Lo studio riguarda persone con grass pollen allergy, una condizione in cui il sistema immunitario reagisce in modo eccessivo al polline dei prati, provocando sintomi come starnuti, naso chiuso e prurito. Per valutare la risposta allergica viene utilizzato il skin prick test, un piccolo prelievo cutaneo in cui si applica una soluzione contenente l’allergene Phleum pratense (polline di erba comune) e si osserva la formazione di un rigonfiamento chiamato “wheal”.
Lo scopo dello studio è verificare se una singola dose orale di acalabrutinib modifica la dimensione del wheal, cioè il piccolo rigonfiamento che si forma sulla pelle dopo il test cutaneo. I partecipanti faranno prima il test con l’allergene, poi prenderanno una capsula da 200 mg da ingoiare, e a pochi minuti dall’assunzione il test verrà ripetuto più volte per vedere se il rigonfiamento cambia. Durante la visita verranno controllati i segni vitali, analizzati campioni di sangue e registrati eventuali effetti indesiderati per assicurare la sicurezza.



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