.
Lo scopo dello studio è verificare se ziltivekimab può ridurre il rischio di gravi eventi cardiovascolari nelle persone che hanno avuto un infarto miocardico acuto. Gli eventi cardiovascolari gravi includono la morte per cause cardiovascolari, un nuovo infarto non fatale e un ictus non fatale. Lo studio valuterà anche altri risultati come il tempo fino al verificarsi di questi eventi, il numero totale di tali eventi e altri problemi cardiaci come la necessità di procedure per riaprire le arterie coronariche o il ricovero in ospedale per insufficienza cardiaca, che è una condizione in cui il cuore non riesce a pompare abbastanza sangue per soddisfare le esigenze del corpo.
I partecipanti allo studio riceveranno la prima dose del farmaco o del placebo il prima possibile dopo la procedura invasiva eseguita per trattare l’infarto, e comunque entro un tempo massimo che varia a seconda del tipo di infarto avuto. Per chi ha avuto un STEMI, la prima dose deve essere somministrata entro 36 ore dal ricovero in ospedale, mentre per chi ha avuto un NSTEMI entro 72 ore. Il trattamento continua poi con somministrazioni mensili per un periodo massimo di 22 mesi. Durante lo studio vengono monitorati vari aspetti della salute cardiovascolare dei partecipanti, inclusi eventi come nuovi infarti, ictus, morte per cause cardiovascolari o per qualsiasi altra causa, e necessità di interventi o ricoveri per problemi cardiaci. Lo studio include persone di almeno 18 anni che presentano anche almeno un altro fattore di rischio cardiovascolare, come un precedente infarto, diabete mellito trattato con farmaci, malattia renale cronica, precedente ictus ischemico, malattia delle arterie carotidee o delle arterie periferiche nelle gambe, o malattia coronarica che interessa più vasi sanguigni.
1Somministrazione iniziale del farmaco
Dopo il ricovero ospedaliero per infarto miocardico acuto (attacco cardiaco) e l’esecuzione della procedura invasiva (angiografia), riceverai la prima dose del farmaco in studio.
Se hai avuto un infarto con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI), la prima somministrazione avverrà il prima possibile dopo la procedura e al massimo entro 36 ore dal ricovero.
Se hai avuto un infarto senza sopraslivellamento del tratto ST (NSTEMI), la prima somministrazione avverrà il prima possibile dopo la procedura e al massimo entro 72 ore dal ricovero.
Il farmaco si chiama ziltivekimab o potresti ricevere un placebo (sostanza senza principio attivo).
La somministrazione avviene tramite iniezione sottocutanea (sotto la pelle).
Questa prima dose rappresenta la dose di carico iniziale.
2Trattamento mensile continuativo
Dopo la prima somministrazione, riceverai il farmaco ziltivekimab o il placebo con frequenza mensile.
Ogni somministrazione avverrà tramite iniezione sottocutanea.
Il trattamento mensile continuerà per tutta la durata dello studio.
Il farmaco o il placebo saranno aggiunti alla tua terapia standard abituale per la gestione dell’infarto.
3Monitoraggio degli eventi cardiovascolari
Durante tutto lo studio, verranno monitorati diversi eventi relativi alla tua salute cardiovascolare.
Gli eventi principali monitorati includono: morte cardiovascolare, infarto miocardico non fatale (attacco cardiaco non mortale) e ictus non fatale.
Verranno inoltre monitorati altri eventi come: necessità di nuove procedure di rivascolarizzazione coronarica, ricoveri ospedalieri per insufficienza cardiaca (quando il cuore non pompa sangue in modo efficace) e visite urgenti per insufficienza cardiaca.
Tutti gli eventi saranno valutati e confermati da un comitato di esperti indipendenti.
4Durata dello studio
Lo studio è iniziato nel mese di agosto 2024 e si prevede che terminerà nel mese di settembre 2026.
Riceverai il trattamento mensile e sarai monitorato per tutta la durata dello studio.
La durata esatta della tua partecipazione dipenderà dal momento in cui entrerai nello studio.
Chi può partecipare allo studio?
Deve essere ricoverato in ospedale per infarto miocardico acuto (un attacco di cuore causato dal blocco improvviso del flusso di sangue al muscolo cardiaco), confermato da un esame chiamato angiografia invasiva (una procedura che utilizza raggi X e mezzo di contrasto per visualizzare i vasi sanguigni del cuore) eseguito in una struttura che può effettuare angioplastica coronarica (un intervento per riaprire le arterie bloccate del cuore).
Deve avere almeno 18 anni di età al momento della firma del consenso informato.
Deve presentare almeno una delle seguenti condizioni mediche pregresse, confermate dalla sua documentazione medica: un precedente infarto, un precedente intervento di rivascolarizzazione coronarica (procedure per ripristinare il flusso di sangue al cuore), diabete mellito (una malattia che causa livelli elevati di zucchero nel sangue) trattato con farmaci, malattia renale cronica (ridotta funzionalità dei reni con un valore specifico di filtrazione renale tra 15 e 60), precedente ictus ischemico (danno cerebrale causato da un blocco del flusso di sangue al cervello), malattia delle arterie carotidi (restringimento delle arterie del collo) o malattia delle arterie periferiche nelle gambe inferiori, oppure malattia coronarica multivasale (restringimento in più arterie del cuore).
