Lo studio riguarda Systemic Lupus Erythematosus, una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario attacca i propri tessuti, provocando infiammazioni, dolore e possibili danni a organi vitali. I partecipanti continuano a seguire le terapie abituali, che includono farmaci anti‑infiammazione e immunosoppressori, e ricevono in più un’iniezione sottocutanea di ianalumab oppure un placebo, cioè una sostanza inattiva usata per confrontare gli effetti del farmaco.
Lo scopo è valutare se ianalumab è più efficace del placebo nel far raggiungere ai pazienti un miglioramento della malattia, misurato con l’indice SRI-4 dopo circa 60 settimane di trattamento. I soggetti vengono assegnati in modo casuale e né i medici né i partecipanti sanno quale prodotto ricevono (studio “doppio cieco”). Durante il periodo di studio, le iniezioni vengono somministrate regolarmente e vengono effettuate visite periodiche per controllare i sintomi, eseguire analisi del sangue e monitorare eventuali effetti indesiderati, garantendo la sicurezza dei partecipanti.



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