Se ha avuto un infarto con sopraslivellamento del tratto ST (tipo di infarto grave con alterazioni specifiche sull’elettrocardiogramma), deve avere: sintomi di ischemia cardiaca (ridotto apporto di sangue al cuore) iniziati entro 12 ore prima del ricovero, e alterazioni specifiche sull’elettrocardiogramma (esame che registra l’attività elettrica del cuore) che mostrano un innalzamento del tratto ST in almeno due derivazioni contigue.
Se ha avuto un infarto senza sopraslivellamento del tratto ST (tipo di infarto con alterazioni diverse sull’elettrocardiogramma), deve avere: sintomi di ischemia cardiaca iniziati o peggiorati entro 24 ore prima del ricovero, e un aumento dei valori di troponina cardiaca (proteine rilasciate nel sangue quando il muscolo cardiaco è danneggiato) al di sopra del valore normale.
Deve essere possibile somministrare il farmaco dello studio il prima possibile dopo la procedura invasiva, e comunque entro 36 ore dal ricovero se ha avuto un infarto con sopraslivellamento del tratto ST, oppure entro 72 ore dal ricovero se ha avuto un infarto senza sopraslivellamento del tratto ST.
Se presenta malattia delle arterie carotidi, questa deve essere definita da: un restringimento di almeno il 50% nell’arteria carotide documentato da esami specifici, oppure un precedente intervento di rivascolarizzazione carotidea.
Se presenta malattia arteriosa periferica (restringimento delle arterie che portano sangue alle gambe) nelle estremità inferiori, questa deve essere definita da: un restringimento di almeno il 50% documentato da esami specifici, oppure un precedente intervento di rivascolarizzazione periferica, oppure amputazione (rimozione chirurgica) di una parte della gamba a livello della caviglia o superiore a causa di malattia aterosclerotica (accumulo di placche nelle arterie).
Se presenta malattia coronarica multivasale, questa deve essere definita da: un restringimento di almeno il 50% in due o più territori delle arterie principali del cuore o nell’arteria principale sinistra, oppure un precedente intervento di angioplastica coronarica e un restringimento di almeno il 50% in un’arteria diversa da quella precedentemente trattata, oppure un precedente bypass coronarico (intervento chirurgico che crea nuovi percorsi per il flusso sanguigno intorno alle arterie bloccate) su più vasi.
Chi non può partecipare allo studio?
Non sono stati forniti criteri di esclusione specifici per questo studio clinico nei dati disponibili. I criteri di esclusione sono le condizioni o situazioni che impediscono a una persona di partecipare allo studio per motivi di sicurezza o per garantire risultati affidabili della ricerca.
Per conoscere quali pazienti non possono partecipare a questo studio sul farmaco ziltivekimab (un medicinale che riduce l’infiammazione nel corpo) dopo un infarto miocardico (quando il cuore non riceve abbastanza sangue), è necessario consultare il medico dello studio che potrà fornire informazioni complete sui requisiti per la partecipazione.
Ziltivekimab è un medicinale sperimentale che viene somministrato attraverso un’iniezione sotto la pelle. In questo studio, il farmaco viene testato per vedere se può ridurre il rischio di gravi problemi al cuore nelle persone che hanno avuto un infarto. I partecipanti ricevono il medicinale una volta al mese in aggiunta alle cure standard che già ricevono per la loro condizione cardiaca.
Il placebo è una sostanza senza principi attivi che viene utilizzata nello studio per confrontare gli effetti del farmaco sperimentale. Alcune persone nello studio ricevono il placebo invece del medicinale vero, in modo che i ricercatori possano capire se il farmaco funziona davvero. Il placebo ha lo stesso aspetto del medicinale vero ma non contiene ingredienti che possono curare o prevenire malattie.
ST-elevation Myocardial Infarction (STEMI) – L’infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST è una forma grave di attacco cardiaco che si verifica quando un’arteria coronaria viene completamente bloccata. Questo blocco impedisce al sangue ricco di ossigeno di raggiungere una parte del muscolo cardiaco. Senza un flusso sanguigno adeguato, il tessuto cardiaco inizia a danneggiarsi o a morire. La condizione si manifesta tipicamente con un dolore toracico intenso che può irradiarsi al braccio, alla mascella o alla schiena. Il danno al muscolo cardiaco può influenzare la capacità del cuore di pompare efficacemente il sangue. È una emergenza medica che richiede un intervento immediato per ripristinare il flusso sanguigno.
Non-ST-elevation Myocardial Infarction (NSTEMI) – L’infarto miocardico senza sopraslivellamento del tratto ST si verifica quando il flusso sanguigno verso il cuore è parzialmente bloccato. A differenza dello STEMI, l’arteria coronaria non è completamente ostruita, ma il flusso sanguigno ridotto causa comunque danni al muscolo cardiaco. I sintomi possono includere dolore toracico, mancanza di respiro, sudorazione e nausea. Il danno al tessuto cardiaco in questa condizione è generalmente meno esteso rispetto allo STEMI. Tuttavia, rappresenta comunque una situazione seria che può evolvere e causare complicazioni. La condizione richiede un trattamento tempestivo per prevenire ulteriori danni al cuore.
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